philippe daverio

“HO PAURA DEI SICILIANI” – BUFERA SU PHILIPPE DAVERIO DOPO LE DICHIARAZIONI RESE ALLE “IENE” - IL CRITICO D'ARTE SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE MUSUMECI CHE HA PRETESO LE SUE SCUSE ANNUNCIANDO QUERELA - "ERO STATO INSEGUITO DA UN GIORNALISTA INSISTENTE E MOLESTO DELLE IENE, OVVIAMENTE PURE LUI SICILIANO ED EX CANDIDATO SINDACO A PALERMO..." - TUTTO ERA INIZIATO CON IL PROGRAMMA RAI "IL BORGO DEI BORGHI" - VIDEO + LO SCAZZO A PALERMO PER STRADA

 

 

https://www.iene.mediaset.it/video/guerra-borghi-daverio-sicilia_559161.shtml

 

Da repubblica.it

 

philippe daverio

"Mi scuso con i siciliani, perché ho generalizzato dicendo a tanti ciò che era destinato a pochi facinorosi". Lo scrive, in una lettera aperta, il critico d'arte Philippe Daverio, dopo le aspre polemiche sollevate ieri in seguito alle sue dichiarazioni rese alle Iene in cui attaccava i siciliani dicendo, tra l'altro: "Ho paura dei siciliani". Daverio scrive anche una lunga lettera al Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci che ieri ha preteso le sue scuse annunciando querela.

 

"Sono talvolta ingenuo e come tale, dopo una lunga giornata di viaggio e di lavoro, dopo una sommatoria di insinuazioni d'interesse mio privato lanciatomi da politici siciliani per il mio voto libero nella trasmissione dei borghi e dopo aver ricevuto minacce d'ogni genere e anche di morte a me e alla mia famiglia, mi sono trovato pure inseguito da una iena della nota trasmissione, ex candidato sindaco di Palermo, che mi ha posto una serie di tranelli - dice Daverio - Mi ha fatto ribollire il sangue e ho sbottato come lui sperava che facessi. Non tollero i ricatti, dal nord o dal sud. E ho reagito in un modo ironico che ha generato confusione e da parte di spiriti malversati reazioni spropositate".

 

 

 

philippe daverio

"Al Presidente della Regione Sicilia che ha dato una intervista contro di me nella quale esige la mia espulsione dagli schermi della RAI ho scritto la seguente lettera aperta", dice Daverio. Che pubblica una lettera di Boris Vian del 1958, inviata all'allora Presidente della Repubblica francese: "Je vois envoie une lettre que vous lirez peut-être si vous avez le temps (Boris Vian 1958 al Président de la République)".

 

"Onorevole Presidente Musumeci, mi permetto d'assumere un tono ironico per affrontare questa versione contemporanea della Secchia Rapita che ha trasformato un gioco televisivo in una farsa tragicomica nella quale Ella non ha avuto il buongusto di evitare lo scivolone - scrive Daverio - L'appello dei neoborbonici chiede che non lavori più in Rai: non si preoccupino, è da tempo che la Rai non mi vuole e ha smesso di trasmettere i miei video nei quali tra l'altro ho spesso esaltato la Sicilia, con la trasmissione su Palermo, quella sui Normanni e quella sulla presenza araba".

 

philippe daverio

"Ho insegnato a lungo in Sicilia e devo riconoscere con orgoglio che molti miei laureati presso la Facoltà di architettura di Palermo conservano un buon ricordo del mio operato didattico, ricambiato dalla medesima mia simpatia - dice ancora Philippe Daverio - Ho collaborato con passione all'attività del Teatro di Montevergini e ho avuto l'incarico di organizzare la festa di Santa Rosalia, una volta con successo facendo costruire il carro gratuitamente a Jannis Kounellis (purtroppo quell'opera dall'altissimo valore economico è poi marcita all'aria aperta), una seconda volta in mezzo a mille polemiche quando la scarsità di fondi restrinse la distribuzione di incarichi".

 

"Ho polemizzato per la cattiva manutenzione degli immobili della Facoltà nella quale insegnavo ed ho subito i biasimi d'un senato accademico che non tollerava le critiche al loro membro ormai defunto che quest'edificio aveva progettato. Ho quindi più d'una volta in Sicilia litigato con dei siciliani; sono umano e sanguigno come lo erano i miei parenti svevi ed è forse la mia quota sveva che mi ha reso possibile intendere la complessità dell'animo siciliano, nel bene sempre e nel male talvolta - prosegue ancora Daverio -

philippe daverio

 

Ho letto con profondo disappunto la sua intervista apparsa sul Giornale di Sicilia nella quale dice: "Mi auguro che il servizio pubblico televisivo, se esistono ancora rapporti professionali con questo personaggio, li rescinda immediatamente. Se poi dovessero arrivare le scuse, sarò io stesso a invitare il razzista francese nella nostra Isola". Non posso fare altro che prenderne atto. Alla Secchia Rapita, che Ella sicuramente ha letto vista la sua nota cultura storica, Ella ha avuto l'ispirazione di aggiungere una riedizione dei Vespri Siciliani individuandomi come una replica degli angioini cacciati nel XIII secolo".

 

"Le debbo purtroppo comunicare che sono italiano e come tale ho servito Milano da assessore per quattro anni - dice ancora Philippe Daverio nella lettera a Musumeci - sono francese per metà e per quella normativa che mi consente d'essere francese per jus soli e italiano per jus sanguinis in quanto il mio ceppo familiare lombardo (quanti sono i siciliani che di cognome fanno Lombardo!) è iscritto nella Maricula nobilium familiarum Mediolani sin dal 1377 e che mio parente fu quel Francesco Daverio, il quale a capo del partito popolare delle Cinque Giornate riportò Garibaldi in politica". "Che i neoborbonici assieme a Lei si siano inalberati non mi sorprende quindi, anzi onora sia me che i miei antenati morti per far sorgere l'Unità di quest'Italia".

PHILIPPE DAVERIO

 

"La TV non è del tutto la realtà, ne è solo uno specchio, talvolta drammatico, talvolta come in questo caso oggettivamente ludico. Credo che pure il Suo ispiratore storico l'On Almirante ("il maestro della mia generazione" Ella disse) lo avrebbe capito e mi duole dover ricordare che sono ben meno razzista di quanto non lo fosse stato l'ambito ideale al quale Ella storicamente si riferisce - prosegue Daverio - Ho oggettivamente partecipato alla realizzazione d'un capolavoro: farmi dare del razzista da un seguace di colui che fu segretario di redazione de La Difesa della Razza a partire dal 20 settembre del 1938, negli stessi giorni delle leggi razziali. Le auguro di potersi emancipare da un passato che sembra incombere inesorabilmente su di Lei e assumere una percezione aggiornata della contemporaneità".

 

PHILIPPE DAVERIO - HO FINALMENTE CAPITO L ITALIA

"Per il resto le suggerisco di riguardare la trasmissione e si accorgerà che anche gli altri due componenti della Giuria hanno votato a favore di Bobbio: ritenere che siano stati influenzati da me è un drammatico insulto alla loro professionale competenza e alla loro rispettabilità - dice ancora Daverio - Sono l'una olimpionica con varie medaglie d'oro, la gentile signora triestina Margherita Granbassi e il geologo Mario Tozzi, il quale ha votato pure per Rotondella in provincia Matera, dove ha lavorato per anni (sarà quindi anche lui mosso da conflitto d'interesse per via del martelletto da geologo?) e per la quale ho votato pure io (c'eravamo forse messi d'accordo con dei pizzini passati sottobanco?). La cultura del sospetto e delle insinuazioni è repellente".

 

"In seguite alle Sue dichiarazioni la mia pagina facebook è stata inondata di minacce - dice ancora Daverio - Liliana Segre sostiene che "gli hater sono persone di cui bisogna avere pena, vanno curate".

 

l eleganza di philippe daverio (3)

Lei riceve tuttora duecento messaggi razzisti al giorno. Sono orgoglioso d'essere in sua compagnia. Ma le minacce di morte giunte a me alla mia famiglia vanno oltre ogni limite di convivenza civile. In seguito alla Sue dichiarazioni l'assessore al Turismo della Sua onorevole Amministrazione, Manlio Messina, ha dato via ad una caricatura di class action chiedendo che non possa più io lavorare in Rai. Forse un attimo di riflessione sull'articolo della nostra Carta costituzionale potrebbe tornarvi a tutti assai d'aiuto laddove l'articolo 21 recita: ½Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".

 

l eleganza di philippe daverio (2)

"Non mi permetterei mai di chiederLe una traccia di sense of humour ma nondimeno spero non abbia confuso una trasmissione televisiva virtuale con la realtà che Ella deve affrontare nell'ARS e che il suo collega Ansaldi dovrebbe afferrare in Parlamento. Capisco che per un politico l'inseguire l'opinione pubblica più immediata sia sempre argomento d'insuperabile fascino ma reputo che la responsabilità etica debba andare verso pensieri più elevati - dice ancora nella lettera a Musumeci - Con le minacce che mi sono pervenute mi sarà assai difficile intraprendere qualsiasi lavoro nell'isola.

 

So bene, onorevole Presidente, che del mio lavoro da comunicatore dei Beni Culturali ad Ella non potrà importare nulla; la Sicilia è già perfetta così come è, la sua notorietà mondiale è accertata. Le vorrei solo ricordare anche l'articolo 4 della Carta, quello che recita: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società".

 

"Le scuse a tutti i siciliani le faccio con sommo piacere, e so che alcuni mi capiranno, almeno quelli non troppo suscettibili ai pizzicotti critici - dice ancora il critico - Ero stato inseguito da un giornalista insistente e molesto delle Iene, ovviamente pure lui siciliano e candidato sindaco a Palermo, dopo una lunga conferenza e in mezzo ad una ressa di pubblico. Le scuse da parte Sua non me le aspetto".

DAVERIO

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