giorgia meloni emmanuel merz tank leopard

BERLINO VA ALLA GUERRA SUI MERCATI – IL COLOSSO MILITARE TEDESCO KNDS, CHE PRODUCE I LEOPARD, I TANK UTILIZZATI DA GRAN PARTE DEI PAESI NATO, PUNTA A QUOTARSI IN BORSA NEI PRIMI MESI DEL 2026 PER UN CIFRA INTORNO AI 20 MILIARDI DI EURO. E QUANDO LE QUOTE SARANNO COLLOCATE, LO STATO TEDESCO ENTRERÀ TRA GLI AZIONISTI – UNA MOSSA CHE CAMBIERÀ I GIOCHI DELLA DIFESA UE: KNDS È CENTRALE PER IL PIANO DI RIARMO VOLUTO DAL CANCELLIERE MERZ – MENTRE L’ITALIA HA DECISO DI SNOBBARE I LEOPARD, PER REALIZZARE IL “CARRO AUTARCHICO” CON LEONARDO E RHEINMETALL...

Estratto dell’articolo di Mara Gergolet per il "Corriere della Sera"

 

tank leopard

Tra i litigi e i progetti annaspanti del riarmo europeo, c’è un gioiellino che comincia ad attrarre attenzione. Si chiama Knds, è sinonimo dei panzer: e punta a quotarsi in Borsa nei primi mesi del 2026. Né il suo management nasconde l’ottimismo: «Una quotazione a primavera è realistica», ha detto il ceo francese Jean-Paul Alary.

 

Knds è nata 10 anni fa dalla fusione di un’azienda famigliare tedesca, la Krauss-Maffei-Wegmann, e lo Stato francese (attraverso la Nexter). È in un paesino della Baviera di 5 mila anime che ha origine il Leopard, il tank «standard» della Nato. Si parla di una quotazione sui 20 miliardi.

 

friedrich merz e giorgia meloni foto lapresse 6

Alta, per una società che ha chiuso il fatturato nel 2024 con 3,8 miliardi. Sono multipli da aziende del lusso. Come mai? La risposta è semplice: perché già si scontano le commesse future e quelle dei tank sono destinate a esplodere. Non senza reazioni a catena, che toccano anche l’Italia.

 

A Berlino negli ambienti di governo si dà per certo che, quando le quote saranno collocate sul mercato (tra il 20 e il 30%), lo Stato tedesco entrerà tra gli azionisti. E se da una parte affluiranno i capitali privati — come per Rheinmetall, reginetta del Dax, il listino con i titoli di maggiore capitalizzazione —, dall’altra l’ingresso dello Stato tedesco mostra quanto Knds sia centrale per Berlino.

 

tank leopard

Non si tratta solo di produrre tank: ma di ancorarvi una strategia nazionale, politico-militare. Anche se non è detto il governo pretenda la golden share . «Se sei nell’azionariato e primo committente, hai abbastanza leve anche senza la golden share», spiega una persona a conoscenza delle trattative.

 

Il fatto è che il piano Merz, il «riarmo senza vincoli di bilancio» ha cambiato le carte in tavola. Il tank Leopard2 è in uso in 18 Paesi, perlopiù Nato — e la Germania vuole farne un perno della difesa terrestre europea. La Bundeswehr (forze armate) piazzerà ordini per mille Leopard2 e 3 mila cingolati per la fanteria, i Boxer (senza parlare dell’artiglieria). Commesse gigantesche. Ma Berlino ha aumentato il suo bilancio per la difesa di 40 miliardi [...]

 

Rheinmetall e Leonardo

Un top manager tedesco confida: «Fuori non si è capito, ma è una rivoluzione.

Tutti noi parliamo di come riorganizzare i processi produttivi, di nuove catene di approvvigionamento. È un inversione a U rispetto a tutto quello che nella nostra industria è successo dal 1989».

 

L’Italia, si sa, ha fatto marcia indietro su Leopard2 e Boxer. Furono scelti in un primo tempo per sostituire i disastrati Ariete e Dardo, i carri nazionali simbolo di un flop, con una votazione in Parlamento a inizio 2024. Decisione poi annullata dal governo, senza che l’opposizione avesse nulla da ridire.

 

friedrich merz e giorgia meloni foto lapresse.

E si è scelto, invece, di costruirsi il carro in casa affidandolo a Leonardo /Rheinmetall (60/40). Disegnandolo ex novo: un’impresa di Sisifo, per i tecnici del settore, e in controtendenza.

 

Si scrisse molto, all’epoca, di quella rottura. Maturò quando Leonardo restò esclusa dal tank di prossima generazione Mgcs (Main ground combat system, il «sistema dei sistemi») a guida franco-tedesca; e quando neppure la componentistica (elettronica in primis) che Leonardo proponeva è stata accettata per le evoluzioni dei tank Leopard. A Berlino, allora, c’era il governo del socialdemocratico Scholz. Secondo ambienti diplomatici, ci fu se non arroganza verso l’Italia, di certo freddezza e nessun aiuto. [...]

 

tank leopard

Con Merz va meglio. L’Italia però ha scelto il suo tank nazionale, che i detrattori hanno subito ribattezzato il «carro autarchico». L’Ucraina ha spiegato bene a tutti, perché ha senso — nelle azioni interoperative, nella guerra moderna — avere scala e standard comuni. «Se ti si rompe un cingolo — dice un militare — nessuno ti può aiutare. E i cingoli si rompono sempre».

 

Non è l’unico problema. Il progetto Leonardo/Rheinmetall puntava a cambiare il mercato europeo, e promette una tecnologia superiore. Solo che la concorrenza ha messo il turbo: Knds ha ampliato la fabbrica di Kassel, comprato da Alstom uno stabilimento a Görlitz, quadruplicherà le linee di produzione entro il 2028, progetta di montare carri come fossero auto.

 

Carro armato Panther KF 51

Chi comprerà i tank italiani? Non certo l’esercito tedesco. Tra i militari a Roma si sa che la partita è complicata, e non risulta che i contratti esecutivi siano stati firmati. [...]

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