giorgia meloni mario draghi

AL VIA LA DE-DRAGHIZZAZIONE DEL PNRR – IL GOVERNO MELONI È PRONTO AD AZZERARE LE UNITÀ DI MISSIONE CREATE DA “MARIOPIO” NEI MINISTERI PER L’ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA: COME REAGIRÀ L’EUROPA, CHE HA POCA FIDUCIA (EUFEMISMO) NELLE CAPACITÀ DELLA DUCETTA DI PORTARE A TERMINE GLI OBIETTIVI RICHIESTI PER IL RECOVERY? LA STRATEGIA DI “DONNA GIORGIA”: RENDERE CHIARO CHE I RITARDI SONO DOVUTI AL GOVERNO PRECEDENTE E NON AL SUO. MA IL RISCHIO È DI PERDERE SOLO ALTRO TEMPO…

DRAGHI MELONI

Estratto dell’articolo di Serenella Mattera e Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

Una rivoluzione dentro i ministeri. Un reset delle strutture che finora non avrebbero funzionato, avrebbero arrancato o peggio frenato la realizzazione del Pnrr. Il governo Meloni è pronto a sfoderare l'arma più estrema, come estremo è il ritardo che affligge il Piano. La attiverà presto, con una norma inserita nel decreto che sarà varato tra metà dicembre e metà gennaio.

 

RAFFAELE FITTO GIORGIA MELONI

Darà ai ministri in carica - e alla struttura centrale che fa capo a Palazzo Chigi - la possibilità di azzerare le unità di missione del Piano nazionale di ripresa e resilienza attive in ogni dicastero. Non necessariamente tutte. Anzi, sicuramente non tutte. Perché c'è la consapevolezza che ripartire da zero rischierebbe di rallentare, anziché accelerare.

 

MARIO DRAGHI GIORGIA MELONI - BY EDOARDO BARALDI

E infatti la norma sarà così motivata: nessuna volontà o intento di attivare uno spoil system di strutture nominate dal governo Draghi che sarebbero altrimenti inamovibili fino al 2026, ma la necessità di sbloccare un ingorgo che rischia di travolgere la destra al potere. Dunque, dotarsi della possibilità di sostituire chi non va servirebbe anche da strumento di pressione, per spingere tutti a darsi da fare.

 

[…] Ma perché partire proprio dalle unità di missione? Perché è in questi organismi che adesso, dopo alcune settimane di ricognizione, i ministri hanno individuato la prima strettoia in cui perde vigore l'implementazione del Pnrr. Di fatto, si imputa ad alcune di queste strutture di coordinamento un grande attivismo in convegni, momenti di studio e approfondimento, ma una scarsa capacità operativa.

 

GIORGIA MELONI - MARIO DRAGHI - VIGNETTA BY ALTAN

I ministri si sarebbero trovati spesso spiazzati, spersi in un dedalo di informazioni, oppure impantanati a causa di estenuanti ping pong burocratici. L'esempio che si rincorre ai vertici dell'esecutivo di Giorgia Meloni è quello dell'unità di missione del ministero delle Infrastrutture, oggi guidato da Matteo Salvini, che avrebbe creato problemi già al suo predecessore Enrico Giovannini.

 

E però, la mossa riguarda anche il rapporto con chi governava prima a Palazzo Chigi. Con un gesto così duro, infatti, l'esecutivo pensa di poter raggiungere un duplice risultato: uno operativo, l'altro politico.

 

raffaele fitto

Il primo: migliorare le performance nel raggiungimento dei milestone e nella capacità di spesa dei dicasteri. Il secondo: rendere chiaro pure all'Europa che le mancanze risalgono davvero, come ritiene la destra, a scelte, decisioni, errori di chi guidava prima la macchina.

Dunque del governo di Mario Draghi. […] Di certo, Meloni e i suoi ministri sono decisi a denunciare quello che finora, a loro avviso, non ha funzionato.

MARIO DRAGHI - ROBERTO GAROFOLI - GIORGIA MELONI

 

E a soffermarsi in particolare sul pesante rallentamento nella spesa delle risorse già approvate: in partenza si prevedevano oltre 33 miliardi, il calcolo è che alla fine ci si fermi tra i 13 e i 15 miliardi, di cui una grossa fetta impiegata per interventi approvati prima dell'avvento di Draghi e poi spostati nel Pnrr. Un atto d'accusa implicito a chi ha governato fino a settembre. Una miccia.

RAFFAELE FITTO GIORGIA MELONI comizio di giorgia meloni dopo il voto al senato su draghi 2giorgia meloni mario draghiMARIO DRAGHI E GIORGIA MELONI

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