mughini feltri

FELTRI IN LODE DI MUGHINI: "UN INTELLETTUALE ERETICO CHE METTE ALLA FRUSTA SE' STESSO E LA POCHEZZA DEI COMPAGNI. IL SUO "NUOVO DIZIONARIO SENTIMENTALE" È UN RITRATTO PER SCHIZZI DELLA “NOSTRA CONDIZIONE UMANA E DI QUESTO PAESE" – I COMPAGNI CONFORMISTI, CHE GLI TOLSERO IL SALUTO QUANDO NEL 1987 PUBBLICÒ 'COMPAGNI ADDIO'...LA NASCITA DELLO STATO DI ISRAELE “COSTI QUEL CHE COSTI” E UN’ESTETICA ALLA CLINT EASTWOOD: “LA RESPONSABILITA’, LE LEGGI CHE OGNUNO DI NOI SI DA’, LA PAROLA DATA, L’ONORE… CHE ALTRO C’E’ DI IMPORTANTE NELLA VITA?”

Vittorio Feltri per Libero Quotidiano

 

Questo libro non ha una trama, somiglia allo zibaldone della vita.

 

mughini

Giampiero Mughini, alle soglie dei suoi 80 anni, regala a sé stesso e a chi gli vuol bene il Nuovo dizionario sentimentale: Delusioni, sconfitte e passioni di una vita,(Marsilio, pp. 288, euro 18). Non credo che Giampiero si renda conto di quanto numerosi siano coloro che gli vogliono bene, e queste pagine sono destinate a moltiplicarli. Somiglia a una autobiografia, ma non è così, è un ritratto per schizzi della «nostra condizione umana» e di questo Paese.

 

Ciascuno si identificherà per la sua parte. Specchiandosi oppure ritagliando le proprie differenze, perché ciascuno è unico, canta lo stesso partito, ma ogni voce è inconfondibile.

giampiero mughini cover

E quella di Mughini di più. Generosamente mi riconosce nell' elenco dei suoi direttori con cui ha lavorato bene e nel mutuo rispetto.

 

Dico subito: Giampiero non fa nulla per rendersi simpatico, la sua gentilezza, il garbo che mostra per tutti, vanno insieme alla percezione che non riesce e non vuole occultare della propria superiorità quanto a cultura, gusti, intelligenza. Il fatto è che ha ragione, e queste pagine lo dimostrano una volta di più. Egli però cerca di rimediare proprio scrivendo, offrendo cioè - non gratis, il lavoro si paga - l' arte che magnificamente possiede, quella del giornalismo come racconto. Non ha mai preteso l' oggettività.

 

sciascia

Il mondo che lui inchiostrava un tempo con la macchina per scrivere (lui dice «da scrivere» e lo fa dire anche a Leonardo Sciascia) e oggi con il computer è quello che attraversa il suo sguardo contaminante. Il suo sguardo mi piace.

la «sicilitudine» Il volume è rapsodico. Si passa da quanto più squisitamente intimo sia accaduto all' autore alla saggistica.

 

L' asse portante del libro, e credo della vicenda intellettuale cioè esistenziale di questo catanese trapiantato a Roma ma come Sciascia traboccante di «sicilitudine» (e guai a confonderla con la sicilianità), sono due capitoli dedicati alla grande storia.

 

giordano bruno guerri

Nel primo Mughini ci accompagna nelle vicende culturali e politiche della Francia Anni Trenta, crepitante di intelligenze e moti giovanili sorprendenti, i cui protagonisti sono stati liquidati stupidamente come fascisti o comunisti, collaborazionisti dei nazisti o eroi della Resistenza, mentre in realtà tutto era intrecciato.

 

Mughini sceglie come giorno e data chiave il 4 febbraio del 1934 a Parigi, place de la Concorde. Si affrontano in uno scontro violentissimo giovani di destra e di sinistra.

Sicuro fossero così diversi? Intervenne la polizia a riportare l' ordine.

 

Ma che ordine era? Di certo la classe politica non capì nulla. Errore costante. Che ora in Italia non è soltanto di chi sta tra i rappresentanti del popolo ma - a differenza di allora - nella massa amorfa degli intellettuali e dei giornalisti, ottusamente piegati a schemi che porteranno alla catastrofe.

 

Scrive Mughini: «La Terza Repubblica francese, (è) esempio lampante di come una democrazia parlamentare, se lasciata in preda allo sfrenarsi del gioco dei partiti e delle corride ideologiche, possa costruire da se stessa la propria agonia politica e militare: un' agonia di cui i fatti del febbraio 1934 sono assieme l' anticamera e la rivelazione.

 

mughini compagni addio

Le ragioni e i rancori sconfitti a Place de la Concorde riemergeranno difatti e cercheranno di che appagarsi nel luglio 1940, quando i carri armati tedeschi erano appena entrati in una Parigi attonita. E allora, la Francia messa in ginocchio in poche settimane a causa di un' impreparazione militare che nella storia del decennio precedente aveva le sue origini, il demone della lacerazione interna del Paese, il demone del 1934 come del 1936, trionfò». Da leggere, si impara tanto. Quante fucilazioni di innocenti perché stavano con Vichy e Petain, fucilazioni morali che si ripetono ancora, un plotone d' esecuzione di ciechi ma che mirano benissimo.

 

Un tempo era stato tra costoro.

 

nessun giudizio Con questo magnifico testo Mughini paga il debito al suo essere stato parte di una schiera di compagni conformisti, che gli tolsero il saluto quando nel 1987 fece i conti con sé stesso e pubblicò, grazie a Giordano Bruno Guerri, Compagni addio.

 

Altro capitolo di sorprendente bellezza e profondità storica e intuizione sul cuore di un popolo è quello dedicato alla formazione dello Stato di Israele. Alla ferocia con cui gente coraggiosa - «ebrei che avevano imparato a sparare» - lo volle far nascere dal niente.

 

Golda Meir

Certo, erano terroristi e uccisero un sacco di gente innocente i vari Stern e Shamir, Begin e Cohen. Erano le avanguardie insediatesi in Palestina nei primi decenni del Novecento. Agirono da esuli senza patria per costringere durante la seconda guerra mondiale e subito dopo di essa in particolare gli inglesi ad abbandonare quei territori e consentire la nascita dello Stato degli ebrei. «Costi quel che costi». Valeva il sacrificio di madri uccise con i loro bimbi al seno?

Mughini non giudica. Racconta.

 

Tutto. Non occulta l' orrore e la tenerezza. Le varie fazioni del sionismo.

Gli assassini. Il farsi la forca reciprocamente. Sciuperei riassumendo.

 

Trascrivo il sugo della storia: «Di sicuro c' è che se alcune migliaia di militanti ebrei pronti a tutto non avessero ragionato e minacciato con tale forsennata veemenza, gli inglesi non avrebbero lasciato che già il 14 maggio del 1948 il leader del partito laburista David Ben-Gurion proclamasse l' indipendenza di Israele da un appartamento di Tel Aviv, e dunque che per la prima volta dopo due millenni gli ebrei di tutto il mondo avessero una loro casa e una loro terra».

clint eastwood il texano dagli occhi di ghiaccio

Sul resto ci medito, e così farete voi. Sulla vecchiaia. Sugli affetti. Su che cosa sia degno d' essere vissuto.

 

Le passioni certo. Ma anche il decoro. Descrivendo Clint Eastwood esterna in poche parole un' idea di stile, un' estetica che è l' essenza dell' etica: Esiste una «responsabilità morale che incombe su ciascuno di noi e in ogni momento del nostro vivere. In guerra o in pace, o meglio in quella particolare guerra quotidiana che noi chiamiamo pace.

per un pugno di dollari

 

Esattamente come accadde al Walt Kovalski di Gran Torino, cui toccò la responsabilità di proteggere dai prepotenti quella brava gente che erano i suoi vicini di casa. La responsabilità, le leggi che ognuno di noi si dà, la parola data, l' onore dei piccoli quanto accurati gesti che pure distinguono ogni uomo da tutti gli altri, la nobiltà del silenzio rispetto alla volgarità andante, l' uomo senza nome (di Per un pugno di dollari)che è venuto da lontano e che guarda dritto in fronte un avversario che mai e poi mai colpirebbe alle spalle. Che altro c' è di importante nella vita?».

vittorio feltri

 

Mi piacerebbe comporre una antologia ritagliandola dalle varie voci del Dizionario. Pagine struggenti e di alta letteratura. Il rimorso verso la madre che dovette (dovette?) affidare a una casa di riposo. La totale comunione con il proprio setter di nome Clint, la gioia di sapere che lui, almeno lui, di certo serberà la sua memoria. E le dita incerte sulla tastiera. Ma temo che se lo facessi Giampiero mi manderebbe una salata parcella.

il primo piano di clint eastwood by sergio leonemughinimughini dizionario sentimentalemughini e dago foto di baccomughinigiampiero mughinimughinivittorio feltri

mughini d'agostino baciomughinimughini

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...