VERSARE! INCASSARE! DICHIARARE! - ECCO IL GIOCAJOUER DEL FISCO: IL REDDITOMETRO - PRESTO SARÀ POSSIBILE, TRAMITE UN PROGRAMMA, CALCOLARE IN PIENA PRIVACY SE IL PROPRIO TENORE DI VITA È COMPATIBILE O MENO CON QUANTO DICHIARATO - SE IL SOFTWARE DOVESSE REGISTRARE INCONGRUENZE, SI ACCENDERÀ LA SPIA ROSSA E PARTIRÀ IL CONTROLLO - PERCIÒ È IMPORTANTE TENERE SEMPRE CONTO DI OGNI SPESA...

Nicola Forte e Giovanni Parente per "Il Sole 24 Ore.com"

Il conto alla rovescia è finito. Dopo mesi di attesa e di sperimentazione, l'agenzia delle Entrate fa cadere il velo sul redditest: oggi con un'anteprima per rappresentanti delle categorie produttive e domani con la presentazione ufficiale. Sono passati quasi due anni e mezzo da quando la manovra estiva del 2010 aveva indicato la rotta per arrivare al nuovo redditometro.

Il programma a disposizione dei contribuenti
Si parte, per ora, con il programma a disposizione dei contribuenti, che potranno sperimentare il proprio grado di fedeltà fiscale verificando se il reddito che intendono dichiarare è effettivamente in linea con il tenore di vita. Alla fine apparirà una luce verde se c'è coerenza tra reddito e spese o una luce rossa nel caso in cui ci si è tenuti un po' troppo bassi.

Autodiagnosi e redditest
Tutto rimarrà nelle quattro mura domestiche perché il fisco non conoscerà i valori indicati dal contribuente per l'autodiagnosi. Eppure la logica che sta dietro tutto il meccanismo - ricerca della compliance e quindi soprattutto sulla prevenzione - impone di cambiare rotta sulla certificazione e sulla ricostruzione delle spese effettuate. Così per sopravvivere o superare la prova - dipende dai punti di vista - del redditest bisogna entrare nell'ottica di annotare, archiviare, conservare. Insomma, sei mosse per prepararsi al redditest per arrivare a una sorta di bilancio familiare. Un po' come avviene per le imprese o i professionisti.

I cento indicatori
Del resto, i cento indicatori (suddivisi in sette macrocategorie) utilizzati dal redditest per "pesare" al meglio la capacità di spesa del contribuente spaziano dall'utile al dilettevole. Spese per la casa, l'istruzione dei figli, investimenti o assicurazioni. Ma anche giochi online, abbonamenti allo stadio o al teatro, viaggi, trattamenti in centri benessere o cene al ristorante. Difficile, o quasi impossibile, ricordarsi a memoria quanto si è speso a cena un anno prima. Ecco perché chiedere lo scontrino o la ricevuta, magari annotarselo da qualche parte e poi archiviare il documento può rivelarsi utilissimo quando si tratterà di chiedere al redditest il responso sull'attendibilità del proprio reddito alla vigilia della compilazione di Unico.

Le future difese
C'è anche un altro aspetto, tutt'altro che secondario. Se è vero che il software in arrivo servirà solo al contribuente, l'operazione nuovo redditometro contempla anche un altro strumento che invece sarà a disposizione dell'amministrazione finanziaria per i controlli successivi alla dichiarazione dei redditi. Giocoforza, il fisco non potrà mai disporre di tutte le informazioni sulle spese effettivamente sostenute dal contribuente. Se, però, negli approfondimenti effettuati, dovesse accendersi la spia rossa (c'è comunque un margine di tolleranza del 20% tra reddito dichiarato e quello ricostruito), il contribuente sarà convocato per un confronto dagli uffici delle Entrate.

E allora aver conservato traccia di pagamenti o di somme ricevuti può essere davvero uno strumento decisivo per la difesa. È il caso degli investimenti, sia mobiliari che immobiliari. Un acquisto di una casa molto spesso può essere finanziato anche con l'aiuto dei familiari: il passaggio di denaro tramite bonifico lascia una traccia sul conto corrente. L'archiviazione dei report inviati dall'istituto di credito può consentire al diretto interessato di spiegare (transazioni e causali alla mano) al fisco che non ha dichiarato meno di quanto doveva perché la ricchezza aggiuntiva è arrivata da una donazione.

 

FISCOfiscoMARIO MONTI E VITTORIO GRILLI jpegAttilio Befera e Marco Staderini GUARDIA DI FINANZA

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