INSULTI SESSISTI ALL’ASSESSORA ANTI CACCIA, “IL GIORNO DOPO PREVALE LA RABBIA”
Roberto Fico con Fiorella Zabatta
(ANSA) - "Come mi sento il giorno dopo? Sono ancora arrabbiata e non solo per il fatto di essere stata ingiuriata solo per avere espresso la mia opinione in maniera civile, cosa normale in una democrazia. Ma perché penso alle tante donne che ogni giorno subiscono attacchi volgari sui social e non facendo parte come me di una grande comunità sono lasciate sole a se stesse davanti ai leoni da tastiera".
Il giorno dopo l'esplosione del caso, Fiorella Zabatta, assessora alla Protezione Civile della Regione Campania, vittima di una serie di insulti social per un video pubblicato contrario al ddl caccia da oggi all'esame della Commissione Agricoltura alla Camera, è al suo posto in Regione.
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"Ho ricevuto un fiume di solidarietà - dice al telefono con l'Ansa - a partire dal presidente Fico, dal mio partito, dagli altri assessori, da tutta la maggioranza. L'opposizione? Non mi ricordo sinceramente, ma ho avuto tanti di quei messaggi che non ho ancora fatto in tempo a leggerli tutti".
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"Penso - aggiunge - che replicherò con un video a chi mi insulta. E non posso fare a meno di notare che gli insulti arrivino dalla lobby dei cacciatori, anche se sarebbe sbagliato generalizzare perché non tutti i cacciatori sono come quelli che mi hanno insultata così vigliaccamente".
Commenti sessisti contro Fiorella Zabatta
“Cara Fiorella, ti do un consiglio: vai a lavare i piatti che è meglio”. Seguono, altri, irripetibili attacchi sulla sua bacheca social. Diventano un caso gli insulti e i commenti offensivi e sessisti di cui è stata fatta bersaglio sui social l’assessora della Regione Campania di Alleanza verdi-sinistra Fiorella Zabatta, in risposta a un contenuto in cui manifestava la sua contrarietà alla proposta di riforma della legge sulla caccia. “Sono insulti pesanti che mi indignano, mi offendono e mi generano rabbia”, dice a Repubblica Fiorella Zabatta.
“Il mio pensiero particolare va però alle donne che non hanno i miei stessi strumenti per difendersi dai cosiddetti leoni da tastiera – aggiunge – Molte finiscono con il sentirsi sole e indifesa. E poi non posso che chiedermi cosa abbia scatenato questa veemente onda sessista di matrice patriarcale: avevo semplicemente espresso la mia opinione sulla caccia, una posizione contraria che fa parte del mio Dna”. [...]
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