2026pulci2007

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! - UN TITOLO DA “MILANO TODAY” RIDEFINISCE IL CONCETTO DI SOLLIEVO: “PRESA PER I CAPELLI E PICCHIATA DAVANTI AL SUPERMERCATO: ‘LA FINE DI UN INCUBO’ PER UNA VENTENNE A MILANO”. NON OSIAMO IMMAGINARE COME SIA STATO L’INIZIO” - ALESSANDRO ZACCURI SU “DOMENICA” DEL “SOLE 24 ORE” CITA L’’ELUSIVO LATINORUM’ DEL SI VIS ‘PACE’, PARA BELLUM”. AH, SAPERLO, IL “LATINORUM”  (“SI VIS PACEM”, ZACCURI, NON “PACE”)

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto

 

alessandro da rold

Hate speech. Alessandro Da Rold sulla Verità: «Monti ha premesso di non avere “nulla da insegnare a nessuno”. Poi ha snocciolato il suo curriculum europeo, lungo quasi sessant’anni. E ha anche ricordato di essere stato, insieme a Elsa Fornero, bersaglio del primo hate speech in Italia».

 

Da Rold avrebbe dovuto chiosare che l’affermazione dell’ex premier Mario Monti è del tutto inverosimile.

 

Anche volendo tralasciare i discorsi d’odio contro Bettino Craxi, Romano Prodi e Umberto Bossi, basterebbe consultare lo storico del blog di Beppe Grillo, dal 2007 al 2008, o riascoltare i suoi discorsi in pubblico nello stesso periodo, tutti contro Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani, sistematicamente definiti «psiconano» il primo e «Bersanetor» il secondo (crasi di Bersani e Terminator, cyborg killer dotato di sembianze umane, interpretato da Arnold Schwarzenegger nell’omonimo film di James Cameron del 1984).

 

Mario Monti Elsa Fornero

Due soli esempi: «Previti è un signore di una certa età che ha passato la vita a proteggere lo psiconano nei tribunali» (5 maggio 2007, vigilia del tour Reset al Datch Forum di Assago).

 

«Ho il sospetto che la spazzatura campana sia un pretesto per rilanciare gli inceneritori. Quelli che “Bersanetor” e D’Alema chiamano soavemente termovalorizzatori e che nessuno costruisce più in Europa» (5 gennaio 2008). [16 giugno 2026]

 

IL SECOLO XIX

Lavoro. Comunicato uscito dall’assemblea dei giornalisti del Secolo XIX che «proclama all’unanimità lo stato di agitazione»: «Nei giorni scorsi una richiesta di rettifica da un presunto responsabile privacy del Secolo XIX (di cui mai nessuno ha avuto comunicazione dell’esistenza) è arrivata ad alcuni giornalisti».

 

Il relativo «di cui» anticipa già il referente, sicché «dell’esistenza» suona del tutto pleonastico. Sapendo scrivere, bastava «della cui esistenza mai nessuno ha avuto comunicazione».

 

giancristiano desiderio

I redattori poi «chiedono rispetto per tutti i lavoratori di questo giornale che fornisce contributi di qualità ed è la voce di Genova e della Liguria da 140 anni di storia». Se non di storia, di che altro? Di geografia? Di cronaca? Se questo è il livello della redazione, l’unico quotidiano che meriterebbe di risorgere a Genova è Il Lavoro, esercizio che sembra estraneo al Secolo XIX. [29 giugno 2026]

 

Marcia. Nel recensire sulla Lettura la nuova edizione del profilo di Luigi Albertini curato da Corrado Alvaro, Giancristiano Desiderio osserva: «Ciò che colpisce è che Alvaro, che si ferma all’ottobre del 1924, prima della marcia su Roma, ha già capito tutto». Un intuito degno delle profezie post factum dantesche: Alvaro avrebbe intuito nel 1924 ciò che era già accaduto nell’ottobre del 1922. [5 luglio 2026]

 

maurizio belpietro

Nulla. Maurizio Belpietro, direttore di Panorama, dedica l’editoriale d’apertura a Vincenzo De Luca, da poco rieletto sindaco di Salerno, sul conto del quale afferma: «De Luca ha quasi nulla da spartire con i vertici dei Dem».

 

Trattasi di errore grammaticale. Niente e nulla sono due pronomi indefiniti che «hanno forza di negazione solo quando sono preposti al verbo di modo finito: niente gli basta, nulla mi sorprende», insegna Aldo Gabrielli nel suo Dizionario Linguistico Moderno (Mondadori).

 

FABIO SAVELLI

«Quando sono invece posposti, richiedono sempre, nel buono stile moderno, la negazione: non gli basta niente, non mi sorprende nulla; non sarebbe quindi ben detto: “Gli basta niente”, “Mi sorprende nulla”». Del pari, nemmeno «ha quasi nulla da spartire» è ben detto. Serviva il «non»: «Non ha quasi nulla da spartire». [24 giugno 2026]

 

Nonostante. «Stipendi, quanto resta da spendere dopo l’affitto?», titola il Corriere.it. All’interrogativo risponde Fabio Savelli, con questo incipit: «Il divario economico tra i lavoratori europei non si misura più soltanto negli stipendi, ma soprattutto nel reddito disponibile dopo il pagamento dell’affitto.

 

alessandro zaccuri

È questo il quadro che emerge incrociando i dati del rapporto Ocse “Taxing Wages 2026” con le stime sui costi abitativi nelle principali città europee. In questo confronto, l’Italia risulta tra i Paesi con il margine più ridotto di reddito residuo nelle aree urbane, nonostante livelli salariali inferiori rispetto all’Europa.

 

Ciò è evidente in particolare a Milano». Come sarebbe a dire? Nonostante significa «malgrado, a dispetto di». L’uso di questa preposizione avrebbe avuto senso solo se il margine di reddito si fosse rivelato il più elevato, non il più ridotto. [20 giugno 2026]

 

la repubblica isole di calore

Latinorum. Alessandro Zaccuri su Domenica del Sole 24 Ore cita l’«elusivo latinorum del si vis pace, para bellum». Ah, saperlo, il latinorum… («Si vis pacem», Zaccuri, non «pace»). [5 luglio 2026]

 

Differenza. «Isole di calore. Meno asfalto, più alberi: così le città italiane possono perdere 4 gradi», titola il sito della Repubblica. A corredo, due disegni per esplicitare il vantaggio di una città più verde: uno indica la temperatura di 36,1 gradi, l’altro di 41,7. Differenza: 5,6 gradi, non 4. Viene in mente Mario Brega in Un sacco bello: «Manco le basi der mestiere». [9 luglio 2026]

 

stefano folli

Ieri. Didascalia dal Corriere della Sera: «Il presidente russo Vladimir Putin si rivolge ieri alla platea dei partecipanti al Forum economico internazionale di San Pietroburgo». Eravamo rimasti fermi a Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica, ma qui siamo già all’oggi di ieri. [6 giugno 2026]

 

Costituzione. Stefano Folli su Robinson, supplemento della Repubblica: «In coincidenza con i 250 anni della Costituzione americana». Peccato che ad aver compiuto un quarto di millennio sia la Dichiarazione d’indipendenza, adottata nel 1776, non la Costituzione statunitense, che dovrà aspettare ancora una dozzina d’anni prima di raggiungere (Donald Trump permettendo) il traguardo. [12 luglio 2026]

milano today fine di un incubo

 

Incubo. Un titolo da Milano Today ridefinisce il concetto di sollievo: «Presa per i capelli e picchiata davanti al supermercato: la fine di un incubo per una ventenne a Milano». Non osiamo immaginare come sia stato l’inizio.

 

Un sommario altrettanto surreale completa il quadro: «La vittima, una ventenne, era perseguitata da un anno e mezzo. In manette anche un secondo uomo che ha aggredito gli agenti per difendere l’attaccante». Era l’ora di punta. [19 giugno 2026]

 

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…