xi jinping

CONSENSO SENZA SENSO - XI JINPING TITILLA IL NAZIONALISMO CINESE E VARA NUOVE REGOLE SULL’INNO NAZIONALE: FINO A 15 GIORNI DI CARCERE PER CHI LO INTONA AI FUNERALI E NEGLI SPOT, NIENTE MANO SUL CUORE PER GLI ATLETI E GUAI A STONARE - VIDEO!

 

Angelo Aquaro per “La Repubblica”

XI JINPINGXI JINPING

 

«Qi lai!», cioè «alzatevi, o voi che non volete essere schiavi!». Tenete, però, le mani a posto: altrimenti, se non proprio schiavi, finirete comunque prigionieri, visto che quindici giorni di cella per vilipendio all' inno nazionale non ve li toglierà nessuno.

 

C' è poco da scherzare in Cina su tante cose: non si scherza col fuoco delle critiche al partito unico, non si scherza se chiedi conto dei diritti umani, non si scherza se ti permetti di tirare in ballo la questione del Tibet e non si scherza, manco a dirlo, a riesumare gli scheletri di Tiananmen. Presto, però, non si potrà neppure più scherzare su quella marcetta che ai tempi anche da noi riscosse una certa fortuna: quando, come canta Giorgio Gaber, «qualcuno era comunista perché 'Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse-Tung!'».

 

XI JINPINGXI JINPING

Sì, oggi Mao lo scriviamo Zedong perché Pechino ha modernizzato la trascrizione latina dei suoi caratteri. Peccato che certe vecchie abitudini non solo resistano ma stiano anzi tornando di moda: per ordine, guarda caso, proprio del nuovo Mao, il potentissimo presidente Xi Jinping che al suo popolo ha indicato, sì, un nuovo "China Dream" come recita il suo slogan - ma sempre, e anzi ancora più, di rosso vestito.

XI JINPING E BAMBINI CINESIXI JINPING E BAMBINI CINESI

 

La Marcia dei volontari, conosciuta anche come Qi lai, l'inno composto del 1935 da Ni Er su testo di Tian Han - il drammaturgo poi morto lui stesso nelle prigioni di Mao - sta per essere dunque protetta da una legge allo studio del comitato centrale del congresso nazionale del popolo. Gli articoli? Pochi ma duri, e concepiti per fortificare «il rispetto e la protezione di questo simbolo nazionale».

 

E quindi: niente più inno ai funerali, non sta bene, neppure se la richiesta è stata romanticamente avanzata dallo stesso compagno morituro. E niente più inno usato per spot: perché la pubblicità sarà anche l'anima del commercio, e i consumi formeranno anche il 67% del Pil cinese - che si sta modernizzando pure quello, non più spinto solo dalla spesa di stato - e però no, nel Carosello l'inno proprio non si può. Non è finita.

XI JINPING PIGLIARUXI JINPING PIGLIARU

 

Non tollerati naturalmente i cambi di testo con i giochi di parole, e questo in fondo in fondo si potrebbe capire: ma perché mai sarebbe invece vietato perfino cantare "Qi lai!" portandosi, come si fa con gli inni in tutto il mondo, la mano sul cuore? Ma che domanda: proprio perché così si fa tutto il mondo - a cominciare dagli Stati Uniti d' America.

 

L'ultima iniziativa porta la firma del compagno Chen Guoling, che al Beijing News ha spiegato che la mano sul petto è sì un modo di portare rispetto, ma purtroppo made in Usa, e importato ahiloro dagli atleti esposti di default al contatto con il resto delle nazioni.

 

XI JINPING 1XI JINPING 1

Il deputato, che per le offese all' inno deve avere sviluppato un orecchio particolare, su questo proprio non ci sente, e per assicurarsi che la mano dal petto non scivoli pericolosamente altrove, vorrebbe specificare per legge che «i cittadini non devono esibirsi in nessun tipo di postura: incluse quelle straniere, religiose o personali» - definizione, quest' ultima, così vaga, che rischia di sbattere per due settimane in galera anche chi si porta la mano alla bocca per arginare un irrispettoso starnuto.

 

Ma c' è poco da sorridere. La stretta sull' inno è solo l' ennesima imposta dal nuovo corso, che sa tanto di vecchio, di "Xi il Grande", che all' estero parla di globalizzazione e in casa di ri-marxizzazione.

 

XI JINPING GIOCA A CALCIOXI JINPING GIOCA A CALCIO

Prima è arrivato l' invito, diciamo così, a rafforzare l' ideologia comunista, anche «copiando a mano la Costituzione », come se fossimo tornati alle elementari della ideologia. Poi ecco la reintroduzione, nelle situazioni ufficiali, dell' obbligo dell' uso di "compagni": titolo che aveva perso ormai fascino guadagnando, al contrario, il significato di "gay" nello slang dei più giovani.

 

Forse anche per questo è arrivato, di rimando, l' invito agli 80 milioni di iscritti al partito di preferire, il giorno del fatidico sì, una compagna o un compagno letteralmente intesi: cioè, con la tessera. E perfino agli stranieri che scelgono la Cina per studiare è imposto, da quest' anno, l' obbligo della storia e dell' ideologia del partito. Come dire: Qi Lai!, alzatevi, o voi che non volete essere schiavi. Tenete, però, le mani a posto: altrimenti, se non proprio in galera, vi risbattiamo a casa vostra.

XI JINPINGXI JINPING

Ultimi Dagoreport

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...