grillo feltri

IL VAFFA? OGGI A ME, DOMANI A TE - VITTORIO FELTRI: “LO SCETTRO È NELLE MANI DI BEPPE GRILLO, È LUI CHE DETTA L'AGENDA POLITICA, CHE BOCCIA SALVINI, RECUPERA RENZI, VELTRONI E PRODI. SOGNO O SON DESTO? VEDO LA REALTÀ, LA DESCRIVO E MI VIENE DA RIDERE CONSTATANDO CHE LA NOSTRA VITA, LA MIA COME QUELLA DI TUTTI, DIPENDA DA UN VAFFANCULO CHE NON SCANDALIZZA AFFATTO, E…”

loretta goggi beppe grillo heather parisi

Vittorio Feltri per “Libero quotidiano”

 

Ho sempre avuto simpatia e ammirazione per Beppe Grillo, geniale nelle sue trovate comiche talvolta irresistibili. Poi egli ha cambiato mestiere o, meglio, si è messo a farne due: continua a fare il giullare e, nel contempo, si occupa col medesimo stile di cosa pubblica. Ha fondato una compagine, il Movimento 5 Stelle, pur non disponendo di alcuna stella, limitandosi a sfoggiare un discreto numero di personaggi raccattati nelle osterie e sugli spalti degli stadi.

 

Tuttavia la cosa più importante, la più trainante, che costui ha inventato per sfondare nel complesso mondo degli elettori è stato uno slogan molto efficace in Italia, benché abbastanza volgare per quanto assai diffuso tra i compatrioti.

 

vittorio feltri

Questo: vaffanculo. Il cui significato è afferrato al volo sia dai meridionali sia dai settentrionali. In pratica, il vaffanculo è l' unico elemento in grado di rappresentare appieno l' unità nazionale, altro che i jeans, il calcio e la cocaina. Quelli del Nord e quelli del Sud hanno un glossario diverso e non sempre i due gruppi "etnici" si comprendono colloquiando, tuttavia si mandano reciprocamente a fare in culo senza equivocare il significato dell' espressione.

 

Il genio di Grillo si è manifestato proprio nella scelta di questo diffuso modo di dire, privo di contenuti ideologici, in cui chiunque si riconosce d'acchito. Non era mai successo che un leader raccogliesse tanti consensi con un paio di parole fuse, una delle quali "culo", accolte dal pubblico non solo quale sfogo ma anche quale semplice e sintetico programma politico.

BEPPE GRILLO A UN INCONTRO DELLA NOVAMONT ATTACCA I GIORNALISTI

 

Se io in un articolo scrivo "vaffanculo" vengo accusato di ricorrere ad un linguaggio inaccettabile, scorretto, da bettola; mentre Grillo, ripetendo questo che poi è un insulto greve ha vinto le elezioni senza che nessuno lo processasse per reiterata trivialità. Comunque aver sdoganato il fondoschiena è un merito notevole da ascriversi pienamente a Beppe.

 

E noi non possiamo che applaudirlo. La liberazione del lessico da lui promossa e realizzata è un'opera d' arte indiscutibile. Ma dobbiamo aggiungere per completezza di informazione che il vaffanculo in politica non introduce un argomento degno di considerazione. È lecito mandare al diavolo uno scocciatore, un figlio e perfino la moglie, però non credo costituisca uno spunto per aprire una discussione costruttiva in ambito istituzionale.

BEPPE GRILLO

 

Se invece siamo arrivati così in basso da fancularci in piazza, in tv e nel Palazzo, dobbiamo interrogarci non sul progressivo imbarbarimento dell' idioma, bensì sullo squallore dei nuovi modelli impostisi nei rapporti tra i partiti. Inoltre c'è da chiedersi se sia giusto e vantaggioso dare retta a un capobanda che anziché ragionare di politica, ti manda a quel paese, ricorrendo a termini che in altri tempi sarebbero forse stati accettati nelle trattorie, o nelle taverne, mai in un consesso di deputati e senatori.

 

BEPPE GRILLO

Oggi invece lo scettro è nelle mani del genovese, è lui che detta l'agenda politica, che boccia Salvini, recupera Renzi, Veltroni e Prodi. Sogno o son desto? Vedo la realtà, la descrivo e mi viene da ridere constatando che la nostra vita, la mia come quella di tutti, dipenda da un vaffanculo che non scandalizza affatto, e viene accettato dal popolo quale dottrina illuminata.

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