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1. IL POPOLO DELLA FESTA DELL' UNITÀ INCORONA IL 'COMPAGNO' FICO CHE A RAVENNA TIRA BORDATE A SALVINI: "NON TOLLERO CHE SULL’IMMIGRAZIONE SI PARLI SOLO CON LA PANCIA. DALLA NAVE DICIOTTI TUTTE LE 179 PERSONE DOVEVANO SCENDERE IL PRIMO GIORNO" - A UN MILITANTE DEL PD CHE GLI DICE: 'SE NON ABBASSATE LO SPREAD SIAMO TUTTI NELLA CACCA', LUI RISPONDE: "HAI RAGIONE - ALTRO CHE ZINGARETTI: UN PEZZO DI PD HA TROVATO UN LEADER SUL QUALE PUNTARE PER PALAZZO CHIGI IN CASO DI ALLEANZA TRA DEM E M5s...

Fabio Martini per la Stampa

 

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Sul far della sera nel capannone dei dibattiti della Festa nazionale dell' Unità fa la sua comparsa il "compagno" Roberto Fico, il presidente della Camera Cinque stelle che viene dall' estrema sinistra, tutti spalancano occhi e orecchie per scoprire come sarà accolto: dalla platea si alza un applauso di dieci secondi, un applauso di simpatia che, si capirà più tardi, comprende anche alcune decine di Cinque stelle.

 

Non esattamente una (legittima) claque, ma qualcosa che ci somiglia. Dunque impossibile misurare con precisione i sentimenti veri del "popolo" Pd rispetto ad un esponente "buono" della maggioranza e infatti, durante il confronto con l' ex ministro Pd delle Infrastrutture Graziano Delrio, ogni tanto verso il presidente della Camera sono partite bordate e malumori, ma dopo 70 minuti di dibattito Roberto Fico ne è uscito bene, si è mosso con abilità sul palco di Ravenna.

 

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Ad un certo punto del confronto è partita, sia pure in politichese, la bordata contro il ministro dell' Interno Matteo Salvini: «Ciò che io non tollero da nessuna parte è che sull' immigrazione si parli con la pancia e non si diano dati seri, non si racconti chi sono queste persone, perché partono». E poi, più esplicitamente: «Lo dico senza alcuna remora: dalla Diciotti tutte le 179 persone dovevano scendere il primo giorno e non si doveva aspettare tutto questo tempo. È una questione su cui ho lavorato molto e infatti la mattina che io intervenni, scesero il pomeriggio dalla nave».

 

MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTE

Se Salvini fa politica con la «pancia» - e non è una carezza quella di Fico - durante una passeggiata tra gli stand della Festa, un compagno di quelli di base, si avvicina al presidente della Camera e gli dice: «Fico bravo, ma se non abbassate lo spread, siamo tutti nella cacca!». E Fico annuisce: «Hai ragione!». Fico, l' ex militante dei Centri sociali, che si fa carico dello spread, a suo modo, è un' altra notizia, visto che per Salvini e Di Maio a surriscaldare lo spread sono i «poteri forti».

fico

 

Quarantaquattro anni (dodici in più di Luigi Di Maio), ex ragazzo dell' estrema sinistra napoletana, da presidente della Camera, sinora Fico ha provato a tenere un profilo istituzionale ma alimentando - con esternazioni anti-Salvini, e con una tessitura dietro le quinte - il suo profilo di capofila della sinistra grillina. Un' area che sinora non ha mai espresso pubblicamente una linea alternativa a quella di Di Maio-Casaleggio e per parte sua Fico non pare intenzionato, per indole, ad aprire fronti in nome di una diversa opzione strategica. Gli basta coltivare il suo ruolo istituzionale e quello interno di capo-area, ma senza spirito di fazione e tantomeno di battaglia.

conte di maio salvini

 

Tanto è vero che l' applauso più fragoroso della serata lo ha preso il direttore dell' Espresso Marco Damilano, quando ha chiesto a Fico come mai nessuno lo avesse difeso nella sua politica sui migranti: «Non è vero - ha risposto il presidente della Camera - mi hanno difeso molti parlamentari del movimento, alcuni ministri. Non ho bisogno di difesa, di creare la polemica costantemente, non me ne frega neanche di rispondere a Salvini». Se quello tra Fico e Di Maio somiglia ad un gioco delle parti, il presidente della Camera continua ad esprimere con chiarezza la sua linea sui migranti. E su questo tema gli applausi a Fico uniscono militanti del Pd e dei Cinque stelle.

 

fico delrio

2. FICO ACCLAMATO DAI DEM

GDeF per il Giornale

 

Altro che Zingaretti contro Renzi! I simpatizzanti del Pd hanno trovato un leader nel quale si riconoscono e al quale di certo non dispiace il ruolo di guida di una sinistra vecchio stampo. Si tratta del presidente della Camera, Roberto Fico. L' esponente pentastellato ieri è stato accolto molto calorosamente alla Festa del Pd a Ravenna. Appena entrato, ha fatto un giro tra gli stand, prendendo un caffè e firmando il libro degli ospiti del bar al centro della kermesse, abbracciando alcuni volontari e ricevendo un' ottima accoglienza. Ha visitato anche lo stand dei deputati Pd, che ha al centro il tema dei migranti.

ROBERTO FICO SANTO SUBITO

 

«Sono contento se i militanti, i partecipanti del Pd sono felici di avere il presidente della Camera qui e poter parlarci perché sono anche il presidente loro e di tutti gli italiani», ha dichiarato Fico che nel corso di un dibattito con il capogruppo alla Camera dem, Graziano Delrio, ha sottolineato che «i profughi dovevano scendere tutti dalla Diciotti fin dal primo giorno e io sono intervenuto perché accadesse». Un' altra presa di distanza dal vicepremier Salvini che gli ha procurato altri applausi. Per Fico, presidente della Camera «attivista», è anche un modo di uscire dal cono d' ombra ella sua nemesi, Luigi Di Maio, del quale non condivide la Realpolitik richiamandosi sempre allo spirito originario del M5s.

«Conosco il mio movimento e so bene che nel contratto di governo ci si muove, ma troppo al di là non si potrà più muovere. Sull' immigrazione noi avevamo votato una mozione nel Parlamento italiano dove ci sono tre punti. E quei tre punti, in linea di massima, si seguiranno», ha aggiunto.

 

Queste schermaglie gli consentono di procurarsi visibilità. Non è casuale che, a proposito del giudizio pendente sul Carroccio in materia di rimborsi elettorali, abbia detto che «la Lega dovrà rispettare la sentenza come tutti i partiti e tutti i cittadini italiani».

roberto fico sospende la seduta

 

Il successo di Fico, però, è un campanello d' allarme per tutta la sinistra che sta cercando di riprendersi dalle recenti batoste elettorali. I militanti e i simpatizzanti hanno mostrato una chiara preferenza per un personaggio slegato dalla solita nomenklatura e addirittura esponente di un partito «concorrente». Un segno dei tempi che cambiano e delle vecchi ancoraggi che vengono sostituiti dai nuovi. Come ha rivelato l' Istituto Demoskopica, negli ultimi due anni le principali organizzazioni sindacali hanno perso complessivamente circa 450mila iscritti.

matteo salvini viktor orban 1

Dal 2015 al 2017, i tesserati hanno subito una contrazione di 447mila persone, di cui ben 293mila residenti nelle realtà regionali del Mezzogiorno. La Cgil, storicamente collegata al Pd e ai suoi «progenitori», ha registrato il maggiore decremento con un calo di ben 285mila iscritti, pari ad una riduzione del 5,2 per cento.

GDeF.

fico di maiofico di maioROBERTO FICO VERSIONE BOLDRINI ROBERTO FICO E GIUSEPPE CONTEfico raggi grillo casellati fico conte mattarellaroberto fico e giuseppe conteroberto fico e virginia raggiroberto ficobeppe grillo con roberto fico e virginia raggiROBERTO FICO A POZZALLO

 

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