riforma giustizia toghe magistrati giorgia meloni matteo renzi elly schlein

PER UN PUGNO DI VOTI – LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA SPACCA A METÀ GLI ITALIANI: SECONDO UN SONDAGGIO DEMOS, IL “SÌ” ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI È AL MOMENTO AL 51% – ILVO DIAMANTI: “È UNA MAGGIORANZA LIMITATA E RELATIVA. CHE, NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE NON GARANTISCE UN ESITO COERENTE CON LA DECISIONE DEL PARLAMENTO. BASTA PENSARE A QUANTO AVVENUTO CON IL REFERENDUM DEL 2016 PROMOSSO DA RENZI. IN QUESTO CASO L'ESITO APPARE ANCORA PIÙ INCERTO. NON SOLO PER RAGIONI DI CONSENSO, MA DI COMPRENSIONE. PERCHÉ SI TRATTA DI UNA MATERIA COMPLESSA…”

Estratto dell’articolo di Ilvo Diamanti per "la Repubblica”

 

RIFORMA DEMOS SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

La riforma della giustizia è un tema di grande rilievo politico. Perché il potere giudiziario è centrale, nelle democrazie. In Italia più che altrove, visto che il ruolo dei magistrati ha segnato un cambio d'epoca, per la nostra democrazia. [...]

 

[...] il governo dispone di una maggioranza ampia. Intorno alla leader — e premier — Giorgia Meloni. E per questo indisponibile a subire la pressione esercitata dai magistrati, che — secondo lo stesso governo — ne frenano l'azione e ne mettono a rischio la durata. Per questo motivo, come è divenuto evidente dopo l'intervento della Corte dei conti, che ha fermato il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, bandiera della Lega di Matteo Salvini, i magistrati sono ri-divenuti il principale avversario del governo. La vera opposizione. Da affrontare senza esitazioni.

 

carlo nordio matteo piantedosi giorgia meloni – foto lapresse

Un obiettivo perseguito attraverso la riforma della separazione delle carriere dei magistrati, che prevede per giudici e magistrati percorsi distinti e "separati", senza possibilità di passaggio dall'una all'altra carica.

 

Il recente sondaggio condotto da Demos conferma come il tema costituisca una questione importante e, al tempo stesso, controversa. Perché "divide" gli italiani in modo evidente. In due "parti", per non dire... "partiti". Distinti e distanti. Senza che emergano preferenze precise.

 

Certo, la "parte" (per non dire il "partito") che sostiene la riforma prevale, ma non in misura netta. È, infatti, condivisa dal 51% dei cittadini intervistati. Mentre coloro che, al proposito, esprimono dissenso, si fermano al 44%.

 

RIFORMA DEMOS SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Ma si tratta, evidentemente, di una maggioranza limitata e relativa. Che, nel referendum costituzionale non garantisce un esito coerente con la decisione del Parlamento. Basta pensare a quanto è avvenuto in occasione del referendum costituzionale del 2016, promosso da Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, che mirava al superamento del bicameralismo paritario.

 

Anche se, inizialmente, appariva probabile — e quasi certa — la sua approvazione (secondo le indicazioni dei sondaggi) alla fine venne bocciato dai cittadini. In questo caso l'esito di una consultazione appare ancora più incerto. Non solo per ragioni di consenso, ma di comprensione. Perché si tratta di una materia complessa. E, come sottolinea il sondaggio di Demos, con una distribuzione delle opinioni molto equilibrata.

 

MARIA ELENA BOSCHI E MATTEO RENZI

È, tuttavia, evidente come gli orientamenti siano orientati anzitutto dalle preferenze politiche. E di partito. La linea di divisione principale è, infatti, costituita dalla scelta di schieramento. Fra maggioranza e opposizione. Gli elettori dei partiti al governo, infatti, esprimono un sostegno esplicito per la riforma.

 

Condivisa da una maggioranza pressoché totale dagli elettori dei Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. Ma sostenuta anche da una larga maggioranza fra coloro che sostengono Forza Italia e la Lega.

 

Il consenso, invece, cala sensibilmente nella base del M5S e, ancor più, del Partito democratico. Questa differenza cresce quando le opinioni sulla riforma del sistema giudiziario vengono considerate in base al giudizio nei confronti del governo guidato da Giorgia Meloni. In questo caso, infatti, la divisione diviene frattura.

 

RIFORMA DEMOS SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

E ciò suggerisce come la questione della giustizia sia divenuta una bandiera per questo governo. E soprattutto per chi lo guida. I magistrati, in altri, termini, interpretano "la parte dell'altra parte". Di coloro, cioè, che si schierano contro questo governo e, anzitutto, contro chi lo dirige. Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio. Che dispone di un gradimento ampio, simile a quello nei confronti dei magistrati.

 

Tuttavia, proprio per questa ragione, allargare questa frattura può essere rischioso per la premier. Perché trasformerebbe i magistrati nel nemico. E ne farebbe un riferimento per quanti ritengono, comunque, la magistratura un polo di aggregazione. [...]

giorgia meloni carlo nordioSONDAGGIO DEMOS CETO MEDIORIFORMA DEMOS SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…