lamborghini l uomo e la leggenda

ARRIVA IL FILM SU LAMBORGHINI (MA NON SI PARLA DELLE CHIAPPE DI ELETTRA) - ALLA FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA È STATO PRESENTATO IL "BIOPIC" DI FERRUCCIO LAMBORGHINI, IL PADRE DEL CELEBRE MARCHIO AUTOMOBILISTICO - IL FILM RACCONTA LA SUA ASCESA, DA FIGLIO DI AGRICOLTORI A INDUSTRIALE DI FAMA MONDIALE - GLI EPISODI CHIAVE DELLA SUA VITA: DAL RITORNO DALLA SECONDA GUERRA MONDIALE, QUANDO INIZIÒ A PROGETTARE MACCHINE AGRICOLE, ALL'IDEA DI COSTRUIRE AUTO SPORTIVE DOPO UNA DISCUSSIONE CON ENZO FERRARI… - VIDEO

Pedro Armocida per “il Giornale”

 

lamborghini l uomo e la leggenda 8

Ieri, giorno di chiusura della 17esima Festa del cinema di Roma, anche se, curiosamente, la premiazione vera e propria è avvenuta sabato e ancora oggi ci sono delle proiezioni ufficiali, nella sezione Alice nella città maggiormente rivolta ai più giovani, è stato presentato un mito italiano diventato film: Ferruccio Lamborghini, il fondatore del celebre marchio automobilistico. Lamborghini, diretto da Bobby Moresco, premio Oscar con Paul Haggis per la sceneggiatura di Crash, e tratto dal libro Ferruccio Lamborghini.

 

lamborghini l uomo e la leggenda 5

La storia ufficiale (Minerva Edizioni), uno dei cinque scritti sul padre da Tonino Lamborghini, arriverà su Prime Video a gennaio del prossimo anno. In poco più di un'ora e mezza Bobby Moresco riesce a ripercorrere la vita e il genio applicato alle macchine di Ferruccio Lamborghini, nato a Renazzo, nel comune di Cento (Ferrara) nel 1916, che, appena tornato dalla Seconda guerra mondiale, inizia a progettare delle macchine agricole nel film vediamo il primo modello Carioca, un ibrido ante litteram con due serbatoi facendo diventare in pochi anni la Lamborghini Trattori, che aveva già il toro, suo segno zodiacale, come marchio, una delle più importanti aziende costruttrici italiane.

lamborghini l uomo e la leggenda 4

 

Amante delle auto sportive, dopo un confronto con Enzo Ferrari (nel film è Gabriel Byrne), rimasto leggendario, Lamborghini, interpretato dall'attore italo-americano Frank Grillo, agli inizi degli anni Sessanta inizia a produrre auto da corsa in proprio ottenendo un grandissimo successo con il mitico modello Miura: «È storia nota racconta il regista che ci sia stato quell'incontro tra questi due giganti della industria automobilistica mondiale. Ne hanno scritto in tanti ma la verità è che non c'erano testimoni e dunque nessuno sa che cosa si sono detti. Mi sono documentato tantissimo e ho comunque cercato di immaginare il loro dialogo che, anche se era tra due geni, per me era, prima di tutto, tra due esseri umani».

 

lamborghini l uomo e la leggenda 2

Per far capire di che cosa stiamo parlando, anche se le Lamborghini sono nell'immaginario collettivo, la produzione del film, Lambo Film, con quella esecutiva di Ilbe (la casa di produzione di Andrea Iervolino e Lady Monika Bacardi che curiosamente sta lavorando anche nel film su Ferrari diretto quest' estate da Michael Mann), e Notorious Pictures con la collaborazione di Prime Video, hanno portato alla serata di gala di presentazione otto auto d'epoca con, in testa, la famosa Lamborghini della Polizia di Stato, tutte precedute da un trattore Lamborghini.

lamborghini l uomo e la leggenda 18

 

Un colpo d'occhio che ha trasformato Via della Conciliazione nell'hollywoodiano Sunset Boulevard: «Io vivo a Hollywood racconta il protagonista Frank Grillo, padre calabrese e mamma napoletana dove è pieno di Lamborghini molto più che di Ferrari. Nell'interpretare Ferruccio Lamborghini ho cercato di capirlo sia come imprenditore che come uomo, per restituire quella scintilla che lo spingeva a essere geniale».

 

lamborghini l uomo e la leggenda 17

Certo, come ricostruisce il regista, «l'ascesa di Ferruccio Lamborghini da figlio di agricoltori a industriale di fama mondiale ha coinciso con il cambiamento dell'Italia del dopoguerra da nazione agricola a nazione industriale, è stato un periodo affascinante ed emozionante», ma l'altra realtà è che stiamo celebrando un mito italiano di proprietà, dal 1998, della tedesca Audi.

 

lamborghini l uomo e la leggenda 16

Alla conferenza stampa di presentazione c'era anche Tony Renis, sue due canzoni nel film rimasterizzate per l'occasione, che era molto amico di Ferruccio Lamborghini, morto nel 1993, e appare in un cameo: «Quando mi esibivo negli anni Sessanta nelle balere dell'Emilia Romagna lui veniva a sentirmi, era un mio ammiratore. Ho accettato subito di apparire e ho contribuito a trovare chi mi potesse interpretare da giovane. Stavo al telefono con il mio amico Gianni Morandi dicendogli che non trovavo un me per il film e lui mi ha consigliato suo nipote Giovanni, figlio di Biagio Antonacci».

lamborghini l uomo e la leggenda 15lamborghini l uomo e la leggenda 14FERRUCCIO LAMBORGHINIlamborghini l uomo e la leggenda 10lamborghini l uomo e la leggenda 12lamborghini l uomo e la leggenda 1lamborghini l uomo e la leggenda 13lamborghini l uomo e la leggenda 11lamborghini l uomo e la leggenda 6lamborghini l uomo e la leggenda 7lamborghini l uomo e la leggenda 9lamborghini l uomo e la leggenda 3

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…