VILLA CERTOSA SENZA SILVIO E' UNA CIAMBELLA SENZA BUCO - LO SCEICCO DEL QUATAR AL THANI SI E’ PRESO VILLA CERTOSA, LA RESIDENZA DA SOGNO DEL CAV - CHE NE SARA’ DI QUESTO “LUOGO FIABESCO”, IN CUI SONO PASSATI GRANDI LEADER E MOLTE PASSERINE - TRA LE MERAVIGLIE DELLA VILLA, C'E' IL (FINTO) VULCANO NATO PER “ERUTTARE A SORPRESA” GRAZIE A UN TASTO CHE VENIVA SCHIACCIATO DA BERLUSCONI IN PERSONA PER STUPIRE GLI OSPITI - CECCARELLI: “IL CAVALIERE CONTINUERÀ AD ALEGGIARE COME SPIRITO BIRICHINO, UN AGGETTIVO CHE FIORIVA SPESSO SULLE SUE LABBRA QUANDO VOLEVA BUTTARLA A RIDERE, IN CACIARA O FARLA FRANCA"
Estratto dall’articolo di Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”
Sarà dunque "Fila La Chirtuza": così in arabo, secondo la benemerita intelligenza artificiale, verrà detta la fantastica magione berlusconiana finalmente acquistata in formato famiglia da uno dei tanti consanguinei dell'odierno sovrano del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, che in Costa Smeralda possiede già altre meraviglie e negli ultimi vent'anni da quelle parti ha effettuato un mucchio di investimenti.
Gli emiri ci provavano da tempo e se si considera che il prezzone iniziale sfiorava i 500 testoni, l'astuto temporeggiamento è valso loro uno sconto più che considerevole. Ma non è solo, come si intuisce dal particolare tipo di bene acquistato dalla galassia che fa capo all'attuale ministro degli Esteri Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, una semplice e arida faccenda di quattrini. [...]
L'emiro conosceva abbastanza bene Berlusconi, fin dai tempi in cui avrebbe voluto comprarsi il Milan e certamente ne apprezzava, oltre alle indubbie doti liturgico-negoziali, anche il tratto umano, così raro e decisivo nel mondo dei super ricconi.
Tale precisazione è utile a introdurre un argomento delicato, qualcosa che esula, ma al tempo stesso investe, trascende e un po' poteva anche frenare compravendita di dimore così intimamente e visceralmente legate, com'è in questo caso, alla figura del proprietario-fondatore.
Detta in modo un po' brutale, pare del tutto acclarato che nel comprarsi Villa La Certosa, la dinastia Al Thani si è comprato anche, se non soprattutto il fantasma di Berlusconi e il formidabile incantesimo che lo tiene avvinto a quel luogo fiabesco; rispetto al quale nel corso degli anni sono stati via via evocati Palladio, Walt Disney e perfino il Palazzo del Re Salomone, per non dire Versailles, Neverland, il Vittoriale e un albergone dotato di vulcano artificiale che, secondo il professor Salvatore Settis, costituisce una delle più note e frequentate attractions sulla Strip di Las Vegas.
Tale comunque lo volle il Berlusca, quale ingombrante e ludica pertinenza, per farlo eruttare a sorpresa schiacciando personalmente il tasto fra il timor panico, all'inizio, e poi i gridolini eccitati degli ospiti – anche se la prima volta i vicini di casa chiamarono il vigili del fuoco e la Protezione civile. E insomma, pensando all'emiro acquirente, viene da chiedersi in che modo riuscirà potrà mai a eludere la presenza di Silvione alla vista del nuraghe fasullo, dell'anfiteatro posticcio, della pizzeria artificiosa, della serra delle farfalle brasiliane, delle candide maxi sculture fra cui la balena da cartoon che spruzzava a comando, altra burla da miliardario di buonumore.
BERLUSCONI PUTIN VILLA CERTOSA
Se ne deduce che la dinastia Al Thani dovrà trovare una via di convivenza con tale immaginaria, ma scontata intromissione. In lingua araba il termine generico di fantasma è shaba, ma forse al personaggio di Berlusconi si adatta meglio quello di Jinn, il celebre genio della tradizione favolistica del mondo islamico, non propriamente uno spettro, ma un essere soprannaturale a suo modo benevolo, però anche malizioso o dispettoso e in ogni caso imprevedibile. [...]
BERLUSCONI PUTIN VILLA CERTOSA
Chi poteva farsi costruire un bunker sottomarino Gheddafi style? E che dire dei mille e mille cactus, l'orto mediceo, le gigantesche tartarughe, i cavallucci della giostrina, la pista delle auto a scontro su cui si cimentarono i capigruppo del Pdl, il lago dei cigni con isoletta di meditazione adrianea e la gelateria, anch'essa vera ma fittizia. [...]
A voler strafare, sempre grazie all'IA, e senza troppo indugiare sulle particolari scene, sceneggiate e sceneggiature piccantelle che racconterebbero le mura di Villa La Certosa se potessero parlare, il Cavaliere continuerà ad aleggiare da queste parti come Ruh la'uba, o spirito birichino, un aggettivo che fioriva spesso sulle sue labbra quando voleva buttarla a ridere, in caciara o farla franca.
Anche senza fantasmi, del resto, la memoria sta nascosta dentro i luoghi: più passa il tempo e più ha possibilità di farsi storia, poi leggenda, poi ce ne andremo tutti e non ci importerà più nulla.
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