tilman fertitta donald trump giorgia meloni xi jinping

VIA DALLA SETA – L’AMMINISTRAZIONE TRUMP AVVISA MELONI: NON SOSTITUIRE ALLA DROGA DEL PROGETTO “BELT AND ROAD INITIATIVE” IL METADONE DI UNA COLLABORAZIONE ECONOMICA STRETTA CON JI XINPING – MAURIZIO CAPRARA SCRIVE CHE A FARLO CAPIRE CHIARAMENTE È STATO IL MILIARDARIO TILMAN FERTITTA, DESIGNATO AMBASCIATORE IN ITALIA DAL PALAZZINARO DI STRADA (LA QUINTA) – SUI RAPPORTI CON LA CINA, GIORGIA HA GLI OCCHI DI DONALD PUNTATI. E, SULLE SPESE PER LA DIFESA, WASHINGTON PRETENDE CHE SI RAGGIUNGA PRESTO IL 2% DEL PIL E DIFFIDA DALLA “FUZZY MATH”, LA TECNICA DELL’INTORTAMENTO CON CIFRE TAROCCATE...

Estratto dell’articolo di Maurizio Caprara per il “Corriere della Sera”

 

Tilman Fertitta

Quanto l’America del secondo mandato presidenziale di Donald Trump tenga d’occhio l’Italia sui rapporti con la Cina, le spese per la difesa e gli spazi commerciali da conquistare per merci statunitensi — dal gas liquefatto alla carne — è dimostrato da una recente seduta nel Senato a Washington.

 

Ascoltato dal comitato Relazioni estere prima della sua nomina, il miliardario texano con origini siciliane designato dalla Casa Bianca come nuovo ambasciatore a Roma, Tilman Fertitta, ha esposto tratti di una linea da tenere presenti in vista del colloquio di giovedì tra Trump e Giorgia Meloni.

 

GIORGIA MELONI XI JINPING

Nell’apprezzare la decisione italiana di uscire nel 2023 dal progetto cinese di Via della Seta, il senatore repubblicano Bill Hagerty si è detto preoccupato «adesso da una sorta di iniziativa bilaterale con il presidente Xi Jinping per approfondire la cooperazione economica». «É qualcosa che monitorerò estremamente da vicino», gli ha risposto Fertitta definendosi a sua volta preoccupato «che vi siano ancora undici centri di servizio cinesi in giro per l’Italia». Un’allusione ad apparati di controllo della Repubblica popolare.

 

[…]

 

DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI MEME

Rassicurare i governi italiani sulla considerazione americana è una «norma di linguaggio» abituale per la diplomazia di Washington. Fertitta è andato anche oltre, riservando al presidente del Consiglio Meloni l’aggettivo «fenomenale», conferma dell’orientamento di Trump a puntare su di lei per perseguire propri obiettivi nell’Unione Europea come non fa, per esempio, con il francese Emmanuel Macron.

 

[…]  davanti al fastidio repubblicano per la lentezza con la quale l’Italia persegue il traguardo del 2% del prodotto lordo da destinare alla difesa, stabilito dalla Nato nel 2014, Fertitta è risultato nel complesso delicato.

 

L INCONTRO MELONI-TRUMP VISTO DA MANNELLI

Non che gli Stati Uniti apprezzino i ritardi, anzi. «L’Italia, come molti altri nella Nato, per arrivare al 2% sta provando a usare fuzzy math », ha affermato il prossimo ambasciatore nel rispondere al repubblicano Pete Ricketts. L’espressione indica una matematica discutibile.

 

Ricketts aveva sostenuto che la Spagna prova a far passare per spese di difesa misure contro il cambiamento climatico e l’Italia altre sulla competitività. «Ho verificato: in realtà servono risorse dure come pallottole. Contro nessuno puoi sparare cambiamento climatico», ha irriso Ricketts chiedendo di far raggiungere il 5% del Pil voluto da Trump.

 

Fertitta ha osservato che l’1,6% circa dell’Italia «in assoluto non è sufficiente», tuttavia come obiettivo da ambasciatore si è prefisso il 2%. Non è un caso che poi il governo Meloni abbia inviato segnali in questo senso. […]

Tilman FertittaXI MAS - MEME BY EMILIANO CARLI DAZIAMI MA DI BACI SAZIAMI - MEME BY EMILIANO CARLI Tilman Fertitta

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?