alessandro di battista giuseppe conte

IL CONTE SPAVENTATO - IL VERO MOTIVO PER CUI “GIUSEPPI” RIFIUTA LA CANDIDATURA ALLE SUPPLETIVE PER IL COLLEGIO DI ROMA PRIMAVALLE È CHE HA PAURA DI PERDERE! - PARLAMENTARI DISORIENTATI DALL’INTERVISTA AL “CORRIERE” DI IERI: IN 50 SONO PRONTI A LASCIARE IL MOVIMENTO SE PASSA LA LINEA DI CONTE-BONAFEDE-TRAVAGLIO, CHE PUNTANO A FAR SALTARE LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA BY CARTABIA – LA MANO TESA A DIBBA, CHE FA LE VALIGIE E PARTE PER L'ENNESIMO TOUR IN AMERICA LATINA

mario draghi giuseppe conte

IL PUNTO DI ROTTURA TRA LE DUE ANIME DEI 5STELLE SARA' A FINE GIUGNO QUANDO SARA' PRONTA LA RIFORMA DELL GIUSTIZIA DELLA CARTABIA - SUL VOTO SI ESPRIMERA' L'ASSEMBLEA DEI PARLAMENTARI GRILLINI E SOLO ALLORA SI VEDRA' CHI STA CON CONTE-BONAFEDE-TRAVAGLIO (SFIDA A DRAGHI) E CHI CON I GOVERNISTI DI MAIO-FICO...

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/flash-punto-rottura-due-anime-5stelle-sara-39-fine-272663.htm

 

giuseppe conte

1 - CONTE RE SENZA TRUPPE NON HA NEPPURE I VOTI PER CORRERE DA DEPUTATO

Domenico Di Sanzo per "il Giornale"

 

Chi nel M5s si aspettava una linea univoca, un' intervista programmatica, è rimasto deluso. Domenica sera i pochi che erano a conoscenza del colloquio di Giuseppe Conte con il Corriere della Sera erano in attesa di un segnale.

 

Già pregustavano le polemiche e le divisioni che l' indomani avrebbero suscitato le dichiarazioni del nuovo leader. Invece nulla di tutto ciò. Conte tira il sasso e nasconde la mano, dissemina indizi su quel che sarà, ma non traccia una strada chiara. Come ci ha abituati il personaggio, mancano i toni decisi. Ma le sue parole fanno intendere come attorno alla sua figura ci sia tutto tranne che l' unanimità.

 

emanuela del re giuseppe conte

Spia di una insicurezza è il rifiuto della candidatura alla Camera nel collegio romano di Primavalle, conquistato per un soffio da Emanuela Del Re nel 2018. L' ex premier teme il tranello di una corsa niente affatto blindata. «Non ho mai pensato di correre per il seggio di Roma», dice al Corriere. Spiega di doversi «dedicare a tempo pieno alla ripartenza del Movimento». Sa che in tanti attendono il suo cadavere politico in riva al fiume.

 

rocco casalino con giuseppe conte

Tra Camera e Senato i parlamentari hanno cominciato già a riunirsi in ordine sparso. Vogliono esercitare pressione sul nuovo capo, minacciano di andare via almeno in 50 se lui provasse a far ballare la rumba al governo di Mario Draghi. E allora il condottiero senza esercito si limita a tratteggiare un M5s dal «respiro più ampio e internazionale», un partito articolato, con «nuove figure e ruoli, con numerosi organi».

 

ALESSANDRO DI BATTISTA BEPPE GRILLO

Conte non scioglie nessun nodo. Dalla riforma della giustizia al limite del secondo mandato. Però offre un antipasto, seppure in forma criptica, del suo M5s. Aperto alla società civile, come temono i parlamentari che hanno paura di essere spazzati via. Assicura il sostegno a Draghi, ma lo critica come fino ad oggi non aveva fatto nessun leader della maggioranza che lo sostiene. «Alcune decisioni hanno scontentato i cittadini e suscitato perplessità», spiega.

 

grillo conte casaleggio

«Andare al voto a febbraio è assurdo», resta la voce che arriva dai gruppi parlamentari. È cominciato dunque un braccio di ferro con chi non vuole mollare poltrone e maggioranza. Nel M5s si guarda a fine mese, quando gli stellati dovranno esprimersi sulla riforma della giustizia del ministro Marta Cartabia. In quel contesto potrebbe andare in scena la prima sfida tra chi vuole andare al voto nel 2022 e chi sta con Draghi. Nel weekend dovrebbero essere presentati il nuovo Statuto e la Carta dei Valori, mentre il percorso di incoronazione del neo-leader dovrebbe concludersi tra poco più di una ventina di giorni.

giuseppe conte e luigi di maio con la card del reddito di cittadinanza

 

Conte smentisce il dualismo con Luigi Di Maio e si dice certo «che Luigi darà il suo contributo fondamentale anche al nuovo Movimento». L' avvocato flirta con la parte meno governista del M5s, incarnata da Alessandro Di Battista. Un dialogo inedito, stimolato da alcune convergenze: entrambi vogliono rovesciare l' esecutivo e tutti e due vedono di buon occhio un repulisti degli attuali parlamentari. Per Conte Dibba è «onesto e leale».

 

GOFFREDO BETTINI GIUSEPPE CONTE

L' ex deputato gli risponde su Facebook: «Per confronti politici leali e franchi per te ci sarò sempre anche perché non dimentico chi e perché ti ha buttato giù e l modo ancor m' offende». Di Battista dice di voler rimanere fuori dai Cinque Stelle «fino a che il Movimento sosterrà questo governo». Davide Casaleggio potrebbe dare una mano agli espulsi. Intanto provoca in un' intervista con La Stampa: «Il modello del M5s ha dato la possibilità a migliaia di cittadini sconosciuti, come lo stesso Giuseppe Conte, di rivestire ruoli prestigiosi e di potere impensabili».

 

 

draghi conte

2 - CONTE CHIAMA DI BATTISTA, MA LUI FA LE VALIGIE

Tommaso Montesano per "Libero Quotidiano"

 

Giuseppe Conte lo coccola: «Di Battista è un ragazzo leale e appassionato, adesso è in partenza per l' America Latina, ma quando tornerà ci confronteremo e valuteremo le ragioni per camminare ancora insieme».

 

DAVIDE CASALEGGIO ALESSANDRO DI BATTISTA

Ma il diretto interessato, ancorché in partenza in ossequio al suo nuovo mestiere di inviato del Fatto Quotidiano - starà fuori due mesi per scrivere reportage di «politica estera e di movimenti sociali ed in America Latina c' è fermento» - pur non chiudendola porta, per adesso declina l' invito: «Fino a che il Movimento sosterrà questo governo io starò sempre dall' altra parte della barricata».

 

Questo non significa che, una volta esaurita la parentesi del governo Draghi, le strade tra Conte - capo politico in pectore del "nuovo" Movimento - e l' ex parlamentare non possano riunirsi. «Sono un uomo leale come dici e come sai (...). E ti sono leale adesso e questo, in politica, significa dire pubblicamente quel che si pensa intimamente», scrive Di Battista in un lungo post su Facebook nel quale risponde all' ex premier.

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

 

E si torna al punto centrale: il rapporto col Pd, che per Di Battista, al di là dell' attuale collaborazione per il governo Draghi, resta indigeribile. «Non ho mai sostenuto l' alleanza strutturale con il Pd non per fantomatiche nostalgie salviniane, ma per ragioni politiche».

 

ALESSANDRO DI BATTISTA

Ragioni che nel post l' ex parlamentare riepiloga: dall' immigrazione all' ambientalismo, passando per la lotta alla corruzione, alla mafia e all' austerità». Insomma, oggi non se ne parla, ma domani chissà. «Per confronti politici leali e franchi per te ci sarò sempre anche perché non dimentico chi e perché ti ha buttato giù». Ovvero quel Matteo Renzi che ieri si è detto certo della morte politica del Movimento: «Penso che il M5S sia finito e che Conte non lo salverà».

 

Conte, nell' intervista al Corriere della Sera nella quale ha elogiato Di Battista, entrando così in concorrenza con Davide Casaleggio, anche lui tentato dalla possibilità di imbarcare Alessandro nel suo possibile, nuovo "Contromovimento" - ha delineato i contorni di ciò che sarà il M5S sotto la sua guida: «Avrà un respiro più ampio e internazionale, sarà in costante dialogo con la società civile e con tutte le componenti sane del Paese».

 

ENRICO LETTA GIUSEPPE CONTE

Il tempo delle incertezze è finito: «Questo periodo non ha giovato al M5S, ma con la nuova leadership tornerà a far sentire la sua voce in modo chiaro e forte». A partire da una dialettica più viva nei confronti dell' esecutivo, cui l' ex premier non ha lesinato fendenti: «Alcune decisioni hanno scontentato i cittadini e suscitato perplessità». Collaborazione sì, ma senza piegare la testa. In questo senso, sarà decisivo l' atteggia mento del M5S sulla riforma della giustizia, in Parlamento a fine giugno.

 

L' ex premier assicura un rapporto «leale e costruttivo» col governo, ma «senza rinunciare ai nostri valori e alle nostre battaglie». E quale battaglia migliore della giustizia, nel Dna del M5S? Il rischio è che si arrivi al punto di rottura con l' ala governi stadi Di Maio e Fico.

ALESSANDRO DI BATTISTA

 

Quanto al suo futuro, Conte ha negato di pensare alla candidatura nel collegio romano di Primavalle per le elezioni suppletive: «Io non ho mai pensato di correre per il seggio di Roma». Non è il paracadute che interessa all' ex premier. La partita che sta a cuore a Conte resta un' altra: la rifondazione del Movimento. Anche se per ottenere tutti i dati da Rousseau ci vorranno diverse settimane.

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

ARTICOLO DI ALESSANDRO DI BATTISTA SUL BLOG DELLE STELLE

 

BEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

di battista meloni draghi

rocco casalino e giuseppe contegiuseppe conte beppe grillo luigi di maio

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...