2019torre

''ECCO COME SOGNO IL MIO FUNERALE'' - VIDEO: UNA FOLLA DI AMICI SI È RIUNITA PER DIRE ADDIO A MATTIA TORRE, E LUI AVEVA SCRITTO UN MONOLOGO CON LE ISTRUZIONI: ''I PIÙ RIUSCITI, CHE RIMANGONO IMPRESSI NELLA MEMORIA, SONO QUELLI MOLTO DOLOROSI. IN QUESTO SENSO VA SUBITO ESCLUSO IL FUNERALE CATTOLICO, PERCHÉ…'' - SUL PALCO DECINE DI PERSONE, MASTANDREA, GUZZANTI, ANCHE IL MEDICO CHE L'HA CURATO, CHE SCOPPIA IN LACRIME

 

VIDEO: MASTANDREA NE ''LA LINEA VERTICALE'' CON IL MONOLOGO DI MATTIA TORRE SUL SUO FUNERALE IDEALE

 

 

IL TESTO DEL MONOLOGO:

 

VALERIO MASTANDREA LA LINEA VERTICALE ALTER EGO DI MATTIA TORRE

Appena ho saputo di essere malato, ho subito pensato al mio funerale, ho immaginato come doveva essere: doveva essere molto doloroso. Perché i funerali più riusciti, quelli che rimangono impressi nella memoria, sono quelli molto dolorosi. In questo senso andava subito escluso il funerale cattolico, perché il funerale cattolico non è abbastanza doloroso.

 

Per la maggior parte del tempo non si capisce bene cosa il prete dica, legge dalla Bibbia parabole di dubbia presa sul pubblico, cita a vanvera episodi della sua infanzia, e poi quelle musiche di organo sono distraenti, uno inizia a pensare ai fatti propri e questo è sbagliato, perché i pensieri, le emozioni dei presenti dovrebbero convergere in un unico, straziante dolore.

 

valerio mastandrea francesco piccolo

Niente funerale cattolico quindi, e niente preti. Solo amici commossi che magari raccontino qualcosa sul defunto, qualcosa di intimo, di toccante, aneddoti, aneddoti mirati, sulla persona, sulle sue qualità che ora appaiono superlative, un santo praticamente, aneddoti talmente emozionanti che chi li ha scritti non riesce a leggerli, e scoppia a piangere perché il dolore è troppo forte; oppure anche divertenti, che uniscano cioè allo strazio quella nota comica che rende il dolore ancora più insopportabile – «amava la famiglia, gli amici, lo chardonnay» – e infatti tutti piangono a dirotto, questo è il mio funerale, nessuno che fuma fuori, no, tutti dentro, accalcati, c’è posto per tutti.

 

mattia torre

Perché il funerale perfetto è importante che sia devastante anche fisicamente, devi uscire col mal di testa e la voglia di vomitare. Non devi quasi più avere voglia di vivere dopo un funerale veramente riuscito. Ti deve passare la voglia di stare con gli altri, la fiducia nel futuro, l’inclinazione al lavoro, l’appetito. Mentre dentro tutti continuano a piangere a boati, come se non ci fosse un domani.

 

 

 

L'ULTIMO SALUTO A MATTIA TORRE: DA SORRENTINO A MASTANDREA FOLLA ALLO JOVINELLI DI ROMA

Silvia Fumarola per www.repubblica.it

 

serena dandini

Sullo schermo è Valerio Mastandrea, protagonista di La linea verticale, alter ego di Mattia Torre, a raccontare come dovrà essere il funerale. "Appena ho saputo di essere malato ho subito pensato a come dovesse essere il mio funerale. Niente funerale cattolico, non si capisce mai quello che dice il prete. Solo amici che raccontano qualcosa del defunto. Questo è il mio funerale, voglio tutti dentro, accalcati". Sì, l’addio a Mattia Torre geniale sceneggiatore, autore, scrittore, al teatro Ambra Jovinelli di Roma, è come nella scena che aveva voluto girare. Tante tantissime lacrime, tanto amore, tanti ricordi, tanti amici.

 

sabrina impacciatore

Il produttore Lorenzo Mieli racconta il suo rapporto con Torre ("Per me Mattia era uno che se lo leggevi, volevi anche produrre i suoi sms; volevi far parte della sua famiglia di amici, volevi essere il suo compagno di scuola"). In questo funerale laico scorrono le immagini, le foto, momenti di vita con Fru, Francesca, la moglie, i figli, gli amici, sempre circondato da amici. In tanti sono venuti a salutarlo, mescolati tra il pubblico, le famiglie, Francesco PannofinoSerena DandiniFrancesco Piccolo, l’ex direttore generale della Rai Mario OrfeoMaya Sansa.

pietro sermonti

 

Sul palco i ricordi di Marco Damilano, direttore dell’Espresso, che con Torre fece il servizio civile e da quell’esperienza nacque Piovono mucche, il direttore de La7 Andrea Salerno, che ricorda l’esperienza di Buttafuori, poi Paolo Calabresi, commosso, che racconta l’amico attraverso gli sms. "L’ultimo, poco tempo fa. ‘Dobbiamo brindare’. Gli rispondo: ‘A cosa?’. Mi ha scritto: ‘Poi ci pensiamo’. Quando era ricoverato gli misero in stanza un signore che veniva dal pronto soccorso, mi scrive: ha una faccia pasoliniana, sarà un assassino. Il giorno dopo era pazzo di lui".

 

paolo sorrentino

Sorrentino ricorda gli incontri con Torre e Corrado Guzzanti, “la perfezione del pomeriggio in cui trovavamo qualcosa da far fare a Corrado: un nobile, una vecchia signora russa, un portiere di calcio calabrese ma con l’alluce valgo. Bello bello. Poi non se ne faceva niente. La sera a cena si giocava a Dizionario, si sceglieva una parola sconosciuta per poi trovarne il significato. Era l’insensatezza della sera". Nemici della retorica, tutti e due, "ma tre mesi fa Mattia mi ha scritto: ‘Ti voglio bene’ e ho risposto ‘Anch’io’". Giocare per non parlare della malattia, Serena Dandini dice che "Mattia aveva un talento gigantesco, quello di vivere. Mattia sapeva scrivere così bene perché sapeva vivere ancora meglio".

paolo calabresi

 

Sul palco Vendruscolo, Filippo Ceccarelli, ognuno si porta un ricordo, Geppi Cucciari, protagonista dell’ultimo spettacolo teatrale di Torre, Perfetta, racconta come quattordici anni fa nacque la grande amicizia con Torre e Francesca, la fidanzata che sarebbe diventata la moglie, il punto di riferimento, una donna straordinaria come lui. "Mattia era un trapianto di vita senza paura di rigetto. Io ero lì con un amore appena finito, il loro era un amore appena nato". Torre accoglie, stempera tutto nell’ironia, anche quando parla del laser "che dove colpire il microscopico grumo in testa. Se sbagliano posso scrivere al massimo per Peppa Pig".

 

ninni bruschetta

Il professor Michele Gallucci, che ha seguito Mattia, scoppia in lacrime. A lui è ispirata la figura del primario Zamaglia,  idealizzato nella Linea verticale: "Mi ha fatto vedere come i pazienti vedono il medico" racconta "ho provato la gioia nel vederlo e il dolore nel non vederlo qui. Io ce l’ho messa tutta" dice tra gli applausi che non finiscono più.

 

C’è l’agente di Mattia, Moira Mazzantini, che spiega come fosse profondo lo scambio tra loro, poi Valerio Aprea con una disperata passione racconta come Mattia rilanciasse, rilanciasse sempre. "Andiamo a Montecarlo? Siamo vicini. Eravamo a Capalbio. E lui: dai arriviamo a Livorno, a Genova e ci siamo. Il giorno eravamo a Montecarlo". Nessuno sapeva dirgli di no, perché quell’intelligenza speciale, l’ironia in cui mescolava tutto, dolore vita risate, anche quando era un’impresa impossibile ridere, lo rendevano unico. Poi tocca a Valerio Mastandrea parlare dell’alter ego, ed è straziante. Spiega bene cosa significhi sentirsi un sopravvissuto. "Scompare l’arancione al semaforo, ti lavi solo i denti di sopra: devi tornare a scuola".

max tortora andrea salernocorrado guzzantimattia torrestefano fresigiovanni veronesimax bruno

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...