ANNA WINTOUR: IL PIÙ GLAMOUR IN ITALIA? BERGOGLIO! - LA RAI SPENDE 1,2 MILIONI PER FARSI RIPULIRE LA REPUTAZIONE - CONFALONIERI TORNA FEDELE (DI DIO, SILVIO NON L’HA MAI MOLLATO)

A cura di Riccardo Bocca e Primo Di Nicola per "l'Espresso"

1 - LEGA NORD, BILANCIO AMARO E TESTE TAGLIATE
Tempo di bilanci alla segreteria federale della Lega Nord. L'annuncio fatto da Roberto Maroni di voler rinunciare al finanziamento pubblico per l'anno 2013 sta generando ansia per far quadrare i conti del Carroccio. Chiamati a elaborare il bilancio 2013 i commercialisti dello Studio di Carmine Pallino, amico del legale della Lega Nord Domenico Aiello, stanno trovando numerose difficoltà ad elaborarlo.

In via Bellerio, a Milano si sono registrati problemi di compatibilità con il software gestionale prodotto da Sirio Informatica e Sistemi spa. A questo si aggiunge che il personale interno della segreteria federale non si è rivelato particolarmente collaborativo. Motivo: la decisione di Maroni di affidarsi a un tagliatore di teste, Riccardo Battaini, il quale ha operato una serie di tagli che hanno suscitato forti polemiche. Tanto da obbligare Matteo Salvini a intervenire per aiutare due segretarie minacciate di licenziamento, qualora non avessero accettato il trasferimento in Emilia e in Toscana.
M. Br.

2 - AEROPORTI & CAMORRA: CASALESI A FIUMICINO
La Derichebourg spa ha vinto nel 2012 un appalto di 27 milioni di euro per la pulizia dei presidi ospedalieri e territoriali dell'Asl di Caserta. Secondo la Dda di Napoli, è anche lo strumento con cui i casalesi hanno messo le mani su Fiumicino. A svelarlo, l'intercettazione dell'imprenditore Angelo Grillo: «Questi della Derichebourg si sono presi Fiumicino, perché pure Fiumicino l'hanno in mano i casalesi».

Amministratore della spa è Lazzaro Luce, ma dietro spunta Nicola Ferraro, consigliere Udeur arrestato nel 2010 e tornato in libertà con obbligo di dimora a Roma. «È evidente», scrive il gip, «che Grillo è credibile nell'affermare che Ferraro opera nella zona romana, prendendo Fiumicino per conto dei casalesi». Pi. Fal.

3 - LOTTA ALLA SCHIAVITÙ: RITARDO ALL'ITALIANA
In Europa quasi un milione di persone vive in uno stato paragonabile a quello degli schiavi. I dati si trovano nella relazione della Commissione europea antimafia presieduta da Sonia Alfano. La tratta degli esseri umani e la loro riduzione in schiavitù rappresenta il terzo business delle mafie nel vecchio Continente, con un volume d'affari di oltre 27 miliardi di euro.

Secondo l'Unione europea, tale condizione è presente nei campi da lavoro, spesso controllati dalle organizzazioni criminali, e nel settore dello sfruttamento sessuale che coinvolge circa 270 mila persone. L'Ue ha adottato dal 2011 una direttiva che inasprisce le pene contro questi fenomeni, ma solo nove Stati membri hanno applicato la direttiva: l'Italia, no.
P. M.

4 - FEDELE ANCHE DI FATTO
L. Eu. - La notizia, che l'interessato e pochi intimi custodiscono da qualche settimana nella massima riservatezza, non è di quelle destinate a passare tra le tante alle voce "conversioni famose": Fedele Confalonieri, il presidente di Mediaset e da sempre alter-ego di Silvio Berlusconi, ha imboccato in gran segreto la strada che lo riporta, a 76 anni compiuti, dentro l'ovile di santa madre chiesa cattolica.

Alla fine, abitare proprio a due passi dalla basilica di Santa Maria delle Grazie, nel centro di Milano, e dinanzi all'insegna con il motto "Humilitas" del celebre Collegio di San Carlo, ha dato i suoi frutti. Confalonieri avrebbe anche affrontato la prima storica confessione, dopo più di mezzo secolo di distacco dal sacramento della penitenza, e a raccogliere i segreti di uno degli uomini chiave dell'Italia contemporanea sarebbe stato un sacerdote abituato a vivere tra i malati terminali di Aids.

Ed è proprio sul versante della povertà che si gioca, com'è facile immaginare, la delicata partita delle guide spirituali del "nuovo" cristiano. L'erudito e sensibile pianista Confalonieri è pur sempre anche il manager che l'anno in cui va male l'azienda, e si deve tagliare la retribuzione del 20 per cento, rinuncia a 800 mila euro. Ma gli restano in tasca, per la cronaca, 2 milioni e 745 mila euro di retribuzione, più 293mila euro in azioni Mediaset.

5. ITALIA POPOLARE, VIETATO COPIARE
S.G. - La nuova "cosa bianca" battezzata da Pier Ferdinando Casini e dal ministro della Difesa Mario Mauro rischia già di finire in una guerra di carte bollate. Se, come sembra, il nuovo raggruppamento di area centrista si chiamerà Italia popolare, c'è già chi diffida dalle imitazioni. È il vecchio leone della democrazia cristiana, il presidente Gerardo Bianco, a ricordare ai vari apprendisti centristi che Italia Popolare esiste già.

È un'associazione nata nel 2004 «autenticamente cattolico-democratica e popolare, e che non ha alcuna intenzione di correre dietro a forme di aggregazione poco convincenti». Se non bastasse, interviene pure Alberto Adalgisio Monticone, popolare doc già presidente dell'Azione cattolica, il quale ricorda come Gianni Alemanno avesse provato a scippargli il nome per una manifestazione politica, finendo subito ammonito.

6. RESTYLING RAI, REPUTAZIONE A CARO PREZZO
Quello che conta è la reputazione, avranno pensato in Rai: anche se costa cara. Nonostante le critiche al bilancio dello scorso anno, infatti, che ha registrato perdite per oltre 245 milioni, malgrado la cura messa in campo per l'immagine della Spa e i circa due miliardi di canone incassati, la società che gestisce il servizio pubblico radiotelevisivo ha deciso di bandire un nuovo appalto da 1,2 milioni di euro. La Rai cerca, entro il prossimo 6 dicembre, esperti in monitoraggio della qualità dell'offerta radio-tv e della cosiddetta "corporate reputation". L'apparenza a quanto pare conta, oltre a volte a ingannare.C.P.

7. PARCELLA DI FUOCO
Un conto salato da 5,5 milioni di euro. Pagato dall'Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, il braccio finanziario del ministero delle Politiche agricole, al commercialista romano, Luca Voglino. È la parcella che ha spinto la senatrice Leana Pignedoli, capogruppo del Pd alla commissione Agricoltura di palazzo Madama, a scrivere un'interrogazione al ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni.

Il compenso, elargito per il contenzioso relativo al diniego dei rimborsi Iva per gli anni 200-2005, ha provocato l'iniziativa della Pignedoli oltre che per la rilevanza della cifra, anche perché arriva in un momento di particolari ristrettezze accentuate dalla spendig review.

La senatrice lamenta il fatto che non si ricorra a professionalità interne alla pubblica amministrazione, vuole conoscere da Saccomanni i termini del contratto sottoscritto da Agea con il commercialista e, soprattutto, quali sono gli altri incarichi esterni, con i nomi dei professionisti interessati, decisi dall'Agenzia per la gestione dei contenziosi. P. D. N.

8. AGENZIE AVVENTATE, UN RATING VI CONDANNERÀ
Per Moody's, Standard&Poor's e Fitch è in arrivo un conto che potrebbe essere salatissimo. La Procura regionale per il Lazio della Corte dei conti, infatti, ha notificato alle sedi americane delle tre agenzie di rating gli "inviti a dedurre", vale a dire gli avvisi di garanzia con l'indicazione delle contestazioni di danno erariale mosse e l'invito a presentare le proprie deduzioni ed eventuali documenti a propria discolpa.

Le accuse mosse dal procuratore Angelo Raffaele De Dominicis riguardano i rapporti negativi sul debito pubblico italiano, ritenuti avventati dai giudici contabili, diffusi da maggio a novembre 2011. Quei report innescarono la corsa al rialzo dello spread tra Btp e Bund tedeschi, costringendo il governo a varare, nell'arco di pochi mesi, tre diverse manovre per un totale di circa 120 miliardi. Soldi che adesso le tre agenzie potrebbero essere chiamate a risarcire almeno in parte. D. L.

9. VILLA BORGHESE: BELLA MOSTRA, MA È SINGLE
Quella mostra s'ha da fare. Non si arrendono gli organizzatori del Comitato di San Floriano. Per vedere la loro esposizione i visitatori della Galleria Borghese avrebbero dovuto sborsare, oltre ai 10 euro del biglietto, un sovrapprezzo di 2 euro. Soldi destinati al Comitato, vale a dire a don Angelo Zanello e don Alessio Geretti, parroco e vice parroco di Illegio, paesino di 362 anime in Carnia. Peccato che la mostra consistesse in una sola opera, il San Giovannino di Ubeda, attribuito a Michelangelo.

Possibile? Pare proprio di sì, perché questo prevedeva una convenzione stipulata dal Comitato con la Soprintendenza per il Polo museale romano durante la gestione di Rossella Vodret. L'inaugurazione era prevista per settembre, ma ad annullare tutto ci ha pensato direttamente il ministero per i Beni culturali, forse memore delle perplessità suscitate da un'altra mostra organizzata dal Comitato con una scultura del Verrocchio a Castel Sant'Angelo (il sovrapprezzo era di 3,5 euro).

La decisione deve aver indispettito non poco i due parroci, che vantano estimatori come l'ambasciatore Antonio Zanardi Landi, il cardinale Tarcisio Bertone e Gianni Letta. Così la scorsa settimana il Comitato si è rivolto al Tar per ottenere l'annullamento della nota ministeriale che ha revocato l'esposizione. D. L.

10. ANNA WINTOUR: QUANT'È GLAMOUR QUESTO FRANCESCO
Anna Wintour, celeberrima direttrice di "Vogue America", non ha alcun dubbio: «Il personaggio più glamour in Italia, in questo momento, è papa Francesco», ha dichiarato a "l'Espresso". Colpita da Bergoglio, lo definisce «un uomo avanti, che sta riuscendo in un'impresa che consideravo impossibile: cambiare la mentalità della Chiesa». Tra i suoi punti forti, ha aggiunto a lato di una sfilata, ci sono «l'apertura ai gay, il suo atteggiamento alla mano e il fatto che discuta di temi etici anche con i non credenti».

Fatto sta, sottolinea Wintour, che negli Stati Uniti Bergoglio «ha acquisito grande credibilità e carisma, conquistando senza fatica l'intera opinione pubblica». Certo spiazza, il fascino che il paladino degli ultimi riesce a esercitare sulla regina del lusso, ma lei non coglie alcuna contraddizione. Anzi: «Credete a me», dice, «papa Francesco fa più tendenza di qualunque griffe». E. At.

11. CRESCE L'IMMOBILIARE FARNESINA
Sono quasi 300 gli immobili di proprietà dello Stato italiano all'estero: ville e palazzi destinati ad ambasciate e consolati, ma anche alle residenze di ambasciatori e del personale diplomatico, scuole, biblioteche e circoli per gli italiani. Peccato che, malgrado il censimento degli immobili tricolori nel mondo sia stato fatto quasi sei anni fa dalla Farnesina e dall'Agenzia del demanio in vista di possibili dismissioni in seguito alla Finanziaria 2007, ancora non si sappia quanto questo patrimonio valga.

Nel frattempo, però, l'"Immobiliare Farnesina" cresce: secondo dati del viceministro Marta Dassù, dal 2004 a oggi sono stati comprati un immobile per la nuova sede del consolato a San Paolo del Brasile (pagato poco più di 3 milioni di euro) e un altro per l'agenzia consolare a Lomas de Zamora in Argentina (168 mila euro). Acquistata pure l'ambasciata d'Italia a Beirut (oltre 5 milioni) e una palazzina di sette piani a Londra (quasi 6 milioni) per la nuova sede del consolato generale a Londra. B. C.

12. CINQUE STELLE ROTTA A DESTRA
Scintille tra i 5Stelle veneti. Causa scatenante, il recente incontro pubblico tra alcuni esponenti del movimento e l'imprenditore Massimo Colomban della Confapri (Confederazione nazionale delle attività produttive), che folgorato sulla via del Nord-Est da Gianroberto Casaleggio, si è inventato il cosiddetto "Think Tank Group": una struttura a cui partecipano i leader grillini Beppe Grillo, Casaleggio, Vito Crimi e Davide Borrelli. Una fucina di idee con l'asse spostato a destra.

Tra i fondatori di Confapri c'è infatti l'iperliberista Tea Party Italia, mentre all'interno del suo pensatoio siedono Bruno Barel e Massimo Malvestio: avvocati e consulenti della Regione di Luca Zaia, nonché imprenditori della società Numeria, osteggiata al tempo stesso dal gruppo "grandi opere" dei 5Stelle che da mesi si oppone a una sua speculazione edilizia. Non solo: lo stesso Colomban, candidato Dc alle scorse regionali, prometteva Mose, Tav e autostrade. Risultato: la base grillina inferocita per questa liaison con i poteri locali, in attesa di risposte convincenti.G. Tiz.

 

 

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