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LA VENEZIA MAL-DESTRA VISTA DA VENEZIANI – “LA POLITICA ORMAI DA TEMPO SI OCCUPA SOLO DELLA PROPRIA DURATA AL POTERE, PERCIÒ FAREBBE BENE A IGNORARE LA CULTURA E NON SBARCARE A VENEZIA MA FERMARSI A MESTRE - ALLA BIENNALE, IL MINISTRO AMICO CHE DIVENTA NEMICO, SU MANDATO DEL GOVERNO AMICO CHE DIVENTA NEMICO, A SUA VOLTA SU MANDATO DELL’EUROPA - ANCHE NELL’ALTRA GUERRA D’INDIPENDENZA, PERDUTA L’ALTRO GIORNO, DA BEATRICE VENEZI, NOMINATA COL PLAUSO DEL GOVERNO E DEFENESTRATA, PRIMA DI INSEDIARSI, COL PLAUSO DEL GOVERNO, A DIMETTERSI AVREBBE DOVUTO ESSERE COLUI CHE L’HA MALAMENTE NOMINATA, E INVECE ORA È LUI STESSO, IL SOVRINTENDENTE, A LICENZIARE LA VENEZI…”

 

Marcello Veneziani per La Verità - Estratti

 

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

Venezia è il posto giusto per celebrare la tragedia e il carnevale, la città più fascinosa e tenebrosa del mondo, che odora di mare e di decadenza, di maschere e di tristezza. Morte a Venezia, se volete andare sull’ovvio letterario-cinematografico, tra Thomas Mann e Luchino Visconti.

 

O variante mortifera, la tragedia di Anonimo Veneziano, nel suo cammino a ritroso dal film di Enrico Maria Salerno al libro di Giuseppe Berto. Ad accompagnare la tragica storia, la musica di Alessandro e Benedetto Marcello. O l’accorato Aznavour di Com’è triste Venezia. (…)

 

A Venezia sono state combattute nei mesi scorsi due guerre d’indipendenza: una ancora in corso, alla Biennale con Pietrangelo Buttafuoco che nel nome dell’universalità dell’arte come zona franca rispetto ai conflitti, aveva riammesso i russi nel loro padiglione e dunque nella rassegna (salvo poi interdire i premi a Russia e Israele).

 

PIETRANGELO BUTTAFUOCO E ALESSANDRO GIULI

Una guerra logorante, con il ministro amico che diventa nemico, su mandato del governo amico che diventa nemico, a sua volta su mandato dell’Europa e del suo socio onorario Zelenskij.

 

Alla fine l’autonomia della Biennale è stato l’alibi per condannare senza intervenire (...) La Biennale è autonoma, non possiamo farci nulla, però magari se Buttafuoco si dimettesse… È autonoma la Biennale ma noi gli togliamo i soldi, dice la coraggiosa UE col consenso della coraggiosa Italia finto-sovranista. Soldi alle armi, basta con l’arte…

 

BEATRICE VENEZI

È autonomo, non possiamo farci niente, è la stessa parola usata dal governo anche nell’altra guerra d’indipendenza, perduta l’altro giorno, da Beatrice Venezi, nominata col plauso del governo e defenestrata, prima di insediarsi, col plauso del governo.

 

Lo ha deciso il Sovrintendente ma come dice in falsetto il ministro, pure lui è autonomo (tié). Come ricorderete, la Venezi era stata nominata alla guida dell’orchestra della Fenice ed era oggetto di linciaggio da diversi mesi.

 

Non entriamo nel merito della nomina, non abbiamo i titoli per giudicare, dicemmo allora e diciamo ancora; può darsi che il modo di nominarla sia stato scorretto, ma in questo caso a dimettersi avrebbe dovuto essere colui che l’ha malamente nominata, e invece ora è lui stesso, il Sovrintendente, a licenziare la Venezi.

 

(…)

 

Ora, come se volesse lei stessa liberarsi dal linciaggio e dalla graticola al suo avvento sul podio, ha svelato il nepotismo degli orchestrali, con i posti che si tramandano di padre in figlio. Guai a dirlo, sei licenziata. Cioè finalmente libera.

 

colabianchi venezi

In effetti, quando la situazione s’incattivì, era difficile trovare una via d’uscita: se ti dimetti dai ragione a loro, se non lo fai ti renderanno la vita impossibile. Meglio sperare in un incidente e poi dire che è impossibile lavorare, mi boicottano, me ne vado.

 

Ma la provvidenziale polemica a distanza ha prevenuto l’agonia, e lei è stata licenziata col plauso dello stesso governo che l’aveva voluta. Si chiude la storia grottesca, tutti felicemente scontenti, giustizia è sfatta.

 

beatrice venezi giorgia meloni

Resta però di queste due vicende e di una serie di altri fatti e misfatti, nomine e tagli, schermaglie e dimissioni di ministri, giri di sottosegretari, e tante tante polemiche, un solo, preciso responso: l’incompatibilità tra cultura e potere e in particolare tra governo meloniano e cultura.

 

Dove arriva il potere la cultura arretra, perde, si infogna. Dove arriva il potere la qualità, il merito, il talento vengono negati o rinnegati, e così la libertà, la dignità, la coerenza, i valori e i valorosi. Il governo Meloni nella cultura come la fa sbaglia, sbaglia sempre, anche quando non sbaglia (è raro ma succede).

 

Ma facciamo un passo avanti (…) e addentriamoci nel tema di fondo.

 

BEATRICE VENEZI

Sul piano politico, imperversa da anni una disarticolata ma persistente egemonia ideologica in molti ambiti culturali, legata a piccole, livorose sette di sinistra: egemonia non di contenuti ma di contenitori, non di idee ma di veti, non di intelligenze ma di satrapie e giannizzeri.

 

E dall’altra parte, assistiamo al fallimento vistoso di una contro-egemonia culturale governativa, che dicono di destra ma che è più corretto ormai definire solo meloniana perché non ci sono connotazioni culturali, ideali di alcun tipo ma solo affiliazioni, calcoli e vincoli tribali.

ovazione alla teatro fenice di venezia per il siluramento di beatrice venezi

 

Un fallimento su tutte le ruote: nella scelta degli uomini, nella difesa dei medesimi, nel comportamento di molti dei nominati, nella loro propensione a compiacere gli avversari per garantirsi la sopravvivenza; nell’assenza di strategia, di contenuti e di profilo culturale.

 

Un disastro su tutta la linea. Conoscendo l’ignoranza, l’incompetenza, l’incapacità di sostenere una linea, una nomina, una decorosa coerenza, ripeto il consiglio dato tempo fa: fate come i democristiani, lasciate il campo, non è cosa vostra, occupatevi dei margini, delle bucce, non della polpa, mai dei contenuti e dei criteri di selezione.

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

 

Non nominate nessuno invano, perché di solito sbagliate, e poi non siete in grado di difenderlo né di adottare una strategia culturale; anzi, i primi a farli pentire di aver accettato e magari richiesto la nomina, sono proprio coloro che li hanno nominati. Il disastro si estende dalla cultura alla comunicazione, include la Rai.

 

(…) La politica ormai da tempo si è separata dalle idee, dalla storia, dal futuro e gestisce solo il presente occupandosi solo della propria durata al potere, perciò farebbe bene a ignorare la cultura, starne alla larga e non sbarcare a Venezia ma fermarsi a Mestre. Cosa dovrebbe fare invece la cultura, cioè gli artisti, gli scrittori, gli intellettuali, a partire da quelli ancora targati?

brugnaro colabianchi

 

Starne alla larga pure loro. Se decidi di sporcarti pur di incidere, fare qualcosa, lasciare un segno, stai sicuro che il segno non te lo fanno lasciare, e ti resta solo lo sporco. Allora cosa puoi fare? Metterti all’opera, dimostra lì il tuo talento e la tua voglia operosa, anche perché di quel che fai nel tuo campo ne rispondi solo tu, non puoi accampare pretesti o alibi.

 

pietrangelo buttafuoco beatrice venezi

Se sei scrittore scrivi, se sei pensatore pensi, se sei artista dipingi, reciti, suoni. Mi rendo conto che è un po’ più difficile per un direttore d’orchestra mettersi in proprio e fare orchestra e coro da solo. Ma in generale realizzate le vostre opere, lasciate stare i posti di comando.

 

E se vi imbattete nel potere? Non fate come Platone, Aristotele, Virgilio, Seneca, non mettetevi al suo servizio. Fate piuttosto come Diogene che davanti ad Alessandro Magno che si parava davanti a lui, chiedendogli cosa potesse fare per lui, rispose semplicemente “Scostati dal sole”. Levati di mezzo per non dire peggio (…)

giovanbattista fazzolari e giorgia meloni

 

Passate al bosco, come Jünger, navigate in mare, scegliete l’aria aperta, la luce, il mondo, la natura. Il potere non è cosa vostra, e solo in ciò che realizzerete nel vostro campo “si parrà la vostra nobiltate” (si misurerà il vostro talento). Alla larga.

beatrice venezi pietrangelo buttafuoco alessandro giuli pietrangelo buttafuocofazzolari meloniNICOLA COLABIANCHI marcello venezianigiorgia meloni beatrice venezi beatrice venezi e pietrangelo buttafuoco a taormina arte dichiarazioni d amore. schermaglie in punto di poesia STRISCIONE SU COLABIANCHI VENEZIPietrangelo buttafuoco e Alessandro Giuli - inaugurazione padiglione italia - biennale architettura PIETRANGELO BUTTAFUOCO ALLA BIENNALE DI VENEZIA - MEME BY EDOARDO BARALDI ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

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