lorenzetto big

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! - NEL SUPPLEMENTO DEL "SOLE 24 ORE" SI LEGGE: "CHE BARBA, CHE NOIA, DIREBBE FRANCA VALERI". MA CHE COSA GUARDAVANO IN TV? ERA IL REFRAIN DI SANDRA MONDAINI NEGLI SKETCH CON IL MARITO RAIMONDO VIANELLO - SUL "MESSAGGERO": "LA CGIL E LA CISAL INDUCONO UNO SCIOPERO". C’È L’INDUZIONE ALLA PROSTITUZIONE E QUELLA ALL’ASTENSIONE DAL LAVORO?

“Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto da “Anteprima. La spremuta dei giornali di Giorgio Dell’Arti” e pubblicato da “Italia Oggi

(http://www.stefanolorenzetto.it/telex.htm)

 

franca valeri

Incipit della rubrica Mephisto Waltz, compilata su Domenica, supplemento culturale del Sole 24 Ore, da un commentatore che si cela dietro questo nom de plume: «Nell’improvvisa rovente calura – si va a nanna d’inverno e il mattino dopo ci si trova in piena estate, addio mezze stagioni d’antan, che barba, che noia, direbbe Franca Valeri – Mephisto si tormenta in preda a una ossessione del dubbio quasi patologica».

 

raimondo vianello sandra mondaini

Ma che cosa guardava in tv, da giovane, il coltissimo Mephisto Waltz? «Che barba, che noia» era il refrain di Sandra Mondaini negli sketch con il marito Raimondo Vianello, non di Franca Valeri.

 

Subito dopo, l’ignoto estensore fa sfoggio della sua erudizione con una citazione dal De caelo di Aristotele e aggiunge: «Ma già tre secoli prima Ovidio (45 a.C. - 18 d.C.) sentenziava...». Peccato che Ovidio sia vissuto tre secoli dopo Aristotele, essendo quest’ultimo nato nel 384 avanti Cristo e morto nel 322.

 

***

 

marcello foa foto di bacco

Intervistando sulla Verità il presidente uscente della Rai, Marcello Foa, il giornalista Giorgio Gandola gli fa pronunciare la seguente frase: «Pensare di cambiare un’azienda con 13.000 dipendenti e circa 2,7 miliardi di ricavi in tre anni è un’illusione».

 

In un triennio i ricavi della Rai ammontano a 2,7 miliardi? Oppure è un’illusione cambiare in tre anni un’azienda? Considerato che il mandato di Foa cominciò nel 2018, dovrebbe essere valida la seconda ipotesi.

 

Ma allora bisognava rispettare la sintassi nel riferire il pensiero dell’intervistato (che peraltro sa esprimersi in un italiano eccellente): «È un’illusione pensare di cambiare in tre anni un’azienda con 13.000 dipendenti e circa 2,7 miliardi di ricavi».

 

***

 

li ying e la compagna

Didascalia apparsa sul Corriere della Sera: «Li Ying, 28 anni, stella della nazionale femminile di calcio e la sua fidanzata Chen Leilei, influencer professionista. Le due ragazze stanno insieme a 1 anno». Precocissime.

 

***

 

nicola gratteri a otto e mezzo 3

Renitente alla distinzione fra accenti acuti e accenti gravi, il plurirecidivo Fatto Quotidiano titola così un’intervista del direttore Marco Travaglio al magistrato Nicola Gratteri: «Macchè processi più brevi: è un’amnistia che li getta al macero».

 

Inutile precisare che si scrive macché. Fa di peggio Il Tempo, che in prima pagina titola in questo modo un pezzo di Francesco Storace: «Cosi ripartiamo. Grazie azzurri». Così va il mondo, e il giornalismo con esso.

 

***

 

giuseppe conte in versione tennista 2

Dal titolo di apertura sulla prima pagina del Giornale: «Dossier interni su Giuseppi, è giallo». Ittero?

 

***

 

Mario Ajello parla sul Messaggero dei trascorsi del nuovo amministratore delegato della Rai designato dal premier Mario Draghi: «A poche ore dalla prima della Bohème a Caracalla, la Cgil e la Cisal inducono uno sciopero». C’è l’induzione alla prostituzione e quella all’astensione dal lavoro?

 

mario draghi all accademia dei lincei

Più avanti cita «il prossimo Cda già indebolito prima che nasca dallo strapotere del premier e dei suoi emissari». Quindi lo strapotere del premier e dei suoi emissari avrebbe portato alla nascita del nuovo Cda? No? Allora il periodo andava formulato così: «Il prossimo Cda indebolito dallo strapotere del premier e dei suoi emissari già prima che nasca».

 

Infine Ajello scrive: «C’è da disboscare testate, direzioni, doppioni, pletore di strutture inutili e costose». Vabbè che esiste la costruzione a senso, ma con quattro soggetti era preferibile il verbo al plurale, ci sono, come insegna Giovanni Verga ne I Malavoglia: «Correndo dietro a tutti gli uomini che c’erano da maritare nel paese».

 

***

 

giuseppe conte vs beppe grillo meme

Titolo da Italia Oggi: «Conte riserva a tutto il potere». Errore. Il pronome personale ha l’accento acuto, non grave.

 

***

 

hakan calhanoglu

«Maglietta beige e pugnetta al dottore: l’arrivo di Calha alle visite mediche», annuncia il sito della Gazzetta dello Sport. «Honni soit qui mal y pense»: Hakan Calhanoglu, centrocampista dell’Inter e della nazionale turca, si è limitato a salutare il medico nerazzurro con l’igienico (forse), ma molto stupido, pugno contro pugno, che in tempi di pandemia sostituisce la stretta di mano.

 

***

 

ENRICO LETTA VOTA ALLE PRIMARIE PER ROMA 1

Titoli da un’unica pagina di Avvenire: «Il “nuovo Conte” non piace a Letta». «Dal Daesh nuove minacce». «“Nuovi diritti” che dividono il Paese?». Altre novità?

 

***

 

il video dello scontro sul garda 8

Titolo dalla Verità: «Nell’incidente morti due fidanzati. Incidente sul lago di Garda, arrestato il pilota tedesco del motoscafo». Abbiamo capito: si è trattato di un incidente. Testo: «È stato arrestato il 52enne che era alla guida del motoscafo che sabato 19 gennaio ha travolto sul Garda la barca con a bordo Umberto Garzarella e Greta Nedrotti». A dire il vero era il 19 giugno, almeno secondo il calendario gregoriano.

 

***

 

Titolo dall’Osservatore Romano: «L’arcivescovo Gallagher chiude nel Campo Santo Teutonico l’iniziativa Iter Europaeum». Ci ha messo una pietra sopra? *** Dal sito della Stampa: «La cantina altoatesina Hofstätter lancia il suo primo spumante dealcolato. E il patron Foradori dice: “L’anno prossimo conquisteremo il mercato arabo”. Anche il viticoltore veneto Bottega ha fatto la stessa scelta di produzione, con due tipi: “Presto li lanceremo nelle autostrade italiane”». Basta sassi dai cavalcavia: solo bottiglie. Prosit!

Ultimi Dagoreport

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?