EMIRO-FOLLIE - DOPO OLTRE 250 MILIONI INVESTITI SUL MERCATO PER I VARI THIAGO SILVA, LAVEZZI E IBRA, IL PARIS SAINT GERMAIN NE METTE SUL PIATTO ALTRI 300 PER CRISTIANO RONALDO E MOU - GRAZIE AI 700 MILIONI DELLO SCEICCO DEL QATAR, ORMAI LA MAGGIORE POTENZA ECONOMICA NEL MERCATO DEL CALCIO? IL PSG VIOLA I PARAMETRI DELL’UEFA - COSA ASPETTA, ALLORA, PLATINI A FAR APPLICARE LE SANZIONI? AH SAPERLO...

Giulio Cardone e Matteo Pinci per "la Repubblica"

«Possibile: lo è qualsiasi cosa per chi abbia sufficiente perseveranza. E denaro». Chissà se il "Dizionario del Diavolo" di Bierce, con questa frase, pensava anche alla possibilità di eludere le regole. A sfidare quelle del sistema calcio continentale è ancora una volta il Paris Saint Germain: 140 milioni per strappare Cristiano Ronaldo al Real Madrid, l'ultima offerta shock formulata dalla proprietà qatariota del club parigino, destinata a ridisegnare gli equilibri non solo del mercato trasferimenti, ma dell'intero sistema sportivo in Europa.

Operazione da quasi 300 milioni complessivi tra i 17 milioni a stagione per 5 anni al fuoriclasse portoghese e quelli destinati all'ingaggio del suo mentore José Mourinho. E finanziata grazie al tesoro del Qatar Investment Authority - controllante diretta della società francese dal 2011 - ma anche al nuovo accordo di sponsorizzazione con cui la Qatar Tourism Investment, società di famiglia dell'azionista di maggioranza del club, verserà ai parigini 700 milioni in 4 anni, con validità retroattiva al 2012.

Un doppio schiaffo in faccia all'Uefa e al suo Fair Play Finanziario, bandiera della gestione Platini, che ha fatto gridare allo scandalo anche dirigenti equilibrati come il presidente del Bayern Rummenigge: ma anche un'occasione dell'istituzione sportiva continentale per dimostrare di voler combattere davvero le sperequazioni dovute agli investimenti individuali nel calcio.

Perché l'ingaggio di Ronaldo chiuderà in estate la terza faraonica campagna acquisti, dopo le ultime costate oltre 250 milioni: la metà spesi soltanto per portare a Parigi Thiago Silva, Lucas e Pastore, a cui aggiungere star come Ibrahimovic, Verratti, Lavezzi, solo per citare i più noti.

E i 150 milioni annui a crescere fino a 200 che finiranno da qui al 2016 nelle casse della squadra di Ancelotti serviranno soprattutto per ripianare i conti ed evitare sanzioni: un modo sfacciato per provare a eludere i vincoli del Fair Play Finanziario sul valore equo dei ricavi e sul controllo delle sponsorizzazioni. Fin troppo evidente la sproporzione con i 3,5 milioni del precedente accordo con Fly Emirates. Cifre fuori mercato persino per la Qatar Foundation, che ha potuto marchiare con il proprio nome le maglie vergini del Barcellona soltanto a fronte di bonifici per 170 milioni in 5 anni: oltre cinque volte meno.

Un trucco contabile, soprattutto una sfida alle norme europee che regolamentano le transazioni commerciali tra società collegate: riuscirà l'Uefa a fermare le manovre spericolate di quella che si è già dimostrata la maggiore potenza economica nel mercato del calcio?

Quando il Manchester City, con un escamotage simile, annunciava di aver venduto per 400 milioni il naming dello stadio, lo spazio sulla maglia e un campus giovanile alla Etihad riconducibile alla stessa proprietà, Platini alzò l'allerta. Chissà se sarà in grado di fare altrettanto con la QIA, che controlla il Psg e per cui lavora suo figlio Laurent, cancellando l'ombra di un ingombrante conflitto d'interessi.

Non c'è dubbio che il Fair Play Finanziario si trovi davanti al primo, vero, banco di prova dal giorno della sua creazione: entro il 2018 le norme impongono il pareggio di bilancio per tutti, ammettendo un'esposizione massima di 45 milioni negli anni dal 2012 al 2014 e di 30 milioni dal 2015 al 2017.

Il Psg sarebbe già fuori, ma le sanzioni non sono ancora state applicate (il Malaga è stato escluso dalle coppe per debiti scaduti verso altri club) e le eventuali pene - dall'ammenda all'esclusione dalle coppe passando per il blocco del mercato - passeranno per la discrezionalità di una commissione disciplinare, dunque inevitabilmente per le maglie della politica sportiva. A meno che l'Uefa non decida, per rispetto di un continente in recessione e flagellato dall'aumento sistematico della pressione fiscale, di lanciare un segnale forte. Evitando l'ennesima follia perpetrata a colpi di milioni.

 

Jose_MourinhoJose Mourinho CRISTIANO RONALDOrepubblica-ceca-portogallo cristiano-ronaldoPSG PARIS SAINT GERMAIN Hamad bin Khalifa Al Thani Ancelotti in Qatar con Leonardo

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)