melania rizzoli

VITA, OPERE E MIRACOLI DI MELANIA RIZZOLI - ''VIVEVO A CAMPO DEI FIORI CON MARA VENIER. SONO STATI SETTE ANNI DIVERTENTISSIMI - DIVENTAI IL MEDICO DI BETTINO CRAXI. QUANDO È MORTO L’HO LAVATO, VESTITO, PREPARATO CON I MIEI TRUCCHI E SISTEMATO NELLA BARA CRAXI MI CHIESE DI ANDARE A VISITARE ANGELO RIZZOLI. IN TRE GIORNI LO RIMISI IN PIEDI. E BASTARONO AD ANGELO PER INNAMORARSI - DA DEPUTATA HO VISITATO RIINA IN CARCERE. ERA UN UOMO MAGNETICO, GALANTE, SEMBRAVA STESSE AL 41 BIS DA 3 MESI E NON DA 16 ANNI - ELEONORA GIORGI, EX MOGLIE DI ANGELO, È VENUTA AL SUO FUNERALE, MA LUI AVEVA SEMPRE DETTO CHE NON L’AVREBBE VOLUTA - ALLE POLITICHE FU LICIA RONZULLI A FARMI FUORI DALLA LISTA DI FORZA ITALIA – IO E VITTORIO FELTRI NON POSSIAMO FARE A MENO L’UNO DELL’ALTRA…” 

sfilata mara venier con melania rizzoli

Elvira Serra per il “Corriere della Sera”

 

Quando era bambina, cosa voleva fare da grande?

«Il medico. Avevo una cugina che si chiamava come me, morta di tumore al cervello. A 23 anni mi ero già laureata. Sono specializzata in Medicina interna, faccio diagnosi, ma ho lavorato anche in Oncologia».

 

La passione politica quando è arrivata?

«Quando vivevo a Campo dei Fiori con la mia amica Mara Venier. Sono stati sette anni divertentissimi. Mi alzavo alle 7 per andare all’ospedale e la chiamavo alle 10 per svegliarla. Lei mi presentava i suoi amici del mondo dello spettacolo e io i miei politici: Martelli, De Michelis, Craxi».

melania rizzoli e bobo craxi

 

Padre o figlio?

«Prima Bobo. Ero a cena con lui e altri, una sera, quando si sentì male Bettino, ai tempi presidente del Consiglio. Io avevo sempre con me la borsa da medico, così andai all’Hotel Raphaël, capii subito che era il diabete, gli feci un’insulina e lo rimisi a posto. Da allora sono diventata la sua dottoressa e mi ha fatto entrare alla Camera come medico.

D’estate mi invitava ad Hammamet e facevo ambulatorio ai suoi ospiti».

 

MELANIA E ANGELO RIZZOLI

È stata tra i primi a raggiungerlo, quando è morto.

«L’ho proprio lavato, vestito, preparato con i miei trucchi e sistemato nella bara, con gli infermieri tunisini. È stato per me una figura di riferimento. Mi ha fatto anche da testimone di nozze!».

 

Melania Rizzoli è amabile e veloce, non perde tempo. Del resto, se sopravvivi con la chemio e un autotrapianto di cellule staminali allo stesso linfoma per il quale sono morti Gianni Agnelli e Niccolò Ghedini, non hai più voglia di sprecarne nemmeno un po’.

 

Al Baretto di Milano, nel Quadrilatero della Moda, in tre minuti è capace di presentarti una celebre ex modella, un illusionista, un agente letterario e una milionaria svizzera.

Ma la sera, quando è seduta al solito tavolo assieme a Vittorio Feltri, a far la coda per salutarla sono banchieri, imprenditori e manager: frutto di un carattere socievole e generoso, felice sintesi tra la leggerezza romana e il rigore milanese.

 

arrigo, melania, angelo e alberto rizzoli

Craxi fece anche da Cupido.

«Un giorno mi chiese di andare a visitare Angelo Rizzoli, che aveva disertato un appuntamento perché non stava bene. Voleva sapere se era vero».

 

Ed era vero?

«Certo. In tre giorni lo rimisi in piedi. E bastarono ad Angelo per innamorarsi. Disse subito: ti sposerò, voglio dei figli con te».

 

Cosa lo aveva colpito?

«Non lo lusingavo, non mi interessava avere una parte in un film, ero affascinata dalla sua intelligenza. Con me aveva ritrovato la gioia di vivere».

 

Quando vi siete sposati?

Melania Rizzoli

«L’8 giugno 1991 all’Argentario. Angelo aveva pure chiesto l’annullamento del primo matrimonio. “Non te lo daranno mai”, gli dicevo. Invece l’8 giugno 1996 abbiamo fatto la cerimonia religiosa al Pantheon».

 

Come mai lì?

«Grazie a don Virgilio Levi, suo padre spirituale, che aveva firmato l’annullamento».

 

Melania Rizzoli con il figlio per l ultimo saluto al marito

Avete avuto due figli, Arrigo e Alberto.

«Hanno 32 e 30 anni. Li adorava, soprattutto Albertino, identico a lui nei modi, nelle pose, è impressionante. Si mantengono da soli da quando avevano 20 anni: il maggiore lavora a Milano in un Fondo, il minore si occupa di intelligenza artificiale a Londra, collabora con Musk».

 

Che mamma è?

«Non dominante. Li ho spinti io a 17 anni ad andare a studiare fuori. Sono trilingue.

antonio padellaro melania rizzoli

Quando vivevano all’estero li chiamavo una volta alla settimana. Sono felice di avergli insegnato l’indipendenza».

 

Vede mai Andrea, il primogenito di Angelo?

«Pochissimo. Provo affetto per lui, l’ho conosciuto quando aveva 12 anni, è cresciuto con noi, ha visto nascere i fratelli. Ci incontriamo nelle riunioni di famiglia: il cugino di Angelo, Nicola Carraro, che ho presentato io a Mara Venier, ne organizza una all’anno; i miei figli ci tengono moltissimo».

 

Invece non le capita mai di incrociare Eleonora Giorgi, la madre di Andrea?

angelo rizzoli con eleonora giorgi e il figlio andrea

«In 25 anni che sono stata con Angelo non l’ho mai conosciuta perché mio marito non la voleva incontrare. È venuta al suo funerale, ma lui aveva sempre detto che non l’avrebbe voluta. Mi dispiace che non stia bene: la malattia è una cosa drammatica».

 

Il suo memoir sul cancro, «Perché proprio a me», scritto nel 2010 per Sperling & Kupfer, è ancora in libreria.

«Restò in classifica sei mesi. Lo scrissi quando ero sicura di essere guarita perché era il libro che mi era mancato mentre stavo male. Ho voluto raccontare la mia storia per dare speranza. Continuo a ricevere messaggi: aiutare la gente è molto gratificante».

Un giorno Angelo le disse: «Tu, Melania mia, sei caduta in mare... o nuoti o affoghi».

«Fu la mia salvezza. In quella frase ho visto la sua stanchezza. Ho pensato: mi sta abbandonando. E allora ho cominciato a nuotare».

angelo rizzoli e la moglie melania foto di bacco

 

Lui non è mai voluto tornare in via Rizzoli. Lei?

«Io ci sono tornata con Urbano Cairo, che era amico di Angelo. Ci ho portato pure i miei figli, per vedere quello che aveva costruito il loro bisnonno: hanno un cognome preciso e conoscono la storia della loro famiglia».

 

È più bello fare la deputata o l’assessora regionale?

«Fare la deputata mi è piaciuto moltissimo: sono entrata in Parlamento grazie a Berlusconi. Veniva spesso a casa nostra, organizzavo cene con lui, i ministri, i direttori dei giornali: amavo far ritrovare ad Angelo gli amici di un tempo e amici nuovi. Il bello dell’esperienza in Regione Lombardia, invece, è che puoi incidere subito».

cena fund raising di forza italia berlusconi e melania rizzoli

 

Che fine ha fatto la casa romana dove vivevate insieme?

«L’ho consegnata ad Equitalia, così ho saldato tutti i debiti di Angelo. Ho venduto anche la casa di Capalbio al Principe del Liechtenstein, chiavi in mano: piatti, bicchieri, lenzuola ricamate. I vestiti di Angelo li ho regalati agli amici: maglioni, cravatte, biancheria. Così continuano a vivere».

LICIA RONZULLI

 

Dopo la prima esperienza parlamentare non è stata eletta alle Europee né alle altre Politiche. Le è spiaciuto?

«Alle Europee mi sono candidata per spirito di squadra, me lo aveva chiesto Berlusconi, ma non avevo aspettative. Alle nuove Politiche, invece, è stata Licia Ronzulli a fare le liste, e io evidentemente non sono una sua amica».

 

All’inizio, però, si sarebbe potuta candidare anche con Diliberto o con Mancino.

«Sono sempre stata bipartisan. Per me l’amicizia è personale, indipendente dalle questioni politico-ideologiche. E poi per le consulenze mediche mi cercavano tutti».

 

Diagnosi salvavita?

«A un parlamentare dissi che doveva togliere un neo perché era un melanoma».

 

salvatore riina

Da deputata è entrata in carcere molte volte. L’incontro più forte?

«Quello con Totò Riina, che non ho potuto raccontare nel mio libro Detenuti perché Piero Grasso, ai tempi procuratore nazionale antimafia, mise il veto. Era un uomo magnetico, sembrava stesse al 41 bis da 3 mesi e non da 16 anni.

L’ho perfino visitato. Indossava una camicia di lino pulitissima, fu galante. Ma tra una risposta e l’altra mi stava dando messaggi in codice. Tipo: “Mi piacerebbe fare una bella passeggiata a Corso Vittorio Emanuele...”».

 

Cosa la rende felice oggi?

«Stare con gli amici a cui voglio bene».

MELANIA RIZZOLI E VITTORIO FELTRI

 

Come Vittorio Feltri.

«È molto più di un amico. Mi ha spinto lui a scrivere sui giornali, ora sono una divulgatrice scientifica e sono nel consiglio di amministrazione del gruppo editoriale degli Angelucci. I lettori però mi leggono su Dagospia: nemmeno i miei figli hanno mai acquistato un giornale in edicola, eppure sono informatissimi».

 

Sgrida mai Feltri per le sue intemerate sui social?

«Sempre! Sono l’unica che lo sgrida! E facciamo liti furiose. Il difetto di Vittorio è che vuole avere sempre ragione. Anche nella vita privata discutiamo, ma non possiamo fare a meno l’uno dell’altra, siamo i migliori amici di noi stessi».

 

Si risposerà un giorno?

«Mai. Ho già avuto un marito per me unico e ho troppo rispetto per la famiglia. Angelo è morto tra le mie braccia, sorridendomi. Però non ho rinunciato all’amore: è il sentimento che ti accende la luce dentro. Come fai, altrimenti, a vivere una vita spenta?».

licia ronzulli 14Lo sguardo vispo di Fabiano Fabiani su Melania Rizzoli melania rizzoli - jordi (fidanzata cubana di antonio angelucci) - antonio angelucci - renato brunetta al compleanno di angelucciMELANIA RIZZOLI CON I FIGLI ALBERTO E ARRIGO eleonora giorgi angelo rizzoli melania rizzoli urbano cairoRIZZOLI GIORGI 1MELANIA RIZZOLIgiorgia meloni saluta melania rizzoli foto di bacco (1)MELANIA RIZZOLI CON ANGELO giorgi int x melania rizzoli gennaro sangiuliano foto di bacco (3)cesare previti melania rizzoli gian marco chiocci foto di baccomelania rizzoliMELANIA RIZZOLI LA SALUTE PRIMA DI TUTTOmelania rizzoli emiliano liuzzialessandro ferrucci melania rizzoli emiliano liuzzifrancesco rutelli melania rizzolifrancesca nanni giovan battista re melania rizzoli in vaticanomelania rizzoli urbano cairobarbara durso melania rizzoli melania rizzoli salvinimelania rizzoli ferdinando brachetti peretti barbara dursokatarina raniakova rosza caracciolo rocco siffredi barbara durso melania rizzoli luna berlusconi alex belli roberto d agostino e vittorio feltri e melania rizzolicena fund raising di forza italia francesca pascale e melania rizzoli

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…