IL VICOLO STRETTO DI MATTEO SALVINI – I FUNZIONARI DEL MINISTERO DEI TRASPORTI SONO NEL PANICO: IN MOLTI SONO CONVINTI CHE, DOPO LO STOP DELLA CORTE DEI CONTI AL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA, SERVIRÀ UNA NUOVA GARA – I TEMPI SI ALLUNGHEREBBERO, SENZA CONSIDERARE CHE POTREBBERO METTERE LE MANI SUL GOLOSO PROGETTO LE AZIENDE AMERICANE O, PEGGIO, QUELLE CINESI – L’OBIETTIVO DEL GOVERNO: NON FARE UNA NUOVA GARA E APRIRE I CANTIERI ANCHE SOLO UN MINUTO PRIMA CHE SI VADA AL VOTO PER LE POLITICHE DEL 2027, IN MODO DA INCHIODARE IL FUTURO GOVERNO A DOVER ANDARE AVANTI PENA RISARCIMENTI MILIARDARI AL PRIVATO ATTUALE, IL CONSORZIO EUROLINK
Estratto dell’articolo di Antonio Fraschilla per “la Repubblica”
Matteo Salvini mette le mani avanti: «La gara per il ponte sullo Stretto c'è stata. Rifarla significa dire no a questa infrastruttura». E la sua uscita non è casuale. Perché dopo la pubblicazione delle motivazioni della Corte dei conti che hanno portato alla bocciatura della delibera Cipess che stanziava 13,5 miliardi per l'opera, tra i tecnici di Palazzo Chigi e del ministero dei Trasporti c'è grande preoccupazione per un punto preciso sollevato dai magistrati contabili: la lesione della concorrenza e della direttiva europea sugli appalti per aver ripescato una gara vecchia di oltre venti anni.
È stata fatta rivivere tale e quale, cambiandone però i criteri: il costo è cresciuto e la spesa oggi è tutta a carico dello Stato, mentre nel 2003 si prevedeva il peso in capo ai privati in cambio della gestione dei pedaggi.
«In questo momento la difficoltà sarà rispondere proprio a questa contestazione, che apre a danni erariali, rischio contenziosi e a procedure di infrazione dell'Unione europea», spiega un tecnico che ha avuto in mano il dossier Ponte a livello ministeriale.
PROTESTE CONTRO IL PONTE SULLO STRETTO A MESSINA
Nella delibera della Corte dei conti in un passaggio, non finito sotto i riflettori nei giorni scorsi, si legge: «L'operazione economica entro cui si collocano i rapporti negoziali differisce, in maniera significativa, da quella originaria.
La significatività delle modificazioni recate sulle modalità di finanziamento appare, peraltro, di tutta evidenza ove si abbia riguardo alla circostanza che, nel 2012, la realizzazione dell'opera — con le inevitabili conseguenze sui rapporti contrattuali — è stata interrotta proprio per l'impossibilità di reperire idonei capitali sul mercato».
Insomma, quello della Corte dei conti non è un dubbio ma una certezza: l'appalto va rifatto e per loro questo «è di tutta evidenza».
Tra Palazzo Chigi e il Mit, in via del tutto informale, si è discusso di cosa accadrebbe se si dovesse fare una nuova gara. Al di là dei tempi, la preoccupazione maggiore ha a che fare con le aziende straniere che potrebbero arrivare da Cina, America e Giappone, a discapito magari di quelle italiane. Non a caso comunque domani a Palazzo Chigi è convocata una riunione [...].
PROTESTE CONTRO IL PONTE SULLO STRETTO A MESSINA
Il governo cercherà in tutti i modi di tenere l'iter sui binari già scelti: e cioè non fare una nuova gara e aprire i cantieri anche solo un minuto prima che si vada al voto per le politiche del 2027, in modo da inchiodare il futuro governo, qualsiasi colore avrà, a dover andare avanti pena risarcimenti miliardari al privato attuale, il consorzio Eurolink.
Ma i timori che quanto scritto della Corte dei conti faccia saltare il banco ci sono. Per questo Salvini [...] alza i toni: «Non è vero che bisognerà rifare una gara. La gara c'è stata — dice — e nel consorzio Eurolink ci sono le migliori teste del mondo. Ovviamente i costi del 2025 dei materiali, dell'acciaio, del cemento, dell'energia, non sono i costi di dieci anni fa. Questo non perché è cambiato il progetto, ma perché è cambiato il mondo».
Da qui l'ennesimo annuncio della posa della prima pietra, promessa dal segretario del Carroccio prima nella primavera del 2024, poi in quella del 2025 e adesso il prossimo anno: «Supereremo le perplessità che la Corte dei conti ci ha sottolineato, e invece di partire come avrei desiderato entro novembre-dicembre di quest'anno con i cantieri vorrà dire che partiremo nel 2026».
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