marco giallini

''NON PORTO L'OROLOGIO? ME LO SONO TOLTO STANOTTE PER FARE L'AMORE'' - GIALLINI ALL'ARREMBAGGIO: ''MI HANNO ASSALTATO 1500 INDIAVOLATE DI TUTTE LE ETÀ HO PRESO IL MICROFONO E LE HO SALUTATE: 'PENSATE SE FOSSI STATO BELLO!' - MASTANDREA, UN FRATELLO, SI OSTINA A FARE IL CINEMA PER SE STESSO E MI DICE: 'FACCIAMO QUESTO FILM' E IO 'MA CHI SE LO VEDE?' QUAL È IL SENSO, VINCERE IL DAVID DI DONATELLO? A ME NON LO DARANNO MAI PERCHÉ… - DOPO LA MORTE DI LOREDANA HO CAPITO CHE MI DOVEVO DARE DA FARE''

 

 

Vittorio Zincone per ''7 - Corriere della Sera''

 

marco giallini (2)

L’automobile nera accosta, si ferma. Il finestrino del conducente si abbassa lentamente. Parte un urlaccio: “Ma voi che cazzo volete? ‘Ndovevate veni’ alle tre? Io fino alle tre sto ‘ncazzato nero”. Chiarisce: “Mo me rode, poi divento un agnellino”. Doppio Binario nella periferia est di Roma con Marco Giallini e con il suo doppio Giallini Marco. Per due ore l’intervistatore, il fotografo e due ragazze che si occupano della comunicazione dell’attore, Rosa e Clara, assistono a una incredibile performance esistenzial-attoriale: un fiume inarrestabile di battute, imprecazioni a sfondo sessuale o religioso, scherzi e bluff verbali.

 

Tutto avvolto in una nuvola dialettale piuttosto colorita (che qui riporteremo solo in parte) e con un alternarsi vorticoso tra due personaggi-personalità: da una parte c’è l’arcinoto Giallini, vincitore di tre nastri d’argento con i film ACAB - All Cops Are Bastards, Tutta colpa di Freud e Perfetti sconosciuti, interprete dell’ultra popolare Rocco Schiavone, del Teribbile in Romanzo Criminale e di Sergej in Buttafuori. Dall’altra c’è Marco, un monumento alla romanità di strada, con virate verso Gasperino il Carbonaro del Marchese del Grillo. 

 

rimetti a noi i nostri debiti claudio santamaria marco giallini 5

Durante l’intervista l’attore si mette anche ai fornelli e mentre prepara un piatto di riso con “quel che c’è” srotola flussi di coscienza con cui intreccia considerazioni sul cinema, sugli chef, sulla musica e sul calcio. Risultano nitide le ragioni per cui uno dei soprannomi amicali di Giallini sia “Dottor Divago”: “Inizio un discorso, lo apro, mi entusiasmo, non lo chiudo e poi, con la stessa frenesia, cambio argomento”. Un esempio: mentre sta scegliendo la bottiglia di vino per il pranzo (“Daje… ‘mbriacamose”), Giallini passa accanto alla porta d’ingresso su cui è appesa una foto di Valerio Mastandrea. Giallini e Mastandrea recitano insieme da più di vent’anni e il secondo è padrino di uno dei figli del primo.

marco giallini (2)

 

Osservando l’immagine di Mastandrea, Giallini parte col flusso: “Guarda che foto di Valerio, cor cappello ‘ntesta, è come un figlio scemo, che faccia! Scherzo eh, è più di un amico, è un fratello, lui si ostina a fare il cinema per se stesso, dice «Marco facciamo questo film» e io «Ma chi se lo vede un film così?», cioè qual è il senso? Vincere il David di Donatello? Hai notato la lama de ‘sto coltello giapponese? A me non lo daranno mai il David, m’hanno candidato dieci volte, è come il Pallone d’oro per Totti! ‘ndostà il limone? Totti ha mangiato dove ora state seduti voi, lui vorrebbe che mio figlio Rocco tornasse a giocare a pallone perché è fortissimo, ma ha smesso dopo che s’è rotto il malleolo”.

 

ALESSANDRO GASSMANN E MARCO GIALLINI IN BEATA IGNORANZA

L’appartamento è gonfio di libri, chitarre, accendini, pennelli, colori sparsi. La camera da letto ha il pavimento che assomiglia ha un quadro di Jackson Pollock. “Ho appena dipinto l’armadio, ti piace?”. Le ante sono decorate con enormi tulipani rossi e uno skyline metropolitano. Impressionismo del terzo millennio. 

Ci sono orologi ovunque, ma non al tuo polso.

“Me lo sono tolto stanotte per fare l’amore”.

Romantico.

“Hai visto l’unico quadro che ho appeso in casa?”.

GIALLINI SCHIAVONE

 

E’ una riproduzione de Il viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, l’emblema del romanticismo. Appoggiato su un divano c’è il vinile della colonna sonora di À bout de souffle di Jean-Luc Godard: “Me lo ha regalato Mastandrea. Senti questa…”. Digita qualcosa sullo smartphone. Da una potente cassa vintage hi-tech parte un pezzo di Lou Doillon, cantante francese. “E’ un’amica. Assaggia ‘sti asparagi”. Passa qualche secondo e sdraaaan… arriva una schitarrata dei Brant Bjork and the Low Desert Punk Band, gruppo metal parecchio duro. Giallini afferra un basso non amplificato e gli va dietro, poi rivolto a me: “Dicevamo?”. Si alza, va in cucina, si rovescia mezza pentola d’acqua sui piedi, sminuzza una cipolla, la mette a soffriggere. “Da dove vogliamo cominciare?”.

 

MARCO GIALLINI

Interviene Rosa, ufficio stampa: “Potreste parlare del film che sta per uscire, Non ci resta che il crimine di Massimiliano Bruno. Io comunque non mangio né la carne né il pesce”. Giallini la guarda come se fosse una marziana. Lei: “Il riso va bene in bianco”. Lui: “In bianco? Dio è morto così”. Segue elogio del film, della sapiente regia di Bruno che ha riprodotto un eccezionale clima anni Settanta e della performance di Edoardo Leo.

 

Nel film c’è anche Alessandro Gassman.

anna ferzetti marco giallini

“Gassman. Mi dovete spiegare perché io devo andare fino a Sanremo per fare promozione al film e lui no. Io mi becco Pippo Baudo e Rovazzi e lui no. Rovazzi… bah. Non ci vado. Scherzo eh, con Gassman ormai siamo una coppia di “fatti”. Nel riso ci metto anche i capperi. Sono di Pantelleria. Con te vorrei parlare del cuore, della gente che non ce l’ha più o che lo usa solo quando non serve”. Clara, l’altra ragazza dell’ufficio stampa, apre la finestra perché stanno tutti fumando. Giallini la ferma: “Perché apri? Apriamo solo quando sarete tutti morti”.

Lui è stato protagonista di fiction tv con ascolti enormi e di pellicole d’autore. Domando: le serie tv stanno facendo scomparire il cinema? Replica: “Credo che sia il contrario”.

marco giallini saluta andrea delogu

 

Che cosa è per te il cinema?

“Lasciamo stare le definizioni alte. Il cinema è ridere e piangere stando accanto a persone che non conosci. E’ ovvio che se stai a casa e stoppi il film per andare a prendere una birra in frigo è un’altra cosa”.

Appunto: con l’avvento delle super serie e di Netflix il cinema in sala sta morendo.

“Muore tutto ciò che è vivo. Bella questa eh. Apriamo ‘sta bottiglia invece di dir cazzate! Stappo questa che vale du’ mijoni. Me costate più de n’asino a pastarelle”.

 

Traduco: stappo questa bottiglia molto cara, mi costate quanto si spenderebbe per nutrire un asino con i pasticcini.

marco giallini

“Me lo diceva sempre mio padre. Lui era di un’altra categoria”.

Il padre di Giallini era operaio in una fornace, appassionato di cinema e battutista eccezionale. L’attore racconta che quando in trattoria il conto gli sembrava eccessivo suo padre chiamava il cameriere e urlava: “Maschiooo, ma che abbiamo rotto qualcosa?”. Lo sketch è finito (casualmente?) anche in “Fate il vostro gioco” ultimo libro di Antonio Manzini con Rocco Schiavone protagonista.

Torniamo al cinema in sala…

“Non vorrei essere retorico…”.

 

Ogni tanto serve.

“E’ un rito. Un concerto. Ridere e piangere avendo accanto chi non conosci ti fa ridere e piangere il doppio. Qualche tempo fa mi sono ritrovato in una sala a vedere Hollywood Party. L’avevo già visto cinque volte, ma avendo vicino una persona che lo vedeva per la prima volta e che si piegava in due dalle risate, mi sono piegato in due anche io. Il cinema è questo: una magia, il buio, la condivisione… Ora si guarda tutto sul cellulare, pure le partite, che manco se vede la palla, e le uniche cose che si condividono sono le proprie foto fatte con la bocca a culo di gallina”.

GIALLINI ROCCO SCHIAVONE

Tu sei molto attivo sui social network?

“E perché dovrei?”.

Hai mai recitato in uno spot pubblicitario?

“No”.

 

Cinepanettoni?

“Nemmeno. Stimo i Vanzina ma non è roba mia. Quando non avrò più lavoro proverò a doppiare”. 

Comincia a imitare Giancarlo Giannini che doppia Al Pacino.

Sei un cultore delle attuali serie tv americane?

“Negli anni passati ho visto volentieri Happy Days… poi sono passato a Orzowei… Ahahah. In realtà non me ne frega niente di niente. Non mi appassiona nulla”.

Sopra un armadio, accanto a una miniatura che riproduce la star del rock Iggy Pop, c’è una statuetta con le sembianze di Walter White, il personaggio protagonista di Breaking Bad, serie cult americana. La indico. Giallini: “Ho tutti i dvd, li ho visti sei volte”.

Marco Giallini

 

Ma come… Hai appena detto: “Non me ne frega niente di niente”.

marco giallini medium

“E ti pare che ti dico la verità? A te mica interessa. O Re de’ re / tradito da un tuo fedel / dagli altri abbandonato / vengo alla pace tua: l’anima stanca accogli”.

Che cosa è?

“L’Adelchi”.

L’hai recitato ai tuoi esordi in teatro con Arnoldo Foà.

“E i miei amici del quartiere che mi venivano a vedere o s’addormentavano o restavano a bocca aperta: “Ma questo ndo’ ha imparato?”. Ecco, mangiando sta tornando l’amore. Va meglio”.

Marco Giallini

 

Giallini vive una piccola e improvvisa metamorfosi: cala il numero di improperi, resta una sana ruvidità divertita, ma il clima dell’intervista cambia. Scambia due battute col fotografo sulle sue tre moto, tutte e tre in riparazione, e racconta la dinamica dell’incidente con cui una decina di anni fa ha rischiato seriamente la vita: “Colpa mia, correvo troppo”.

 

Prima di fare l’attore hai fatto l’imbianchino e il trasportatore di bibite. La svolta della tua carriera? 

“Dopo una ventina di pellicole con ruoli minori, la svolta sono stati i primi film da protagonista. E poi diciamo che in seguito alla morte di Loredana è come se avessi deciso che mi dovevo dare da fare”.

marco giallini in una scena del nel quarto episodio di romanzo criminale la serie

Loredana era la moglie di Giallini. Non c’è più dal 2011. Durante tutta la nostra conversazione è abbastanza presente. A un certo punto, riferendosi alle persone che ti vengono a mancare all’improvviso, Giallini dice: “Non ci si può lamentare se poi uno sta spesso sopra le righe”. 

 

Marco Giallini

Arrivati alla grappa, cominciamo a parlare delle fan che lo tampinano: “A Mantova, durante un evento per la fiction Rocco Schiavone, sono intervenuti i carabinieri. Mi hanno messo in guardia perché c’erano millecinquecento indiavolate di tutte le età. Io ho preso il microfono e le ho salutate: «Pensate se fossi stato pure bello!». Credo che i ruoli che ho interpretato abbiano molto influito sul mio successo tra le donne. Tutta colpa di Freud, Schiavone… Richard Gere diceva: «Se John Travolta non avesse rinunciato a interpretare American Gigolò e Ufficiale e gentiluomo girerei ancora ruoli secondari e non mi noterebbe nessuno»”.

MARCO GIALLINI IN POSTI IN PIEDI IN PARADISO

 

Hai esordito in teatro, ma ne fai poco.

“Non ho quell’urgenza del contatto con il pubblico… Ammiro chi ce l’ha”.

Chi ammiri davvero tra i tuoi colleghi?

“Toni Servillo. Attore enorme, uno dei tre più grandi”.

Gli altri due?

“Pierfrancesco Favino. E dato che non posso dire Valerio, che è un fratello, aggiungo Massimiliano Gallo, l’ho appena conosciuto sul set di Villetta con ospiti”.

 

Il film di Ivano Di Matteo.

Marco Giallini

“Una delle esperienze più belle della mia vita. Ivano fa il cinema col cuore, è una grande persona”.

Hai appena girato anche l’ultimo film di Simone Spada Domani è un altro giorno al fianco di Mastandrea.

“Bello. Sembra che sia un capolavoro”.

Sembra?

“Non rivedo mai le cose che giro. Mai fatto. Mi vergogno di tutto”.

 

tre tocchi argentero santamaria giallini

Non ci credo, ma non approfondisco. Interrompiamo la conversazione per spostarci nella sala prove che Giallini ha appena allestito nel garage sotto casa. Passiamo per una terrazza da cui, in lontananza, si vede tutta Roma. Al piano di sotto incontriamo i figli: Rocco di 20 anni e Diego di 13. Rocco ci accompagna. Il padre: “Rocco alla chitarra è un mostro”. Giallini si piazza alla batteria. E’ evidente che passerebbe volentieri tutta la giornata lì, seduto a duettare col primogenito.

E’ vero che fai pochissimi provini?

“Li faccio solo se sono innamorato di un ruolo”.

Ci sono ruoli troppo cattivi, viscidi o cruenti che non interpreteresti mai?

“No”. 

 

Già. Sei stato il Teribbile in Romanzo criminale.

LORO CHI - MARCO GIALLINI E EDOARDO LEO

“E considero stupide le polemiche sul rischio di emulazione dei personaggi negativi. Se uno prende una pistola non è per colpa di un film. Si fanno polemiche molto ipocrite. A me hanno rotto le palle perché Rocco Schiavone si fa le canne. Cioè, è pieno di gente che prima pippa cocaina e poi alza il dito per giudicare una canna”.

Ti è mai successo di andare al cinema e di desiderare di interpretare un ruolo a cui stavi assistendo?

“No. Se non ci casco, se non credo a quello che vedo, me ne vado proprio. Quando guardo un film non mi metto a pensare alle inquadrature, alle intonazioni, ai carrelli… Lo diceva anche Federico Fellini: se davanti a una pellicola ti viene da pensare a queste cose, vuol dire che il film è sbagliato”.

LORO CHI - MARCO GIALLINI E EDOARDO LEOmarco giallini 1giallini verdone favinomarco giallini 3marco giallini favinomarco giallini infiltratomarco giallini mastandrea l odore della nottemarco giallini (2)marco giallini con la compagna stellamarco giallini odore della nottemarco giallini posti in piedi in paradisomarco giallini buttafuorimarco giallini favino marco giallini i fobicigiallini verdonel odore della notte

 

Ultimi Dagoreport

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI È SOLA INSIEME A QUEL PUZZONE DI ORBAN A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO - NEL MENTRE, A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…