1. ABBIAMO TRADOTTO LA RISPOSTA DI BELLANAPOLI ALL’INUTILE BERTINOTTI, CHE LO AVEVA ACCUSATO DI AVER “CONGELATO” E “IMPEDITO” LA “LIBERA DIALETTICA DEMOCRATICA” SALVANDO IL GOVERNINO DI LETTAENRICO SULLO SCADALO KAZAKO: “ITALIANI! IN QUALITÀ DI SOVRANO SOSTENUTO DALLE MIGLIORI DEMOCRAZIE FINANZIARIE DEL PIANETA, HO TUTTO IL POTERE DI RICORDARE A VOI E ALLA GENTAGLIA CHE ELEGGETE DA QUARANT’ANNI CHE SE FATE CADERE LETTA ENRICO NESSUNO CI PRESTERÀ PIÙ SOLDI, LE BANCHE STRANIERE SE NE ANDRANNO E VOI PIOMBERETE NELLA POVERTÀ” 2. “RIVELAZIONE” POST-DATATA SUL GOVERNO DEL RIGOR MONTIS DI DON FLEBUCCIO DE BORTOLI: “L’EPISODIO È INEDITO MA, NELLE ORE PIÙ DRAMMATICHE DI QUEL TARDO AUTUNNO, UN DECRETO DI CHIUSURA DEI MERCATI FINANZIARI ERA STATO GIÀ SCRITTO D’INTESA CON LA BANCA D’ITALIA. QUEL DECRETO RIMASE IN CASSAFORTE – E SPERIAMO CHE VI RESTI PER SEMPRE -, MA VI FU UN MOMENTO NEL QUALE TEMEVAMO DI NON POTER COLLOCARE SUL MERCATO TITOLI DEL DEBITO PUBBLICO”. SI PREPARA LO STESSO AUTUNNO?

a cura di Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota)

1 - SILENZIO, PARLA RE GIORGIO
Bellanapoli risponde per lettera all'inutile Bertinotti, che lo aveva accusato di aver "congelato" e "impedito" la "libera dialettica democratica" salvando il governino di Lettaenrico sullo scadalo kazako. Re Giorgio sostiene sul Corrierone che "il Parlamento è libero, in ogni momento, di votare la sfiducia al governo Letta. Ma il presidente ha il dovere di mettere in guardia il Paese e le forze politiche rispetto ai rischi e contraccolpi assai gravi, in primo luogo sotto il profilo economico e sociale, che un'ulteriore destabilizzazione e incertezza del quadro politico-istituzionale comporterebbe per l'Italia" (p. 32).

Traduzione per il popolo bue: "Italiani! Quella banda di inutili che avete spedito in Parlamento avrà anche il diritto di far cadere il governo che io ho scelto per voi, ammesso che poi abbiano la certezza di ritrovare un seggio. Ma in qualità di sovrano sostenuto dalle migliori democrazie finanziarie del pianeta, ho tutto il potere di ricordare a voi e alla gentaglia che eleggete da quarant'anni che se fate cadere Letta Enrico nessuno ci presterà più soldi, le banche straniere se ne andranno e voi piomberete nella povertà".

Don Flebuccio de Bortoli, insieme alla lettera del Sovrano, riceve probabilmente anche la seguente "rivelazione" post-datata sul governo del Rigor Montis: "L'episodio è inedito ma, nelle ore più drammatiche di quel tardo autunno, un decreto di chiusura dei mercati finanziari era stato già scritto d'intesa con la Banca d'Italia. Quel decreto rimase in cassaforte - e speriamo che vi resti per sempre -, ma vi fu un momento nel quale temevamo di non poter collocare sul mercato titoli del debito pubblico" (Corriere, p. 1). Si prepara lo stesso autunno?

2 - NON FA SOSTA LA SUPPOSTA (E LE TASSE LE PAGANO I COGLIONI)
Il bene della Patria, dunque, passerebbe per la sua autonomia finanziaria. Per il Cetriolo Quotidiano, servirà la solita manovra correttiva, altro che pressing del Banana su Imu e Iva: "Pil, il governo taglia le stime ma nasconde buco e manovra. Con la recessione a -1,9% mancano cinque miliardi, 15 con Imu, Iva e spese da finanziare. Il Tesoro riscrive i conti pubblici (peggio del previsto), ma li terrà per sé fino a settembre. Si va verso un autunno di cattive sorprese" (p. 5).

Cinque miliardi si troverebbero in un baleno se non fossimo nella patria dell'evasione e dell'elusione fiscali. L'ultima inchiesta della procura di Roma ce lo ricorda: "Riciclaggio fra Italia e San Marino con i miliardi di manager e vip. Sette mediatori verso il processo. Per ora nessuna accusa ai clienti" (Stampa, p. 17). Un giro da un miliardo di euro all'anno, tra le "vittime" Zucchero (400.000 euro), Antonio Berloni (6.700.000), il papà di Valentino Rossi (4.500.000) e il patron di Uliveto-Rocchetta, Niquesa De Simone (6.400.000). Non male anche questa: "Sawiris, il Fisco indaga sull'evasione da 57 milioni. Wind si difende: ‘Siamo estranei'. Nel 2009 l'allora socio del gruppo italiano non avrebbe pagato le tasse" (Stampa, p. 25).

Poi passano D&G, molto offesi per una condanna in primo grado in un processo tributario (400 milioni di multa), e chiedono aiuto ai giornaloni che imbottiscono di pubblicità. Sul Corriere (p. 23), i due stilisti minacciano: "Non ci stiamo nella parte dei ladroni. Se ci fanno quella multa chiudiamo". Stefano e lo scontro con l'assessore milanese: ‘Perché ci ha tirato in ballo? Stavo così male che al mare mi sono ustionato con la protezione 50". Cielo, che disdetta!

Penosa la linea difensiva di Gabbana: "Noi sappiamo fare vestiti. Vogliamo fare vestiti. E invece siamo stati tirati in mezzo in una storia complicatissima di commi e codicilli". Patetica quella di Dolce: "Non è solo per noi. E' per l'azienda. Parliamo di migliaia di persone, con l'indotto. L'altro giorno ho dovuto incoraggiare io delle sartine. Erano sconvolte" . E perché hanno venduto il marchio in Lussemburgo? Risposta come neppure il Banana: "Scusi, ma noi siamo un marchio mondiale". Identica intervista-doppia su Repubblica ("Amiamo Milano e l'Italia, chiediamo solo rispetto", p. 18), solo un po' meno brillante: erano stanchi e avevano finito le creme.

3 - LINGOTTI IN FUGA
Minacce anche dalla banda Marpionne: "Fiat limita la libertà'. Il Lingotto: reagiremo. Caso Fiom, le motivazioni della Consulta: vulnus al sindacato" (Repubblica, p. 1). Ma la domanda è: chi deve reagire a chi? Poi, quando apri il Foglio e leggi: "Iveco ha sede legale ad Amsterdam, domicilio fiscale a Londra, quartier generale operativo in Illinois, cuore finanziario a Wall Street", si capisce che qualunque reazione è comunque tardiva.

A proposito, oggi Illustrato Fiat apre così: "Svolta sui contratti flessibili'' e ci ficca dentro un po' di tutto. Compresa un'intervista all'indimenticabile Saccon Sacconi che si lamenta pure: "E' ancora poco, lo schema va esteso a chiunque partecipi all'evento dell'Expo 2015" (p. 2). Esprimiamo fin da ora la nostra piena solidarietà ai giornalisti della Stampa per quando chiederanno loro di essere "flessibili" nell'open space, con un'inclinazione fino a un multiplo di tre.

4 - CAINANI AMARI
Mentre Renatino Brunetta minaccia le elezioni in ottobre in caso di condanna del suo Principale (Messaggero, p. 8), Il Giornale di Paolino Berluschino parte con il conto alla rovescia in prima pagina: "La sentenza Berlusconi -6. Prepariamoci all'ultimo ricatto". Allessandro Sallustioni scrive: "A dirla tutta, secondo il pensare più diffuso, la scelta non sarà tra conferma o no della condanna come dovrebbe essere, ma solo tra condanna subito e a settembre in base a complicati cavilli procedurali e scelte di opportunità". Temiamo che abbia ragione.

5 - ULTIME DA KAZAKILANDIA
Corriere: "La linea della Farnesina: Shalabayeva deve avere libertà di movimento. Nota del governo di Astana: l'espulsione è stata decisa dall'Italia" (p. 8). Fanno quello che vogliono a casa nostra e poi ci pigliano pure per i fondelli. Invece sul Cetriolo c'è un'istruttiva intervista al ministro della Repubblica Centraficana: "Parola di ministro, il passaporto della Shalabayeva è buono (...) Che non sia stato riconosciuto, questo non è per nulla normale. Avvertimmo Roma inutilmente" (p. 2). Roma? Ma la nostra capitale è tra Arcore e Astana.

6 - REPETITA IUVANT
La Repubblica delle idee (copiate) s'inalbera sulla giustizia e spara una gran prima pagina: "Voto di scambio, la rivolta dei pm. Scontro sulla legge: ‘A rischio i processi di mafia". Segue imperdibile Savianata dal sobrio titolo "Proteggere la democrazia". In effetti sul Corriere di ieri c'era un allarmante pezzo del professor Luigi Ferrarella ("Nuova legge sul voto di scambio, buoni propositi ma effetti dubbi", p. 27).

7 - LIGRESTOS MON AMOUR
Su Affari&Sfiganza di Repubblica, Alberto Statera aveva scritto lunedì che la Consob propiziò "il salvataggio della Fonsai sull'orlo del fallimento senza un'offerta pubblico di acquisto" e che sarebbe apparsa "garante dei predoni". Il novarese Vago Vegas si offende e sostiene che il gruppo era in grave crisi e quindi il salvatore rosso di Unipol aveva diritto all'esenzione dall'obbligo di Opa.

Inoltre, la Consob come sempre avrebbe fatto tutto il suo dovere per vigilare. Rispostina di Statera: "Lasciamo il presidente Vegas a cullarsi nel proprio autocompiacimento e nella fallace persuasione dell'efficienza della Consob. La pensano diversamente decine di migliaia di piccoli azionisti e anche qualche suo collega all'interno della Commissione" (Repubblica, p. 22). Intanto, magistrati dal volto umano a Torino: "Jonella Ligresti, interrogatorio di 4 ore. In procura incontra fidanzato e figlia" (Repubblica, p. 22).

8 - IL RITORNO (ECONOMICO) DELLA POLITICA
Interessante notiziola sulla Stampa: "La Casaleggio di nuovo in utile. ‘E nel 2013 ci svilupperemo'. La curiosità: nel bilancio restano 38 euro di titoli Telecom Italia e 28 euro depositati presso Bancoposta" (p. 9).

9 - AGENZIA MASTIKAZZI ROYAL
Siate grati al Corriere per questo articolo: "I Middleton presentissimi. Il ruolo di Nonna Carole (e zia Pippa è in agguato). Fianco a fianco alla famiglia reale" (p. 15). E siate grati a Repubblica che si è ripresa Conciata De Gregorio dopo i fasti dell'Unità: "I bellissimi duchi di Cambridge si amano con evidenza e basterebbe questo a dire dell'incanto collettivo che i gesti semplici e dettati dall'amore esercitano sulle moltitudini" ("Il potere del sorriso, p. 1). Grandissima Jena: "E' strano che ancora nessuno del Pd abbia candidato il royal baby" (Stampa, p. 3).

10 - SANREMO VIOLENTA
"Calci a clochard, sindaco sotto accusa. Sanremo, Zoccarato nella bufera. Faraldi, Pd: ‘Ti ho visto, avrei dovuto attaccarti a un muro'. Esplode la polemica su Facebook, dure critiche anche dal centrodestra. La linea di difesa: "Ho solo spostato il suo cestino con il piede" (Secolo XIX, p. 9). Non voleva pestargli l'incasso di giornata.

11 - BUONE NOTIZIE
"Il Wi-Fi pubblico torna libero. Tagliati i fondi alla banda larga. Sparisce l'obbligo di identificazione personale degli utenti" (Stampa, p. 4). Con tanti saluti a quel genio dell'ex ministro Pisanu. Speriamo sia volta la buona per entrare in Europa.

12 - CHAPEAU!
Parla il ministro dell'Istruzione, (Mozzarella in) Carrozza: "No ai compiti d'estate, meglio leggere i libri" (Messaggero, p. 11).
colinward@autistici.org

 

 

 

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