COME E’ MOSCIA VENEZIA! - SULLE PRESENZE BALLETTO DI CIFRE: +13% PER LA “QUESTURA” (PAOLO BARATTA) MA GLI HOTEL SONO SEMIVUOTI - IL PALAZZONE DEL CINEAMIANTO NASCOSTO MA NON ABBASTANZA - PIU’ BARBERA CHE CHAMPAGNE: IL DIRETTORE ALLA RICERCA DI UNA “TERRA DI MEZZO” TRA LAPO ELKANN E MANOEL DE OLIVEIRA - ARONOFSKY ALCOLICO RIVOLTO A CLOONEY: “SU QUELLA SEDIA, TRA IL PRESIDENTE NAPOLITANO E LA PORTMAN, MI PISCIAI ADDOSSO…”

Malcom Pagani e Federico Pontiggia per Il Fatto Quotidiano

La stagione del salasso viene e va. "Scusi, ma la bottiglia d'acqua ieri non costava un euro in meno?". "Ieri era ieri, oggi è oggi. Inizia il Festival". Due ore dopo, ad altre latitudini. Bibita e panino, 9 euro: "Lo scontrino? Ci è saltata la corrente". Con le famigerate cortesie per gli ammutinati, il Bounty veneziano officia le sue liturgie. B&B e 2 stelle esauriti.

Cipriani, Excelsior e Danieli con voragini riempite da portieri d'albergo trasformati in zelanti megafoni: "Siamo pieni al 98 per cento". Residenze di lusso come Villa Laguna, semivuote da lunedì. Nel mezzo di un pomeriggio umido e interlocutorio, le strade del Lido deserte, i poliziotti a sbadigliare in attesa dei temibili sovversivi del Teatro Valle in sinergica protesta con i lavoratori di Cinecittà, il Presidente della Biennale Paolo Baratta non è sfiorato dal dubbio.

"Le sembra vuota? Sbaglia. Internet non mente. Guardi i dati. Presenze +13%. Abbiamo fatto un lavoro straordinario. Vede alle sue spalle? C'era un buco, adesso c'è un giardino. Manteniamo le promesse, noi". La promessa, occultare con estetica urgente ma discutibile, una fetta dell'abbaglio gigantista (40 milioni di euro per costruire il nuovo palazzo del cinema e incontrare l'amianto) nascondere oltre le transenne l'altra parte della storia. Superate strisce di prato da circolo tennistico, sedie di plastica, un incongruo rinoceronte dello stesso materiale e una colata di cemento fatturata altri due milioncini, ecco il mostro.

E' profondo, presente e forse un giorno, con le sue domande, sparirà. Sarà forse per autoironia che la fermata del Lido (sbarcando da vaporetti comodi come le chiatte che, tra gli squittii dei giapponesi impegnati a fotografare: "Wow, it's wonderful", trasportano i camion regia della Rai) è stata ribattezzata "Sant'Elisabetta-Monte d'amianto". Perché lo sanno tutti, giura il Caronte locale "che ci hanno avvelenato".

Il Sindaco del Pd, Giorgio Orsoni, preferisce continuare a sognare. Da Cà Farsetti (i nomi hanno una loro importanza) blatera di "un grande albergo" da erigere in luogo dello sprofondo, mentre a pochi metri, in stato di abbandono, giace un vanto dell'ex Isola d'oro, l'Hotel Des Bains. Le finestre aperte, la scritta in rovina e il plexiglas verde in guerra con la vegetazione, riportano alla mente Mann e tutte le morti, vere o evocate, di una memoria in sofferenza.

Mentre la Rai confinata in pensioni dal prezzo flessibile, fa i conti con la sobrietà di un'era gemella della precedente (80 euro da listino, lievitati del 400%, qualcuno ha mai sentito parlare di stecca?), lo Stato non rinuncia alla cartolina lagunare. Cancellieri (ripartita) E poi Clini, Ornaghi e Catricalà. Tutti in fila per la festa inaugurale. 1.100 invitati. Un menù degno dei "puzzle di spigola" irrisi da Sorrentino.

Orge di Astici, vino , baci e abbracci. Nel crepuscolo, ci si riconosce tra simili. In un quadro di Picasso, finestre arrugginite, fili elettrici in libera uscita, major in fuga e dati estivi preweimariani (sale in crollo del 33%), il direttore Barbera proverà a dipingere cinema.

Saprebbe come fare. Ha accalappiato randagi di genio (Anderson, Malick). È in buona fede. Sa di cosa parla. Ma al di là di un'oscurità che anche simbolicamente, dal Casinò alla sala stampa, sembra la cifra stilistica di una punizione, non ignora che la sua seconda volta non sarà valutata per l'esclusiva qualità del prodotto.

Far ripartire il rimorchiatore mettendo a dieta concorso e lustrini, in un sistema che si pretende industriale, non basta.

Eliminati il pericolo maoista in esilio romano e le Dragomira Bonev, servirebbe un salto. Una terza via - fa male dirlo - tra Lapo Elkann e Manoel De Oliveira.
Non l'eccesso alcolico dell'ex caudillo di giuria Aronofsky rivolto a Clooney: "Su quella sedia, tra il presidente Napolitano e la Portman, mi pisciai addosso. Ma la sala è stata rinnovata e quindi se c´è nuova umidità non è la mia", ma un sorriso in equilibrio tra il glamour, mai come ora elemosinato dai potentati legati alla sorella Biennale (Prada, Gucci) e l'arte.

Una costruzione capace di annichilire la cappa bulgara che certe languori per le edizioni anni '50, testimoniate da gigantografie su pareti circondate da tende ocra ospizio, rivelano come summa filosofica. Barbera è convinto di esserci riuscito.

Carlo Rossella, grande assente (niente cena Medusa, la rai invece si attovaglierà, in arrivo Tarantola) molto meno: "Vorrei rassicurarvi, non sono morto. Ho naso e Venezia 2012, mi pare mestissima. Arrivo domani per due ore, saluto e riparto". Rimpianti Carlitos? "Je ne regrette nien". Nessuno. Edith Piaf, Berlusconi al pianoforte. Come eravamo. Qualche nostalgia, si trova sempre.

 

kate hudson al festival di venezia cinema venezia festival di venezia sessantanove apertura festival di venezia alberto barbera al festival del cinema di venezia CARLO ROSSELLA PAOLO BARATTA

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?