pittori di cinema

ARRIVA IN LIBRERIA “PITTORI DI CINEMA” CON LA VITA E LE OPERE DEI PIU’ GRANDI ILLUSTRATORI ITALIANI: 500 IMMAGINI PER SCOPRIRE L’ETA’ DELL’ORO DELLE LOCANDINE D’ARTISTA CHE HANNO FATTO GRANDE IL CINEMA ITALIANO - SEPOLTI DALLA POLVERE E INGIALLITI, QUESTI MANIFESTI SONO TORNATI DI MODA NEGLI ANNI '90 CON LA RISCOPERTA DELL'EASY LISTENING

silvano campeggi

Luca Beatrice per “il Giornale”

 

Una meraviglia. Per chi ha più di cinquant' anni sembra di sfogliare l' album dei ricordi dell' infanzia. Per i più giovani, invece, la riscoperta ha il sapore vintage a tempo di lounge e cocktail music. Esce nei prossimi giorni Pittori di cinema, volume di 432 pagine con oltre 500 illustrazioni, scritto da Maurizio Baroni, studioso e collezionista di oltre 28mila manifesti, edito da Lazy Dog Press e disegnato da Bunker.

 

pittori di cinema

È il racconto, per immagini e testi, di un fenomeno tutto italiano, cominciato negli anni '50 e durato per almeno due decenni, l' età dell' oro della settima arte, destinata temo a durare meno della pittura o della poesia, quando in provincia e nei quartieri di periferia c' erano tante piccole sale cinematografiche, le terze visioni e le parrocchie, perché solo in pochi potevano permettersi di arrivare in centro e gustarsi i film appena usciti.

pittori di cinema

 

Ai non cultori della materia i nomi di questi specialisti potrebbero non dire molto, a parte forse Giuliano Geleng, noto anche come pittore e molto amato da Federico Fellini (suo il manifesto di Amarcord dal curioso formato orizzontale). I cinefili invece sanno che le figure disegnate, molto più del manifesto fotografico spesso piatto e banale, risultavano spesso decisive nella scelta di un film. Doveva intrigare il pubblico con una sola immagine, «beccare» subito il centro della narrazione distribuendo gli elementi giusti presi dalla cultura popolare di genere ma anche dall' arte alta, dal Liberty a Toulouse-Lautrec, dalla Bauhaus alla Pop.

pittori di cinema

 

Sono storie avvincenti di piccoli geni, come quello burbero, intollerante, gran fumatore, di Sandro Symeoni di cui resta memorabile il litigio con Andy Warhol che pretendeva di appropriarsi, firmandolo, del suo disegno per Trash di Paul Morissey. A questo leggendario autore ferrarese, che citava Saul Bass e cercava di eludere la censura rappresentando I racconti di Canterbury di Pasolini, si devono autentici capolavori, i manifesti per L' occhio nel labirinto di Mario Cajano e Grazie zia di Salvatore Samperi.

pittori di cinema

 

E proprio tra i bmovies, le commedie all' italiana, troviamo alcuni gioielli che meriterebbero posto in una qualche sala museale: come non citare Lo strangolatore di Boston del 1966, disegnato da Giuliano Nistri, o il più noto Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica (1963), opera di Arnaldo Putzu.

 

pittori di cinema

Sepolti dalla polvere e ingialliti, questi manifesti sono tornati di moda negli anni '90 con la riscoperta dell' Easy Listening e delle colonne sonore di Armando Trovajoli, Piero Umiliani, Piero Piccioni, Luis Bacalov ed Ennio Morricone, utilizzate nelle commedie sexy e in quei sottogeneri più oscuri i famigerati Mondo movies e Snuff - di cui gli italiani erano specialisti. Oltre alle immagini, il lettering così audace e sperimentale aveva la sua importanza, rivoluzionando l' impostazione della pagina.

pittori di cinema

 

I pittori di cinema hanno mescolato sapienza accademica a pura invenzione. Talmente bravi da essere chiamati a illustrare i film hollywoodiani. Manfredo Acerbo, che guarda all' espressionismo, passa dagli italianissimi Europa di notte e il Dio serpente ai bozzetti americani di Vera Cruz (Robert Aldrich), di diversi autori europei (Truffaut, Bunuel) fino alle commedie musicali dei Beatles. Tino Avelli lavora con Altman, Cimino, Ken Russel e per il David Bowie de L' uomo che cadde sulla terra.

 

Anselmo Ballestrer, nato a fine 800, fu il capostipite della pittura di cinema, fin dal mitico Ombre rosse di John Ford (1939), quindi le versioni italiane di diversi Chaplin, Hitchcock, Lang, Welles e dell' iconografia machista di Marlon Brando in Fronte del porto. Decisamente più delicato l' acquarello di Ercole Brini, autore del manifesto di Colazione da Tiffany che tanto ha contribuito al successo dell' immagine di Audrey Hepburn secondo Truman Capote, nonché di una tra le tante versioni del bacio tra Rhett Butler e Scarlett O' Hara in Via col vento.

pittori di cinema

 

Ogni pittore è una storia che si potrebbe raccontare ancora tante volte rimpiangendo quella materia di celluloide così preziosa e nostalgica. Tra le invenzioni per Un americano a Parigi con Gene Kelly che balla sullo sfondo geometrico alla Mondrian e Diabolik, horror italiano firmato Mario Bava, spicca il lavoro di Mario De Berardinis, morto prematuramente, e i suoi disegni per Addio, fratello crudele di Giuseppe Patroni Griffi (un capolavoro assimilabile a un fregio di Sartorio), per Banditi a Milano di Lizzani e Suspiria di Dario Argento.

il conformista di piero ermanno iaia

 

Scrive Alessandra Cesselon, storica del cinema e figlia di Angelo che «i pittori di cinema hanno prodotto un patrimonio ricco e variegato di opere, un corpus importante che apre nuove interessanti prospettive per una straordinaria opportunità di rilettura ampliata dei panorami finora tracciati della storia dell' arte del '900 italiano».

 

i delfini di manno dantea qualcuno piace caldo di giorgio olivettiPITTORI DI CINEMAi vitelloni di enrico de seta

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”