IL "VAFFA" DEI VESCOVI A SALVINI – IL LEADER LEGHISTA SCRIVE UNA LETTERA AD “AVVENIRE” SU ACCOGLIENZA E MIGRANTI: "GOVERNARE L'IMMIGRAZIONE SIGNIFICA SCEGLIERE. VUOL DIRE PRIVILEGIARE L'ACCOGLIENZA E L'INTEGRAZIONE DI DONNE E UOMINI CHE ARRIVANO DA PAESI DI RELIGIONE CRISTIANA, LONTANI DALL’ARROGANZA E DALLA VOLONTÀ DI SOPRAFFAZIONE CHE L’ESTREMISMO ISLAMICO PORTA AVANTI IN TUTTA EUROPA" - E IL QUOTIDIANO DEI VESCOVI NASCONDE LA MISSIVA DEL VICEPREMIER NELLA PARTE BASSA DI PAGINA 14 E NON LA RICHIAMA NEANCHE IN PRIMA PAGINA...
Lettera di Matteo Salvini a Avvenire
Gentile Direttore, ho letto con interesse l’intervento di Andrea Lavazza pubblicato sulla pagina delle lettere di venerdì 3 luglio. Il drammatico delitto di Reggio Emilia, come altri dolorosi episodi di cronaca, ci chiede non solo partecipazione ma equilibrio nel giudizio e responsabilità nelle parole, per rispetto delle vittime e, come scrive Lavazza, per « non avallare un clima diffuso di pericolo e sospetto generalizzato » .
I dati sono indispensabili, ma non bastano a ridurre una percezione diffusa di insicurezza e paura. Per il mio ruolo incontro ogni giorno persone in tutta Italia e la domanda di sicurezza attraversa il Paese. È ancora più forte dove i redditi sono più bassi e i bisogni più ampi. Anziani, giovani famiglie, cittadini italiani e immigrati regolari non chiedono privilegi né trattamenti di favore.
Chiedono di vivere senza paura. La sicurezza è un diritto che troppo spesso diamo per scontato fino al giorno in cui ci viene sottratto. E se è un diritto, garantirla è uno dei primi doveri della Repubblica. Perché è la condizione che rende concreti molti altri diritti. La risposta dello Stato non può essere incerta né estemporanea.
AVVENIRE 7 LUGLIO LETTERA SALVINI
Far rispettare le regole, garantire la legalità e colpire con determinazione chi sceglie la criminalità non limita le libertà individuali e la convivenza civile e democratica: le protegge. Questo significa investire nel presidio e nella prevenzione. Lo dimostra il progetto “ FS Security”: nei primi quattro mesi del 2026 le aggressioni sono diminuite del 59,7% e i furti del 45%.
È la prova che il presidio costante produce risultati concreti. La stessa logica guida il controllo dei confini, il contrasto all’immigrazione irregolare e la lotta ai trafficanti di esseri umani. Un Paese ha il dovere di sapere chi entra nel proprio territorio, di far rispettare le proprie leggi e di contrastare ogni forma di illegalità che prospera sull’irregolarità.
Governare l’immigrazione significa scegliere. Vuol dire privilegiare l’accoglienza e l’integrazione di donne e uomini che arrivano da Paesi di religione cristiana, pronti a rispettare il nostro modo di vivere lontani dall’arroganza e dalla volontà di sopraffazione e negazione di diritti e conquiste sociali che l’estremismo islamico porta avanti in tutta Europa.
La tragedia di Amendolara dimostra come trafficanti, caporali e organizzazioni criminali prosperino sfruttando persone prive di tutele. Colpire questi sistemi significa difendere legalità, lavoro regolare e sicurezza di tutti. Quando lo Stato arretra il suo spazio viene occupato dall’illegalità.
Ogni spazio restituito alla legalità è uno spazio restituito alla libertà. La sicurezza non è soltanto una questione di ordine pubblico. È il primo patto tra lo Stato e i cittadini da cui nasce la fiducia nelle istituzioni.
Una fiducia che dobbiamo alle Forze dell’ordine, ai prefetti, ai questori, ai sindaci e a quanti, ogni giorno, garantiscono legalità e sicurezza. A loro le istituzioni devono assicurare risorse e regole certe sostenendo chi ogni giorno difende la legalità. Per questo considero la sicurezza uno dei primi doveri dello Stato.
Non perché sia l’unico, ma perché da quel dovere dipende la credibilità stessa delle istituzioni.
Con stima Matteo Salvini Vice Presidente del Consiglio.


