pontida 2018 salvini

OH MIA BELA PONTIDA! - VOLETE SAPERE QUANTO DURA L’ESECUTIVO PENTALEGHISTA? RISPONDE GIORGETTI: “MAGARI CAMBIA FORMA. CADRÀ SULLA MANOVRA? DIPENDE DALL’ATTEGGIAMENTO DELL’EUROPA SUI MIGRANTI E SUL DEBITO” - FISCHI QUANDO SALVINI CITA BERLUSCONI - BORGHEZIO RIPORTA I TONI AL PASSATO: “BISOGNEREBBE FARE LE ANALISI A TUTTI QUESTI NEO LEGHISTI DEL SUD, ALTRIMENTI RISCHIAMO LE INFILTRAZIONI”

Simone Canettieri per “il Messaggero”

 

salvini a pontida 2018

«Finché la barca vaaaa», cantano a squarciagola i giovani leghisti, sbeffeggiando le Ong.

Finché il governo va, lasciamolo andare, fa capire il potente sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, uno che non va mai una nota sopra il pentagramma, ma che a bordo palco si lascia sfuggire un paio di considerazioni. Tutti vogliono sapere per quanto l'asse con il M5S sia destinato a durare.

 

Cinque anni o cinque mesi? Giorgetti alza le spalle: «Vediamo, magari ci saranno evoluzioni, magari andrà avanti, dipende dalle forme». La Finanziaria sarà uno scoglio insuperabile per il vascello di Matteo & Luigi? «Questo dipenderà dall' atteggiamento dell' Europa - riprende il braccio destro di Salvini - sui migranti e sul debito, per esempio».

salvini a pontida 2018 7

 

GLI AFFONDI

Dal pratone di Pontida, che è pieno di debuttanti arrivati da Taranto con i taralli e dalla Calabria con l'nduja (l' unità d' Italia si fa sempre a tavola, diceva Pellegrino Artusi) la tentazione dell' autosufficienza c'è. Ed è forte. «Siamo una squadra fortissimiii!», dicono a mo' di Zalone.

 

Matteo Salvini dietro le quinte scherza ma non troppo: «Se dopo un mese di governo siamo il primo partito italiano vuol dire che se continuiamo a lavorare così arriveremo al 90%». Il verde dei tempi che furono resiste nel cuore dei militanti della Valsugana, anche se l'organizzazione distribuisce magliette blu, perché la svolta sovranista è già storia cromatica. E quindi «siamo il partito della nazione», dice Giulia Bongiorno, palermitana, accolta tra gli applausi quando non le manda a dire ai fannulloni.

salvini a pontida 2018 6

 

«Certo - continua l'avvocato - se ci fosse ancora Bossi non sarei qui». Ma l'Umberto non c'è. I cronisti lo cercano anche al ristorante La Marina, tappa fissa dopo tutte le feste. Ma ci troveranno invece Salvini. Bossi è un ricordo che non aleggia, il mondo è cambiato e il centrodestra è Salvini. Donato Toma, governatore del Molise in quota Forza Italia, quando dal palco nomina Silvio Berlusconi viene coperto da una valanga di fischi. E va in panne.

 

LA RETORICA

salvini a pontida 2018 5

Invece Nello Musumeci, con una retorica almirantiana, esce indenne dal test. «Il Nord senza Sud non va da nessuna parte: ci siamo divisi una vita mentre i signori dell' Europa facevano affari sulla nostra pelle». E sono ovazioni. Una volta impensabili. Perché l'anti-meridionalismo c' è ma è ridotto al folclore del folclore. Giusto l'europarlamentare Mario Borghezio, che si aggira con un giornalino sull' Europa dei popoli, si dice spaventato da questo boom al Sud e quindi le spara come ai vecchi tempi: «Bisognerebbe fare le analisi a tutti questi neo leghisti del Sud, altrimenti rischiamo le infiltrazioni».

salvini a pontida 2018 4

 

Intanto, allo stand della Campania si festeggia con Falanghina e mozzarelline di bufala: «Ue', Borghe', mangia, ja». L' unica secessione (a dire il vero resiste uno striscione sulla collinetta davanti al pratone) che hanno in mente i militanti e i dirigenti più lungimiranti della Lega semmai è con il M5S a Palazzo Chigi e comprende l'annessione degli alleati. Roberto Calderoli, l'unico sopravvissuti della vecchia guardia, si rivolge a Roberto Fico come se fosse il Gianfranco Fini dell' ultimo governo Berlusconi: «Ma pensi a fare il presidente della Camera!».

 

GLI ARTIGLI

salvini a pontida 2018 3

Luca Zaia tira fuori gli artigli del leone di Venezia e punzecchia il totem grillino: «Reddito di cittadinanza? Semmai si chiamerà decreto dignità: ma non bisogna dare dei vitalizi a chi non lavora, eh». Anche il governatore Giovanni Toti, forzista che da tempo ha capito l' aria, spara sul M5S che «pensa ad aprire i porti e ai diritti delle coppie gay». Tra gli stand il popolo di questa Salvini spa dimostra di essere tutto e il contrario di tutto, ma in maniera coesa.

il popolo di pontida 2018

 

C'è il pittore albanese (arrivato a Bari negli anni 90?) che gli regala un ritratto dalle tinte azzurre tipo Assad. Chi ce l'ha con coloro che non vogliono il crocefisso nelle aule (e Salvini, tac, con il giuramento sul rosario lo accontenta), i «basta Fornero», i «basta sbarchi», gli abbracci alle forze dell'ordine e ai tanti ragazzi, con gli occhi ancora stropicciati. Le notti qui sono piccole, e sabato Il capitano ha deliziato tanti imberbi alla consolle. C' è una fortissima destra, nuova e polarizzata, che «preferisce Marion (Le Pen) a Macron».

 

C'è un'identità che per una volta scende dalle valli e rotola giù fino alla Toscana, per andare a valanga in Sicilia e poi in Sardegna (potevano mancare le bandiere dei Quattro Mori?).

il popolo di pontida 2018

I big del M5S passano il pomeriggio davanti alle agenzie per parare i colpi, Salvini nel pomeriggio fa tappa al ristorante La Marina, pranza, beve un goccio di grappa Pota!, e in un secondo sembrano andar giù anche i grillini.

il popolo di pontida 2018 5il popolo di pontida 2018 3il popolo di pontida 2018 il popolo di pontida 2018 6il popolo di pontida 2018 4

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…