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HANNO VINTO MELONI E PANETTA – L’UNICO CANDIDATO ITALIANO PER IL BOARD DELLA BCE SARÀ PIERO CIPOLLONE, “SPINTO” DALLA PREMIER E DAL FUTURO GOVERNATORE DI BANKITALIA. IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, AVEVA PROPOSTO IL DRAGHIANO DANIELE FRANCO, CHE RESTA IN PISTA (MA SOLO UFFICIALMENTE) PER LA PRESIDENZA DELLA BANCA EUROPEA DEGLI INVESTIMENTI…

PIERO CIPOLLONE

EUROGRUPPO, CIPOLLONE UNICO CANDIDATO PER BOARD BCE

(ANSA) - "L'Italia è l'unico Paese ad aver proposto un candidato" al board della Bce al posto di Fabio Panetta: si tratta del vice governatore di Bankitalia Piero Cipollone. Ad annunciarlo è il presidente dell'Eurogruppo Paschal Donohoe. Oggi scadevano i termini per la presentazione dei candidati per il Comitato esecutivo di Eurotower. La candidatura di Cipollone, ha aggiunto Donohoe, sarà discussa all'Eurogruppo del 15 settembre, che si terrà a Santiago di Compostela. (ANSA)

 

IL MEF LANCIA FRANCO PER LA BEI, CIPOLLONE NEL BOARD BCE

Michele Esposito per ANSA

 

giorgia meloni consiglio dei ministri

Daniele Franco più che mai in corsa per la Banca europea per gli investimenti, Piero Cipollone candidato a sostituire Fabio Panetta nel board della Bce. A poco più di due settimane dalle riunioni decisive per le due nomine europee, il governo fa chiarezza sulle sue scelte e, dopo un colloquio tra il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e l'ex titolare del Mef, si dice più che mai convinto della validità candidatura di Franco alla guida dell'istituto con sede a Lussemburgo.

 

FABIO PANETTA CHRISTINE LAGARDE

L'incontro tra Giorgetti e Franco si è prodotto proprio mentre sta per iniziare il rush finale per la presidenza della Bei. Il 16 settembre, in occasione dell'Ecofin informale che si svolgerà in Spagna, i 27 saranno chiamati a scegliere. Franco va ad affiancarsi alle candidature della vice presidente della Commissione Ue con delega alla Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, della ministra delle Finanze spagnola Nadia Calvino, dell'attuale vice presidente della Bei, la ceca Tersa Czerwinska, e dell'ex ministro svedese Thomas Ostros.

 

GIANCARLO GIORGETTI DANIELE FRANCO

E' soprattutto con Vestager e Calvino che Franco dovrà vedersela. Secondo fonti del Mef, il governo ha registrato un accresciuto consenso negli ambienti europei sull'ex ministro del governo Draghi. Su Vestager hanno in effetti cominciato a pesare due fattori: lo scarso entusiasmo della Francia, che mira ad un presidente della Bei che, a differenza di quanto mostrato in passato dalla danese, sia nettamente a favore del nucleare; la vicenda della nomina dell'americana Fiona Scott Morton a capo della dg Concorrenza, tramontata dopo essere finita nel mirino di alcuni commissari e cancellerie, Parigi in primis.

 

Franco, che secondo ambienti brussellesi è stato sempre apprezzato dalla Germania, ha di fronte a sé una partita comunque difficile. Il profilo della spagnola Calvino resta molto forte e, a complicare i giochi, c'è il dato che i due provengono dalla stessa area dell'Ue, a dispetto dei 'nordici' Vestager, Ostros e Czerwinska. Calvino, inoltre, gode di ottima stima sia a Parigi sia a Berlino.

 

PIERO CIPOLLONE

A ostacolare l'elezione della ministra iberica ci potrebbe tuttavia essere un dato: la candidatura della vice governatore della Banca centrale spagnola, Margarita Delgado a capo del Meccanismo di vigilanza unico, ovvero del sistema europeo di vigilanza bancaria. Se fossero nominate entrambe la Spagna, inusualmente, finirebbe per presiedere due istituti finanziari cruciali per l'Europa. Non è escluso che del successore di Werner Hoyer alla Bei se ne parli nel corso del pranzo di lavoro che avrà luogo a Parigi tra la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e Emmanuel Macron.

 

Nadia Calviño

Anche perché, complice il dossier della ricostruzione ucraina, il ruolo della Bei è destinato a crescere. L'Ecofin è chiamato a nominare il nuovo presidente a maggioranza qualificata, con un doppio assenso di 18 paesi membri a rappresentanza di almeno il 68% del capitale sottoscritto della Bei, con Germania, Francia e Italia che detengono la fetta più importanti delle azioni dell'istituto. Il 15 l'Eurogruppo discuterà invece della candidatura di Cipollone. L'Italia è stato l'unico Paese a proporre un candidato. Perché la sua corsa abbia successo serve il sì di almeno 15 dei 20 Paesi della zona euro che ne rappresentino il 65% della popolazione.

IGNAZIO VISCO FABIO PANETTA

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