roberto vannacci si tuffa il primo gennaio a viareggio

“UNA SERA CON MIA MOGLIE E UNA RAGAZZA ALLA PARI OLANDESE SIAMO ANDATI A ROMA IN UN LOCALE GAY, VICINO AL COLOSSEO” - INTERVISTONA AL GENERALE VANNACCI BY CAZZULLO: “A PARIGI ANDAVO A SCUOLA CON CARLA BRUNI - IN COSTA D’AVORIO HO RISCHIATO IL LINCIAGGIO: DUEMILA PERSONE CONTRO SEI; HO PENSATO: QUI CI MANGIANO. CHI VORREBBE CANCELLARE L’ODIO VORREBBE CANCELLARE IL MOTORE DELL’UNIVERSO - GIULIO CESARE ERA BISESSUALE? MA SUL CARRO DEI TRIONFI NON SALIVA VESTITO DI PIUME DI STRUZZO - NON CE L’HO CON IL GAY PRIDE: CE L’HO CON L’OSTENTAZIONE - I NON ETERO SONO CIRCA IL 3,4% DELLA POPOLAZIONE. LE PARE CHE IN TV LA PERCENTUALE SIA RISPETTATA? - MI HANNO MANDATO LA FOTO DI MENGONI. QUANDO SI VEDE UN UOMO CON LA GONNA, E NON SIAMO IN SCOZIA E NON È CARNEVALE, CI SI FA UNA RISATINA SOTTO I BAFFI - IO ANTIFASCISTA? IL FASCISMO È FINITO OTTANT’ANNI FA…”

Estratto dell’articolo di Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera”

 

ROBERTO VANNACCI

Ogni giorno ce n’è una, per il generale Vannacci. Querele, inchieste, sospensioni; e ora le bozze del prossimo libro da correggere, un’autobiografia intitolata «Il coraggio vince».

 

Generale, cos’è per lei il coraggio?

«[…] È la forza di far buon uso della paura. I miei eroi sono Luigi Durand de la Penne ed Emilio Bianchi, che prima di penetrare nel porto di Alessandria per affondare le corazzate inglesi si dicono: “Hai paura Bianchi?”; “sì comandante”. “Anch’io. Bene, andiamo”».

 

Ha altri eroi?

I COMMENTI DI ROBERTO VANNACCI

«Mio nonno materno, Agostino Orlando, classe 1898. Sardo della Maddalena, marinaio. Si arruolò nel 1914, fece tutta la prima guerra mondiale, poi la Spagna. Adorava D’Annunzio, era stato con lui nell’impresa di Fiume […] A Pola si innamorò di una ragazza croata di origine ungherese, Rosa, la portò via con sé e la sposò: mia nonna […]».

 

Anche suo padre è stato un militare.

«Ha 90 anni, si chiama Costanzo. Esperto di artiglieria contraerea. Era stato in America, a El Paso, a studiare il sistema Hawk. Io però sono cresciuto a Ravenna. […]».

roberto vannacci cover

 

[…] Poi vi trasferiste a Parigi...

«Dove andavo a scuola con una bellissima bambina, che portava i capelli corti e pareva un maschiaccio: Carla Bruni».

 

...Dove lei fingeva di inciampare in metropolitana per toccare i neri.

«Ma avevo sei anni! E non avevo mai visto un nero in vita mia. Mi colpiva il bianco degli occhi, dei denti, del palmo delle mani. Volevo vedere se erano fatti come noi».

 

E sono fatti come noi?

«Non scherzi. Io ho rischiato la vita, mia e dei miei uomini, in Somalia, in Ruanda, in Costa d’Avorio, nello Yemen, in Iraq, in Afghanistan, per salvare la vita di persone con la pelle diversa. Quando scrivo che Paola Egonu non ha i tratti somatici dell’italianità, non discrimino; esalto una differenza».

roberto vannacci si tuffa a viareggio 4

 

Paola Egonu è italiana, e basta. E l’ha querelata.

«Se io dicessi che non può entrare al bar, allora sarei discriminatorio. Io dico al contrario che è un valore aggiunto, ha un effetto propulsivo; senza di lei nella pallavolo non vinceremmo».

 

Dove ha rischiato la vita?

«A Kigali bombardarono l’aeroporto da cui dovevamo riportare in patria i nostri connazionali. Infuriava la guerra civile, ho visto massacri spaventosi, cadaveri violati.

Tentammo di fuggire via terra, raggiungendo la frontiera con il Burundi. Alla fine un C-130 venne a prenderci, ma era troppo carico, non si staccava dalla pista, a lungo volammo radenti, seduti sull’elmetto per proteggerci dai colpi di fucile, fin quando dall’oblò vidi il lago Vittoria, e pensai: Vittoria, che bel nome...».

roberto vannacci si tuffa a viareggio 5

 

È vero che in Costa d’Avorio ha rischiato il linciaggio?

«Ci avevano scambiato per francesi. Nella piazza di Abidjan, duemila persone contro sei su una jeep: minacce, insulti, sputi; ho pensato: qui ci mangiano. I dieci minuti più adrenalinici della vita. Se uno di noi avesse reagito, non sarei qui a raccontarlo».

 

A Gibuti dormì nella caserma della Legione straniera.

«Come mascotte tenevano un ghepardo, me lo lasciarono accarezzare. C’erano parecchi italiani. […]».

PASQUALE TERRACCIANO CON ROBERTO VANNACCI A MOSCA - FEBBRAIO 2021

 

In Somalia lei recuperò i corpi di due parà italiani. Nel libro scrive di aver provato odio.

«Amore e odio sono sentimenti e sono i propellenti della vita. Chi vorrebbe cancellare l’odio vorrebbe cancellare il motore dell’universo, il combustibile che muove il mondo».

 

Lei oggi è indagato per istigazione all’odio razziale.

«La ritengo un’accusa totalmente infondata. Il mio libro è un’ode alle diversità. Ma l’elogio della diversità è ben diverso dalla discriminazione. La diversità consiste nel riconoscere caratteristiche diverse in ognuno di noi: cultura, origini, etnia, religione, credo politico. La discriminazione riguarda i diritti e la dignità; e nei miei libri non vi è traccia di questa esecrabile posizione ideologica».

roberto vannacci si tuffa a viareggio 1

 

Lei chi odia?

«L’odio è un sentimento che non si può cancellare dalla mente con un colpo di spugna. Io odio gli stupratori di bambini. Chi maltratta gli anziani. Posso odiare il nemico. Potrei odiare chi facesse del male alle mie figlie, Elena e Michela, che hanno 12 e 10 anni. Ma non giustificherei mai chi trasformasse questo sentimento in un’azione criminosa. Questa è la differenza tra l’uomo, che è essere che domina gli istinti, e la bestia umana, che si fa sopraffare dalle pulsioni criminali».

 

Ritirerà la querela contro Bersani?

«Non sono una persona vendicativa. Ho aspettato il limite giuridico dei 90 giorni prima di sporgere denuncia; ma in tutto quel tempo dall’onorevole Bersani non una parola di ripensamento sulle offese che mi ha rivolto. […] sarebbe bastata una semplice telefonata tra uomini […] Purtroppo non è andata così. Evidentemente abbiamo diversi valori di riferimento».

IL GENERALE ROBERTO VANNACCI

 

Lei ha scritto che nelle sue vene scorre almeno una goccia del sangue di Cesare.

Ma Cesare era bisessuale.

«Cosa facesse Cesare a letto sono affari suoi. È stato uno dei più grandi comandanti della storia. E sul carro dei trionfi non saliva vestito di piume di struzzo».

 

Ce l’ha con il Gay Pride?

«Ce l’ho con l’ostentazione».

 

Ma il Gay Pride serve proprio a rivendicare l’orgoglio, a dire: non ci nascondiamo più.

«Una volta l’anno, va bene; tutti i giorni, con una pressione continua, dà fastidio a molti. Non sono omofobo, ho comandato soldati omosessuali. Ma quando mi dicono che gay e lesbiche si nasce, non sono del tutto d’accordo».

ROBERTO VANNACCI

 

Perché?

«Il genoma dell’omosessualità non l’hanno mai trovato; e i condizionamenti sociali sono importanti. Trovo inopportuna la massiccia esposizione di modelli omosessuali verso i bambini. Ho cercato in Rete: secondo l’istituto di statistica britannico, i non eterosessuali sono circa il 3,4% della popolazione. Le pare che in televisione la percentuale sia rispettata? Perché su Netflix non approvano una serie se non ci sono scene omosessuali?».

 

Ce l’ha anche con Sanremo?

«Mi hanno mandato la foto di Mengoni. Quando si vede un uomo con la gonna, e non siamo in Scozia e non è Carnevale, ci si fa una risatina sotto i baffi».

 

roberto vannacci a quarta repubblica 6

Si chiama libertà artistica.

«Invece è un’imposizione. Il problema non sono i gusti sessuali; è l’esibizionismo. Non lo scrivo io, ma Kirk e Madsen in After the ball, un libro del 1989: c’è una strategia ben precisa».

 

Quale sarebbe?

«Si comincia con la desensibilizzazione: si vaccina il mondo inondandolo di immagini di omosessualità, in modo che non sia più percepita come una cosa strana. Poi si nega che la religione contrasti con l’omosessualità, perché la religione è amore...».

 

Francesco è un Papa molto aperto verso gli omosessuali.

roberto vannacci foto di Massimo Sestini PER CHI

«Non sta a me giudicarlo. […] mi pare che la religione cristiana sia abbastanza assertiva sull’omosessualità. Nella Bibbia Sodoma e Gomorra vengono distrutte. E Dio dice: andate e moltiplicatevi. Gli otto miliardi di persone che sono al mondo sono nati da un uomo e da una donna: perché privare i bambini del diritto di avere un padre o una madre? […] Io, come molti, cerco di orientare le mie figlie verso l’eterosessualità».

 

E se dovesse fallire?

«Farei quello che ogni genitore deve fare: supportare i figli».

roberto vannacci foto di Massimo Sestini PER CHI

 

Lo sa che, con le sue foto su Chi, pure lei è diventato un’icona gay?

«Mi hanno detto così (il generale sorride). Quelle foto le ho fatte per mostrare che non sono l’invasato che hanno dipinto. Chiunque conosca le forze speciali, gli incursori, sa che gli invasati sono i primi a mollare, o a essere scartati. Pensi che con mia moglie Camelia e una ragazza alla pari olandese, Rose, una sera siamo andati a Roma in un locale gay, vicino al Colosseo. È stata una serata tranquilla».

 

Sua moglie è romena. Dove l’ha conosciuta?

ROBERTO VANNACCI CON LA MOGLIE Camelia - foto di Massimo Sestini PER CHI

«Ero a Bucarest nel 2000, quando la Romania stava entrando nella Nato. Per sbaglio portai via documenti che avrei dovuto consegnare a Camelia. Minacciò di farmi rapporto. La invitai a prendere un caffè».

 

Fino al maggio 2022 lei è stato addetto militare in Russia.

«Mi aspettavo un Paese grigio, tetro. Mosca invece è una città piena di luce. Modernissima, sotto certi aspetti più dell’Occidente».

 

Ora lei è indagato dalla Procura militare per spiacevoli questioni contabili.

«Di questo non posso parlare».

Non possiamo non parlarne. Ci sono accuse circostanziate: indennità per i familiari corrisposte per giorni in cui i suoi familiari non erano in Russia; rimborsi per una festa data in un giorno in cui risultava di trasloco; un’auto di servizio che avrebbe dovuto essere venduta.

il generale roberto vannacci canta la locomotiva di guccini radio rock 5

«Sono questioni appunto di servizio. Il regolamento mi impedisce di parlarne. Ne risponderò nelle sedi opportune».

 

Rivendicherà la sua correttezza?

«La mia vita è lì a dimostrare che mi sono sempre comportato in modo corretto […]».

 

[…] Con Crosetto come va?

«Non ho rapporti con lui. È il mio ministro, e come tale lo rispetto».

 

L’ha sospesa per 11 mesi.

«Rientra tra le sue attribuzioni di ministro, così come rientra tra i miei diritti fare ricorso. E comunque, visto che la sospensione è connessa al mio libro “Il mondo al contrario”, le dico molto schiettamente che non ho alcun rimorso. Rivendico la mia libertà di espressione […]».

 

roberto vannacci foto di bacco (5)

Salvini dice che si apre un’inchiesta o le si commina una sanzione al giorno perché la vogliono fermare.

«[…] Lascio alla sensibilità di ognuno trarre le conclusioni. […] E ringrazio il ministro Salvini per l’empatia espressa nei miei confronti».

 

Chi è Putin per lei?

«Un autocrate, che ha avuto il merito di riportare il suo Paese al rango di grande potenza, e ha commesso gli errori che commettono gli autocrati. Motivo per cui non posso stimarlo».

 

E della Nato cosa pensa?

roberto vannacci a marina di pietrasanta

«Io non ho mai criticato la Nato. Ho combattuto tutta la vita per la Nato. Dico un’altra cosa: il sistema di sicurezza dell’Occidente è fermo al 1945. Ma il mondo è cambiato. L’asse si è spostato verso l’Asia, dove vivono quattro miliardi di persone. I miei valori sono quelli dell’Occidente. Ma se vogliamo salvarli dobbiamo smettere di autodistruggerci. Mi hanno mandato il libro di Federico Rampini, “Suicidio occidentale”. Pure lui vannacciano...».

 

Conosco molto bene Federico Rampini, e le assicuro che non è vannacciano.

«Ma è contro la cancel culture, la cultura woke. Stiamo riscrivendo pure le favole: Biancaneve nera, la regina d’Inghilterra nera... Vogliono destrutturare la società, perché una società destrutturata è più facile da guidare. Vogliono sfasciare la famiglia, anche perché i singoli individui consumano di più...».

 

camelia mihailescu 7

Ma vogliono chi?

«I gruppi di potere. Le lobby. I gruppi di pressione sui vari temi, dai gay all’ideologia green. Ma se abbattiamo le statue di Cristoforo Colombo, se ci vergogniamo delle nostre radici, dei nostri eroi, della nostra identità, addirittura del nostro progresso demonizzato come inquinante, saremo spazzati via. L’Occidente sarà sopraffatto. Perché il resto del mondo, la Russia, la Cina, il mondo arabo, va nella direzione opposta».

 

Si candida con la Lega?

«[…] devo capire se posso essere utile, e non una bandiera da sventolare. Non ho ancora deciso. Ho ricevuto anche altre offerte».

 

Da Fratelli d’Italia?

«Non posso rispondere».

 

ROBERTO VANNACCI

E se invece facesse una sua lista?

«Posso pensare a una candidatura indipendente. […] Ma una mia lista significherebbe fare un partito: impossibile per le Europee. Per fare un partito servono almeno due anni. Bisogna studiare. Preparare un programma».

 

Di sicuro si saranno fatti avanti in molti per aiutarla.

«Ma se dovessi mai fare questo passo, vorrei uomini nuovi. Scelti da me […]».

 

Cosa votava nella Prima Repubblica?

«A destra. Ma […] Apprezzo anche uomini di sinistra».

 

Ad esempio?

roberto vannacci 2

«Marco Rizzo. Mi piace la sua visione sociale. Mi ha colpito una frase che mi hanno indirizzato sui social: “Marx diceva: proletari di tutto il mondo unitevi. La prole si fa con un uomo e una donna. Stalin mise fuorilegge l’omosessualità. Marx diceva che l’immigrazione incontrollata e clandestina sono l’esercito di riserva del padrone...”».

 

Lei è per respingere i migranti?

«Sono per la difesa delle frontiere e per l’emigrazione legale. Il modello sono l’Australia e il Giappone, dove nessuno può entrare illegalmente».

 

Cosa pensa della Meloni?

«[…] Come persona, la trovo carismatica. E capace: altrimenti non sarebbe passata dal 4% al 28».

 

La Schlein?

«[…] fatico a capire quel che dice».

 

Voterebbe Trump o Biden?

roberto vannacci 4

«Trump. Se non altro per la senilità di Biden».

 

Qual è il suo giudizio su Berlusconi?

«Come imprenditore ha collezionato successi. Come politico ha avuto luci, come la stretta di mano tra Bush e Putin a Pratica di Mare, e ombre».

 

Quali ombre?

«Ci sono state tante polemiche su varie vicende giudiziarie e sul conflitto di interessi. […]  La gente vede che i leader cambiano, però l’Italia non cambia mai, o cambia troppo lentamente. […]».

 

Pensa che la democrazia sia in pericolo?

«La democrazia deve rispondere ai bisogni dei cittadini. Gli antichi romani in tempo di crisi trasformavano i consoli in dittatori, sino al ripristino della normalità. Nelle crisi le dittature tendono a essere più efficienti. Per questo dobbiamo dare alla democrazia gli strumenti per affrontare le emergenze».

roberto vannacci 5

 

Lei ha definito Mussolini uno statista.

«Confermo. Mi hanno fatto una domanda a bruciapelo; qualsiasi cosa avessi risposto, sarebbe stata usata contro di me. Se elogio Mussolini, sono fascista. Se non lo elogio, dissimulo le mie idee...».

 

Lei è antifascista?

«Il fascismo è finito ottant’anni fa. Sarebbe come dire di essere contro l’antica Roma o contro il Rinascimento».

 

il mondo al contrario roberto vannacci

Almeno è contro il patriarcato?

«Ma dove lo vede in Italia questo patriarcato? Sarà che vengo da una famiglia matriarcale: le decisioni importanti le ha sempre prese mia madre. […]». […]

 

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…