abbate veltroni

“LA SINISTRA ITALIANA È DA PROCESSARE” - IL MARCHESE FULVIO ABBATE: “E’ COLPEVOLE DI SUPPONENZA E INETTITUDINE. DAL CITOFONO DELLA SUA TOMBA LA SINISTRA CI STA CHIEDENDO DI DIFENDERE LA DEMOCRAZIA CONTRO LA SUBCULTURA RAZZISTA RIONALE LEGHISTA E PENTASTELLATA O DI SCENDERE IN PIAZZA AFFINCHÉ ANCHE L’ANNO PROSSIMO FAZIO, CONCITA DE GREGORIO E AUGIAS SIANO NUOVAMENTE PRESENTI NEL PALINSESTO DI RAITRE?”

Fulvio Abbate per http://www.linkiesta.it

 

FULVIO ABBATE CON IL FEZ

La sinistra italiana, tutta, andrebbe portata alla sbarra. Sì, esattamente processata per il reato di supponenza, prim’ancora che di inettitudine. Dovrebbe accadere così in un sussulto di amor proprio, di puro narcisismo, da parte dei suoi, diciamo, elettori, del suo insieme umano storico di riferimento. Il capo di imputazione?

 

La sua stessa faccia. E poi, diserzione, incapacità e, appunto, protervia, così per avere innalzato sullo schermo del consenso illusorio alcune tra le facce più detestabili, se non di gran c., che si potessero reclutare, cooptare, scegliere, premiare, blandire, incollare su poster e post-it, consegnare alle teche televisive e al citofono radiofonico.

efe bal e fulvio abbate

 

Nella convinzione che fossero tutte facce funzionali alla conquista del consenso, facce responsabili, facce rispettabili, facce di “anime belle”, facce da cucirino, borsello o “pochette” civili, lì asserragliate nelle loro rendite private di posizione. E, sia ben chiaro, non stiamo certamente parlando di D’Alema, il cui soma, d’abitudine, nel bazar della chiacchiera politica è riferito a qualcosa di respingente, se non addirittura alla categoria stessa del detestabile, dell’odioso.

 

veltroni 2008

Intendiamoci, non esiste classe dirigente che non sia da reputare orrenda, ma quelle di sinistra, nel momento dell’errore, del dolo, della mediocrità, non hanno scusanti, se è vero che a queste ultime spetta infatti il dovere della discontinuità, dello scarto, ossia lavorare a mutare l’esistente, a donare orgasmi, a proclamare il libero amore in piazza, a consegnare sogni liberatori come quelli di un Buñuel, dunque le classi dirigenti di sinistra non hanno diritto ad alcun salvacondotto che legittimi la rapina e l’interesse privato, concesso invece alle destre, per statuto mondano e carnivoro stesso di queste ultime che confinano con la tentazione totalitaria e fascista, se non fosse ancora chiaro.

Pasolini

 

Quella italiana, è una sinistra di fatto latitante nella sua protervia, assente innanzitutto a se stessa, cioè sideralmente lontana da chi provava a leggere nelle sue labbra, lo diciamo assai semplificando, due semplici parole: pane e rose. La sinistra italiana sembra avere dimenticato i suoi elettori dentro la propria auto, parcheggiata sotto il sole accecante di ciò che Pasolini chiama la Dopostoria, stupendosi poi di non averli più trovati lì presenti, in vita, disposti ad assecondare i desiderata dei suoi leader, interessi personali, carriere, misere carriere, facce ancora di.

 

bettino craxi

Tralasciamo il dato contingente, non facciamo dunque caso ai volti di Salvini e Di Maio e ai loro meschini calcoli, non facciamo neppure caso all’attacco che questi ultimi hanno sferrato contro Sergio Mattarella, la questione nel nostro caso, dopo decenni di riflessione prospettica inesistente, assodate le miserie del veltronismo e del renzismo, la questione è assai più ampia e profonda, infatti riguarda e investe le ragioni il futuro stesso della sinistra, il suo presidio, dalla daga di Spartaco alla sciabola di Carlo Pisacane, colui che portò le bandiere rosse nel Risorgimento, da Marx e Bakunin a Togliatti e Luigi Longo, da Tanassi a Nicolazzi, da Nenni a Craxi, da Berlinguer agli ultimi epigoni, i Vendola, le Boldrini, i Michele Serra e consorte con i loro profumi per ceti medi riflessivi, “Eau de Moi”, sorta di “arbre magique” destinato a chi apprezza anche i film di Moretti, Archibugi e Virzì, cinema di governo, se non di regime, che sembra voler suggerire in ogni suo fotogramma: non è vero che è notte fonda, anzi, qui tutto va bene… Inimmaginabile che in pochi mesi si possa riuscire a rimettere insieme i cocci di decenni di protervia e mediocrità arrogante travestita da vera eleganza intellettuale, da “vocazione maggioritaria”.

 

dalema bersani

Ma la vera questione riguarda la desertificazione d’ogni immaginario, perché se ai politici spetta di fare attenzione ai nodi spiccioli delle cose, è invece a queste altre solo in apparenza secondarie cose che uno scrittore, un artista debba prestare curiosità, e dunque, come un testo visivo a fronte, in questo ideale processo alla sinistra, dovranno scorrere le immagini cui tutti un tempo assimilavano questa, perfino quelle che custodiscono la sconfitta, ma quel genere di disfatta che restituisce comunque pienezza, la certezza, come dice sempre Pasolini, d’essere “nella lunga serie di notti in cui marcia, senza bandiere, la vita”.

GIOVANNA ZUCCONI E MICHELE SERRA

 

In quale botola la miseria attuale sinistra ha insomma ricacciato, non dico i volti dei partigiani che scendono a valle o, che so, Rosa Luxemburg che ribatte a Lenin sulla questione della difesa della democrazia anche in uno stato socialista, o ancora i sorrisi delle grandi conquiste civili, l’ironia che ha fatto scrivere sui muri ai miei meravigliosi sventati compagni di strada “Dopo Marx, Aprile”, “Dopo Mao, Giugno”?

 

GIOVANA ZUCCONI MICHELE SERRA

Sia detto in breve, dal citofono della sua tomba la sinistra ci sta forse appena chiedendo di difendere la democrazia contro la subcultura razzista rionale leghista e pentastellata o piuttosto di scendere in piazza affinché anche l’anno prossimo Fabio Fazio, Concita De Gregorio e Corrado Augias siano nuovamente presenti nel palinsesto di Raitre?

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…