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WOODCOCK VOLEVA PERQUISIRE CASA DI BABBO RENZI, CONVINTO CHE NASCONDESSE I SOLDI IN CASA. MA I PM ROMANI BLOCCANO L'OPERAZIONE – ALFREDO ROMEO A CARLO RUSSO, IN CORDATA CON TIZIANO PER LA VICENDA CONSIP: 'MI RACCOMANDO I SOLDI SOTTO LA MATTONELLA'

 

Giacomo Amadori per “la Verità”

 

Alfredo Romeo Alfredo Romeo

Potremmo chiamarlo il ballo della mattonella, ma non si tratta di un lento bensì del tira e molla che si è verificato tra la Procura di Napoli e quella di Roma intorno a un' intercettazione in cui figurava per l' appunto la parola «mattonella» e che per i carabinieri del Noe nascondeva la notizia di un tesoretto in contanti nascosto a casa di Tiziano Renzi.

 

Insomma, nell' ambito della cosiddetta inchiesta Consip, gli uffici giudiziari della capitale e del capoluogo campano non hanno litigato solo sulle intercettazioni del babbo dell' ex premier (per carabinieri e pm campani indispensabili, per i magistrati romani non utilizzabili visto il tipo di reato contestato), ma anche sulla necessità di una perquisizione a Rignano sull' Arno.

TIZIANO RENZI ALFREDO ROMEO E I SOLDI SOTTO LA MATTONELLATIZIANO RENZI ALFREDO ROMEO E I SOLDI SOTTO LA MATTONELLA

 

Alla fine i pm di Piazzale Clodio hanno consentito di perquisire solo Carlo Russo, il coindagato di Renzi senior per traffico di influenze illecite; l' 1 marzo hanno messo sottosopra i suoi uffici e l' attico di 12 stanze a Scandicci; contemporaneamente hanno arrestato il presunto corruttore, l' imprenditore campano Alfredo Romeo; è rimasta invece inviolata come un tempio la villa dei genitori dell' ex premier.

 

CARLO RUSSOCARLO RUSSO

Gli investigatori a casa Russo, a quanto risulta alla Verità, hanno trovato circa 13.000 euro in contanti e li hanno considerati una tranche dei pagamenti che Romeo aveva iniziato a pagare a Russo e Renzi senior per avere spianata la strada ai vertici della Centrale acquisti della pubblica amministrazione, la Consip. Ma perché i carabinieri volevano perquisire anche babbo Renzi?

 

A causa del contenuto di alcune intercettazioni ambientali. In tali conversazioni Romeo e Russo a loro avviso parlavano di denaro, di accordi quadro da perfezionare, di pagamenti estero su estero. Oltre che di soldi da mettere sotto la «mattonella». Una metafora che, però, visto il protagonista (un pensionato di Rignano sull' Arno), per gli investigatori andava presa alla lettera: Tiziano per loro i soldi poteva davvero nasconderli in casa, tenendo in conto i consigli di Romeo.

 

TIZIANO RENZITIZIANO RENZI

Nell' informativa consegnata dagli investigatori il 9 gennaio scorso ai pm di Roma si legge: «Riguardo alla dazione di denaro in contante che il Romeo ha sicuramente effettuato in favore del Tiziano Renzi, l' imprenditore napoletano si preoccupa di raccomandare che tale somma venga nascosta "sotto la mattonella", segnatamente: "Però io perciò avevo pensato che l' unica soluzione è la vecchia soluzione sotto la mattonella...l' unica"».

 

INCHIESTA CONSIP - I PIZZINI DI ALFREDO ROMEOINCHIESTA CONSIP - I PIZZINI DI ALFREDO ROMEO

Nell' ambientale Romeo si duole del fatto che il versamento di 60.000 euro che fece attraverso la sua società Isvafim alla fondazione Big-bang, oggi Open, presieduta dall' avvocato Alberto Bianchi e riconducibile a Matteo Renzi, non portò alcun beneficio concreto in favore della sua azienda, «al contrario di quanto stava accadendo attraverso la dazione e pianificazione di dazioni di ingenti somme di denaro in contante e a nero», parafrasano i carabinieri.

 

L' intercettazione in questione è la seguente: «Solo che ho fatto il baccalà perché in quel... con quell' altro baccalà di Bianchi ho fatto tutto ufficiale tutto registrato tutto quanto invece no secondo me no non funziona... sotto la mattonella. .. (voce molto bassa) perciò io avevo pensato a quella soluzione, mi fa piacere che lui è prudente e quindi...diciamo...». Russo concorda: «No...no...quella è la soluzione ottimale (...) non ce n' è altre».

 

INCHIESTA CONSIP - I PIZZINI DI ALFREDO ROMEOINCHIESTA CONSIP - I PIZZINI DI ALFREDO ROMEO

Dunque la «mattonella» secondo chi indaga può essere metafora di denaro in nero, ma si può intendere anche come il luogo dove il «prudente» Tiziano potrebbe nascondere i soldi. Per i carabinieri non esistono dubbi sul fatto che il «denaro sia stato consegnato dal Romeo al Tiziano Renzi» e la cosa, secondo i militari, «emerge in modo chiaro e inequivocabile da una conversazione che lo stesso imprenditore intrattiene con il Russo (captata in ambientale), laddove il Romeo chiede espressamente: «Ma lui ha apprezzato dottore l' atto?... poi erano... per iniziare si trovare un discorso...» e il Russo risponde: «L' ha apprezzato insomma sì...».

 

Secondo i carabinieri probabilmente Romeo avrebbe consegnato il denaro all' aspirante lobbista toscano quando lui e Russo si erano recati sul terrazzo dell' ufficio dell' imprenditore, lontani dalle cimici.

 

Roberto BargilliRoberto Bargilli

Dunque per i detective del Noe una parte dei soldi pattuiti (su un pizzino si legge 30.000 euro al mese per T. e 5.000 ogni due mesi per C.R.) erano già stati consegnati, occorreva solo andare a sequestrarli. Ma invece di ordinare la perquisizione i pm della Capitale hanno passato ai raggi X l' informativa, scovando errori e forzature. Per questo è stato iscritto per il reato di falso ideologico un capitano dei carabinieri.

 

Alfredo Romeo 3Alfredo Romeo 3

Non è stato solo questo il motivo di scontro tra Roma e Napoli. Per esempio, la Procura partenopea il 5 dicembre 2016, subito dopo la sconfitta al referendum di Matteo Renzi, fa mettere sotto controllo il telefonino del babbo. Il 7 dicembre un fedelissimo di Tiziano, l' assessore di Rignano sull' Arno Roberto «Billy» Bargilli contatta al cellulare Russo e gli dice: «Scusami, ti telefonavo () per conto di babbo mi ha detto di dirti di non lo chiamare e non mandargli messaggi». I carabinieri del Noe evidenziano come siano «trascorsi soli due giorni prima che anche questa notizia arrivasse al Renzi Tiziano».

 

In quel momento il babbo più famoso d' Italia non è indagato, ma è «indagando», e finisce nella rete dell' ascolto a strascico tipico delle inchieste sulle associazioni per delinquere, qual è, secondo la Procura di Napoli, quella che ruota intorno a Romeo. Il 22 dicembre il fascicolo su Renzi senior viene trasferito a Roma e la sua iscrizione diventa ufficiale.

 

WOODCOCKWOODCOCK

Il reato contestato è quello di traffico di influenze illecite per cui sono previste pene da 1 a 3 anni e per cui non sono previste intercettazioni. In vista dell' interrogatorio del 3 marzo i carabinieri del Noe, in quel momento ancora incaricati delle indagini, chiedono di poter ascoltare di nuovo Tiziano. Sperano che in quel momento di fibrillazione Renzi senior si faccia scappare qualche chiacchiera di troppo.

 

La Procura capitolina fa presente che l' illustre genitore non può essere intercettato per traffico di influenze. Gli investigatori fanno allora la stessa richiesta ai pm di Napoli, che in quel momento stanno ancora affiancando nelle indagini i colleghi romani. I magistrati campani approvano e il gip autorizza. Il 2 marzo finisce nella rete anche la voce di Matteo Renzi.

 

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