renato zero dago roberto d'agostino

"ROBERTO D’AGOSTINO GRIDAVA: 'C’E’ UN ERRORE! A’ RENATÌ, FAJE VEDÈ ER PISELLO!'" - RENATO ZERO RICORDA QUANDO NEL 1966, DOPO UN INCIDENTE IN MACCHINA INSIEME A DAGO, I BARELLIERI LO PORTARONO NEL REPARTO FEMMINILE DEL POLICLINICO DI ROMA: "GUIDAVA UN NOSTRO AMICO ALTO UN METRO E MEZZO. SFONDAMMO LA VETRINA DI SCIFONI, CELEBRE NEGOZIO DI POMPE FUNEBRI. USCII DAL TETTUCCIO DELLA 500 E PENSAI: ‘SONO GIÀ UN ANGELO’. AVEVO UNA TUTINA ATTILLATA, I CAPELLI NERI LUNGHI" - IL CAMBIO LOOK NEGLI ANDRONI DEI PALAZZI: "UN GIORNO MIO PADRE POLIZIOTTO MI SORPRESE CON UN FAGOTTO. HO APERTO IL SACCHETTO. C’ERA QUALCHE BOA DI PIUME, QUALCHE TUTINA DI LUREX. MI DISSE: 'NON HAI PIÙ BISOGNO DI NASCONDERTI, VESTITI COME VUOI' - COME NACQUE "TRIANGOLO": "MI RITROVAI A LETTO IN TRE. UNO ERA DI TROPPO" - LA BORDATA A GIORGIA MELONI: "I MELONI MI PIACCIONO SOLO CON IL PROSCIUTTO" - TOTTI "SORCINO", ULTIMO E LA PROFEZIA SUL COVID IN UNA CANZONE DEL 1983 - VIDEO

 

Estratto dell'articolo di Giovanna Cavalli e Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera”

 

renato zero e dago

Renato Zero, su di lei girano storie che secondo noi sono troppo belle per essere vere.

«Sentiamo».

 

Quella di Patty Pravo che torna al Piper e non viene riconosciuta è sicuramente inventata.

«Invece è vera! Intanto non si chiamava Patty Pravo ma Nicoletta Strambelli. Sparì. E riapparve bionda platino, su una Rolls Royce bianca guidata da un nero in livrea, con due giganteschi cani al guinzaglio.

 

RENATO ZERO

Con Loredana, Mimì, Roberto ci dicemmo: “Ma chi è ‘sta vamp? Sarà americana?”. Nessuno sapeva chi fosse. Soltanto Mario Barba, il factotum del Piper, inquadrandola con le luci dalla sua guardiola la riconobbe: “A’ Nicolè, ma come te sei vestita?”. Così capimmo. La vamp americana era la Strambelli».

 

Roberto è D’Agostino. Davvero sfondaste una vetrina a via Veneto con la vostra 500 e vi portarono al Policlinico, lui nel reparto maschile, lei in quello femminile?

abore, renato zero e dago

«Anche questa è vera. Guidava un nostro amico, alto un metro e mezzo. Sbandò e la 500 rotolò sul marciapiede. La vetrina che sfondammo era quella di Scifoni, celebre negozio di pompe funebri, in via Sicilia.

 

Uscii dal tettuccio della 500 e pensai: “Sono già un angelo”. Avevo una tutina attillata, i capelli neri lunghi, e sì, mi portarono nel reparto femminile, inseguito da Roberto che gridava: “C’è un errore! È un uomo! A’ Renatì, faje vedè er pisello!”».

 

loredana berte' renato zero

Loredana è la Bertè. Lucio Dalla raccontava che una volta a New York lei rischiò di farle saltare il matrimonio con Roberto Berger.

«In effetti Loredana, raggiante, stava per sposarsi. Eravamo a cena in un ristorante di Manhattan, di fronte avevo il padre di Roberto Berger, il re del caffè Hag, un miliardario. Parlava dell’Italia con sufficienza, io gli dissi che si sbagliava, che diceva bugie come Pinocchio, che da lì a poco gli si sarebbe allungato il naso. Quello si infuriò. Finimmo per litigare, con Loredana che mi rimproverava: “Non ti ci porto più!”. In realtà avevo ragione io. Il matrimonio finì in fretta».

 

Quella volta che le presentò Panatta.

«Appuntamento a piazza Venezia. Mi ero messo proprio sotto al balcone del duce. Accostarono con la 500. Lei gli aveva detto: “Stasera ti faccio conoscere mio fratello”. Adriano mi guardò. Ero vestito appariscente, alla mia maniera: stivali, tuta, mantello. “Non sarà mica questo?”. E lei, entusiasta: “Sì, certo!”».

 

 

renato zero loredana berte'

Avete fatto pace, dopo anni di silenzio.

«Loredana è una persona amabile, con una sua anima bella, ma a volte non è stata all’appuntamento con la generosità, con il rispetto. Abbiamo avuto dei contrasti e io mi sono allontanato. Ritenevo che la mia assenza le avrebbe giovato. Quando c’ero io, lei magari mandava a quel paese qualcuno e io intervenivo: “Non te le devi prendere, sai, lei ha questo carattere”. Insomma, la coprivo. Senza di me è cambiata da così a così, è diventata più gentile, paziente. Me ne prendo un po’ il merito».

 

 

Chi ha cercato chi?

«Lei ha capito che era arrivato il momento di riconsegnarmi la Loredana che volevo. In un paio di interviste ha detto che desiderava il mio ritorno. Così ho fatto un blitz a La Spezia, al suo concerto. Alla fine sono pure salito sul palco, mi sono buttato e l’ho abbracciata».

renato zero all'easy going

 

È vero pure che lei usciva di casa in borghese e nell’androne si vestiva da Renato Zero, per non farsi scoprire dal padre poliziotto?

«Abitavo nella casa di una cooperativa di poliziotti. Erano 136. Un giorno mio padre mi sorprese con un fagotto. “Che hai lì dentro?”. “Nulla papà”. “Fammi vedere”. Con imbarazzo ho aperto il sacchetto. C’era qualche boa di piume, qualche tutina di lurex. Mi disse: “Non hai più bisogno di nasconderti, vestiti come vuoi, da domani esci così”». [...]

renato zero2

 

Insulti per strada.

«Una volta uno di questi ragazzi di borgata mi cominciò ad aggredire verbalmente. Io sono tornato indietro. Gli chiesi: “Ti ho fatto qualcosa di male? Che cos’è di me che non ti piace, se nemmeno mi conosci?”. Mi ci sono messo a parlare.

 

Dopo un po’ lui fece agli amici: “Vabbè, annamosene”. Un giorno venne da me. “Questo è il numero di telefono di casa mia. Se qualcuno ti dà fastidio, tu chiamami”. Un paio di volte l’ho cercato. Non sapete come li hanno addobbati a quegli altri».

 

È vero che Claudio Villa era un suo parente?

«No. Ma mia madre di cognome si chiamava Pica, come la sua. Glielo raccontai quando ci incontrammo alla Rca, e lui la volle conoscere. Ci invitò sulla sua barca, appuntamento al molo di Viareggio. Ci ritrovammo tra centinaia di barche, tutte uguali. Come riconoscere quella di Claudio Villa? Finalmente ne trovammo una di gran lusso ma con i panni appesi ad asciugare. Era la sua. Era rimasto un popolano romano».

loredana berte' renato zero

 

Come si chiamava sua mamma?

«Ada. Ada si chiama ora la mia nipotina, figlia di Roberto, mio figlio adottivo. La decisione finale di adottarlo l’ho presa quando l’ho trovato in slip che aiutava mia madre, seduta su uno sgabello, a fare la doccia. Una vera prova d’amore. Ho anche un’altra nipotina, Virginia. Hanno 18 e 20 anni».

 

Mario Tronti era suo parente per davvero.

«Era cugino di mamma. Lo rivedo nella sua casa modesta ma piena di libri, sull’Ostiense, curvo sulle carte: pareva un vecchio già da ragazzo. Un piccolo Gramsci».

 

Tanti anni fa, parlando con il Corriere, lei diede una definizione poetica del comunismo.

«Ho sempre pensato che il comunismo fosse un padre che torna a casa dal lavoro, posa sul tavolo un pane, l’olio, il vino, e con quello che ha messo da parte compra un libro a suo figlio».

franco schipani renato zero

 

È ancora di sinistra? Cosa vota?

«Non voto. Mi presenterei senza fiducia, preferisco stare a casa. Rimpiango gli anni ’60 e ’70, quando si rubava di meno e i politici avevano tre lauree. Gente che sapeva di dover difendere gli operai, le classi disagiate».

 

Che le pare di Elly Schlein?

«Mah».

 

Non è la leader giusta?

«Io vedo il quotidiano. L’assetto attuale del Paese. Con un sud che è ancora escluso e un nord che fatica a ripartire la proprie ricchezze in parti uguali».

 

E la Meloni?

«I meloni mi piacciono solo con il prosciutto».

 

mia martini renato zero loredana berte

Parliamo delle sue canzoni. «Mi vendo». Ai tempi fu un testo molto forte.

«Starebbe bene oggi. Un mio difetto è che ho anticipato troppo i tempi. La spesa la facciamo tutti. Ognuno si porge e qualcuno deve acquisire di quella persona un determinato fabbisogno organico, sentimentale. Adesso con i social, con gli influencer, è tutto un vendere e acquistare».

 

Cosa c’è di autobiografico in quella canzone? Ha conosciuto il mondo della prostituzione?

«Ho avuto amici transessuali soprattutto a Napoli. A parte Romina Cecconi, detta la Romanina, con cui ci sentiamo sempre, quante ne ha passate. Conobbi il gruppo delle Coccinelle. A Natale mi venivano a tenere il panariello con i numeri della tombola, a casa mia alla Camilluccia. E poi cantavano: “Mammà, mammà, me diceva: certe cose nun l’hai a fa” e io mi ammazzavo dal ridere».

renato zero (6)

 

Lei ha scritto testi straordinari, come Amico: il sole muore già, e di noi questa notte avrà pietà...

«Quando scrivo certe frasi, certi testi, sono sicuro che c’è qualcuno che mi tiene la mano sulla testa. Mica è gratis eh. Prima o poi mi arriverà la fattura».

 

«Triangolo».

«Lo avevo considerato. Una volta è successo, ma ce n’era uno di troppo. Infatti canto: “Lui chi è?”. Allora il giudizio era meno severo, facevi esperienze a tuo rischio e pericolo e mettevi via».

 

[...] «L’OraZero» è il nuovo album.

 

«Racconto che siamo tutti soldati, nostro malgrado. In una guerra che non è solo quella che riguarda un nemico in particolare, ma anche quella che spesso abbiamo dentro di noi. L’OraZero significa che adesso siamo ancora in grado di acquisire una coscienza e una consapevolezza delle responsabilità che dovremmo prenderci nei confronti di quello che succede nel mondo, oggi che ci troviamo la guerra dentro casa. Ma chi ve l’ha chiesta?».

renato zero enrica bonaccorti

 

La sua prima volta.

«Ero solo. Poi ho scoperto che soli si sta bene. E tutto sommato questa esigenza di andare a fare esperienze non l’ho mai sentita».

 

Fidanzato con Enrica Bonaccorti.

«Il nostro è stato un percorso meraviglioso, che non teneva conto solo di un’esigenza fisica, era uno scambio continuo di emozioni. Mi ha aiutato molto. Conobbe un mecenate, mi fece fare un disco, che ahimè non rese quello che costò. Il primo aveva venduto venti copie, tanti quanti erano i parenti. Questo qui me lo produsse Gianni Boncompagni. “Però ti devi trovare un nome. Fiacchini non va bene”. Risposi: “Fiacchini è fiacco, vale poco, vale zero”. “Ecco, ti chiamerai Renato Zero».

reanto zero lucy morante 1

 

Le chiese di sposarla, così racconta lei.

«Non mi sovviene che ci fossero questi presupposti. Con Enrica non è mai finita, il rapporto si può trasformare, gli attribuisci una carica diversa, che non è solo quella dell’amante. Certe vicinanze non vanno perdute. Invece i maschi all’anagrafe non capiscono altri ruoli. Se non gliela dai, hai perso».

 

Ora è malata.

«L’ho sentita. Tenace, meravigliosamente ostinata. Non ha intenzione di mollare».

 

Com’è andata nel complesso con l’amore?

«Molto bene, non ho mai preteso, solo dato. Sono stato in credito, non in debito. Il fatto di essere solo poi è relativo. Lucy Morante, che è stata la mia compagna da sempre, è ancora qui, gioca un ruolo importante. Ha vissuto con me la gavetta, vendeva i miei dischi durante i concerti. Donne come lei non ce ne sono quasi più. Ha sposato me e il mio personaggio. Ha condiviso il mio lavoro e le mie scelte. Non c’è bisogno del prete per suggellare questo tipo di rapporto».

 

Gli uomini?

renato zero loredana berte

«Vi dico francamente. Ho amiche donne che non mi sognerei mai di averli con i pantaloni o le fattezze di un uomo. Quando la donna decide di allearsi, si butta e basta, l’uomo purtroppo lo fa sempre per un tornaconto».

 

A scuola dalle suore del Sacro Cuore.

«La madre superiora, grata a papà, non ci fece pagare una lira, a me e a mia sorella. Sedevamo al banco con i figli dei blasonati. Ma all’ora di pranzo loro avevano un cestino misero, noi la pastasciutta che ci portava mamma. ’Sti pori ragazzini sentivano il profumo e ci guardavano con una certa invidia».

 

Al Folkstudio con un unico ammiratore.

«Il proprietario mi fa: “Lasciamo perdere, riproviamo domani”. Ma io avevo già salutato i miei. Era il 24 dicembre. Pensai: “A casa non ci torno”. E salii sul palco con la mia 12 corde. Antonello Venditti, forse commosso, si mise al pianoforte e cantò un pezzo anche lui».

 

 

Renato Zero e Venditti sul palco per un solo spettatore.

«Che tornò la sera dopo portando venti persone. Ho iniziato così».

 

MARA VENIER DAGO, RENATO ZERO ELISABETTA FERRACINI

Regalò il cilindro a Rino Gaetano.

«Era un cilindro che si apriva a scatto. E pure un bastone. Ci andò a Sanremo a cantare Gianna. Si vantava, era felice come una creatura. Eravamo molto amici. Qualcuno una volta mi disse: “Sai, Rino gli dà un po’ troppo giù con l’alcol”. Si palesò in lui un’insicurezza. Il Rino divertente che con me sciorinava barzellette improvvisamente veniva colto da un velo di malinconia, di solitudine. L’ho capito forse troppo tardi». [...]

 

Chi ha stimato di più tra i suoi colleghi?

«Non voglio fare classifiche. Ma sapere dell’esistenza di De André, di Guccini, di Lucio Dalla mi ha rincuorato. Posso metterci anche Leo Ferré, grande poeta».

renato zero e loredana berte' al mais

 

 

 

E Gino Paoli?

«Ecco qui dobbiamo aprire un capitolo a parte. Con Paoli, Bindi, Endrigo, Lauzi e Tenco. Quella è un’altra cifra, stratosferica. Molte delle loro canzoni hanno anche aperto le menti, aiutato il coraggio. Sono stati per l’Italia quel che in Francia erano Moustaki, Brel, Bécaud, Aznavour». [...]

 

All’Argentario era vicino di casa di Raffaella Carrà.

«Mi manca. Organizzava tornei di burraco, tresette, scopone scientifico. Abbiamo fatto insieme una bellissima tv. Una volta mi mandò sulla Mole Antonelliana, io che soffro di vertigini. L’ascensore era sospeso nel nulla. “Quando torno a Roma ti faccio vedere i sorci verdi” le dissi». [...]

Dago, Zero, Vistarini e Zaccagninirenato zero (7)renato zero loredana bertèrenato zero enrica bonaccortirenato zero enrica bonaccorti

renato zero (2)renato zerorenato zero e nureyevRenato Zero - Marco Travaglioloredana berte' renato zerobeppe grillo renato zero i falchi della notterenato zero 3renato zero renato zero e roberto fiacchini 3renato zero6renato zero 3renato zeromia martini renato zero

renato zero i falchi della notterenato zero spiaggemarina marfoglia renato zerorenato zero copiarenato zeroVASCO RENATO ZEROrenato zerorenato zero lucy moranterenato zero (2)renato zero 1roberto fiacchinirenato zero, elton john, roberto fiacchini 1dago e renato zero 5anna d'agostino e renato zeroloredana berte renato zerorenato zero instagram 9renato zero instagram 8renato zero instagram 5renato zero instagram 4renato zero instagram 25renato zero instagram 24renato zero instagram 23renato zero instagram 13renato zero instagram 14renato zero foto andrea arrigaRENATO ZERO RENATO ZERO 3festa per gino paoli gino paoli e renato zero FABIO CANINO TWITTA SUI RAPINATORI TRAVESTITI DA RENATO ZERO renato zero renato zero renato zero negli anni renato zero con loredana berte renato zero vintage renato zero e loredana berte renato zero vintage Renato Zero lucy morante jpegrenato zero renato zero renato zero (9)

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…