leopolda renzi carlo v soncini

AL GRAN BALLO DELLA LEOPOLDA - TRA VALIGIE, CITAZIONI IMPEGNATIVE DI SAINT EXUPÉRY,BAMBINI E ODORE DI CIBO PRECOTTO IL POTERE METTE IN SCENA LA SUA AUTOCELEBRAZIONE - IL DIRETTORE DE L’UNITA’ SI IMPROVVISA MITOGRAFO E PARAGONA RENZI A CARLO V

LEOPOLDALEOPOLDA

Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

 

E dunque: la Leopolda, la grande Leopolda, la Leopoldissima. Buio in sala e con Sala, sotto le volte dell’antica stazione granducale leopoldini e leopoldotte, di remota e nuova accoglienza, si salutano con brio sotto i maxi frammenti di Saint-Exupéry, piuttosto impegnativi (“L’uomo scopre/se stesso/ quando si misura/ con l’ostacolo”) e vanno a occupare i soliti tavoli bianchi con al centro un melograno spaccato, due grissini, un paio di limoni, una pigna.

RENZI LEOPOLDA 6RENZI LEOPOLDA 6

 

Odore di cibo precotto e impentolato. Però non male. C’è un’area ristorante separata, riservata e vigilata. Saranno i vip, la sicurezza ricrea e giustifica l’oligarchia. Di fronte appare anche stavolta “la Leopolda dei bambini”, una dozzina alle 21, “i gonfiabili di Renzi” li chiamava il piccolo Tommaso Peroni, figlio di volontario della prima ora e record-baby condotto qui ad appena 30 giorni.

RENZI LEOPOLDA 4RENZI LEOPOLDA 4

 

La cena e poi il resto della serata, cioè la memoria di sè e quindi l’auto-celebrazione, pratica invero sconosciuta ai padri democristiani e comunisti, ma qui prevista al massimo grado della tecnicainventiva e della più conveniente credulità. E comunque: la Leopolda. “Lo spirito della Leopolda”, “Generazione Leopolda”, “stile Leopolda” secondo Renzi, “l’onda perfetta chiamata Leopolda” come l’ha designata Boschi.

 

La politica, specie quella post- ideologica della tardo-modernità, si nutre di miti turbo-light e così in appena sei anni questo evento stagionale, la Leopolda appunto, è divenuta il mito fondativo del renzismo. Una sorta di favola edificante che accredita un potere, ormai, con la riproposizione del suo inizio. Era il 2010 e Renzi, più rotondetto di oggi, portava ancora golfini viola e il ciuffo quasi a banana.

 

LEOPOLDALEOPOLDA

Da quando è Palazzo Chigi tutto per lui è “storico” e a volte anche “epocale”, figurarsi quella prima lontana Leopolda, “Prossima fermata, l’Italia” era il motto. Venne poi il “Big Bang”, e quindi “il meglio deve ancora venire” e poi ancora “il futuro è solo l’inizio” e così, dagli e dagli, dopo tanto tempo il messianismo - consapevole o meno che fosse, o che sia pure in questa edizione - ha rioccupato un posticino nell’immaginario italiano.

RENZI LEOPOLDA 2015RENZI LEOPOLDA 2015

 

“Abbiamo dimostrato che nulla è impossibile”. Come pure: “Abbiamo scalato la montagna”. Di questa specie di ascesi ha reso ieri pacata testimonianza il video “Terra degli uomini”, con omonima canzone di Jovanotti a far da colonna sonora, volti radiosi di giovani, gioia, risate, consenso visivo, bambini, indispensabile risorsa narrativa anche negli spot delle assicurazioni, ed emozioni di futuri ministri.

 

Ma lo stesso palcoscenico della stazione, con i suoi antichi bagagli e valigie di cartone, scarpe di bimbo e scarponi deformati, salvagente, carte geografiche arrotolate, alludeva al viaggio di Renzi e dei suoi, “un gruppo di infaticabili ottimisti” li ha battezzati tra gli applausi l’euforico presentatore ricordando gli esordi e gli sviluppi della Leopolda.

BONAJUTO SINDACO DI ERCOLANOBONAJUTO SINDACO DI ERCOLANO

 

Sull’Unità il direttore Erasmo D’Angelis l’ha presa un po’ più alla lontana: l’assedio di Carlo V a Firenze, anno 1529, “e 481 anni dopo Firenze fu teatro di un altro assedio, quello dei renziani alla fortezza della politica italiana, a potenti e vicepotenti, all’intero network della nomenklatura che occupava lo Stato in maniera anche feudale”. Perché senza necessariamente sorriderne, da che mondo è mondo, e potere è potere, i miti hanno pur sempre bisogno di mitografi, e l’assedio erasmian- renziano si concluse “con il capovolgimento della storia”, eccotela lì!

RENZI LEOPOLDARENZI LEOPOLDA

 

La storia collettiva e quella individuale di Benedetta Scagnelli che qui alla Leopolda anni fa ha trovato l’amore e s’è sposata; o di Francesca Magnelli che alla liturgia del renzismo s’è portata anche il cane, Yara.

 

Lettere che scorrono in stile razionalista dietro la “non-presidenza”; sedie laccate nere e scrostate, microfono vintage; tanti libri per terra che forse si saranno un po’ offesi della riduzione a puro e polveroso ornamento; video animati tipo Ballarò; clip trionfalista sull’Expo, brevemente impallatasi in sala stampa mentre parlava Sala, un po’ monocorde e a disagio senza cravatta, ma poi ritratto misteriosamente abbracciato a Raffaella Carrà e spiritosamente ripreso con una gamba nella bocca di un coccodrillo, si spera impagliato - che s’ha da fare per farsi votare.

OTTAVIA SONCINI LEOPOLDAOTTAVIA SONCINI LEOPOLDA

 

Un grazioso mappamondo tipo Pimpa fa da logo a questa sesta Leopolda, anch’essa un brand da esportazione: censite già una “Leopolda rossa”, una “Leopolda tricolore”, una “anti- Leopolda”. Belle e brave le deputate e amministratrici, Soncini al fianco del capo, che tende un po’ a prevaricare, e Malpezzi sulla scuola; svelto e simpatico il sindaco Bonajuto. Ignorata la recente canzone di Edoardo Bennato: “Al gran ballo della Leopolda”. Il ritmo è allegro e a suo modo un ulteriore riconoscimento. Nel frattempo l’estetizzazione della politica ha fatto un altro passo in avanti.

ERASMO D'ANGELISERASMO D'ANGELISLEOPOLDA RENZI CARLO VLEOPOLDA RENZI CARLO V

 

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…