cantelli muccioli

“VINCENZO MUCCIOLI ERA ACHAB MA DA QUELLA STANZA IN FONDO NON SONO MAI USCITO. PENSO A PRIMO LEVI, ANCHE LUI CREDO NON SIA MAI ANDATO VIA DAL LAGER” – FABIO CANTELLI, EX PORTAVOCE DELLA COMUNITA’, RACCONTA LA SUA ESPERIENZA A SAN PATRIGNANO - "DUE GIORNI PRIMA CHE VINCENZO MORISSE ME NE ANDAI PER SEMPRE. ERO MOLTO IN CRISI PER LE ACCUSE DI OMICIDIO E NON RIUSCIVO PIÙ A...” - ORA È VICE PRESIDENTE DEL GRUPPO 'ABELE' DI DON CIOTTI – L’IDEATORE DELLA SERIE GIANLUCA NERI: “IL DIBATTITO SULLA SERIE? POSITIVO…” - VIDEO

 

 

SANPA, L'IDEATORE DELLA SERIE NETFLIX 

Gianluca Neri (ideatore e autore di Sanpa) per leggo.it

 

muccioli

In questi giorni mi viene continuamente chiesto se ci aspettassimo o no tanto successo per il nostro documentario SanPa: Luci e tenebre di San Patrignano, come se davvero uno possa prevedere che una propria opera, una volta uscita, sia in grado praticamente di monopolizzare per un'intera settimana il dibattito dell'opinione pubblica. La risposta è, ovviamente, no. Sapevamo, sì, di avere in mano una bella storia da raccontare, raccontata negli anni poco e male. E, sì, sapevamo che l'uscita del documentario avrebbe aperto un dibattito, ma non prevedevamo certo che l'oggetto della storia diventasse un argomento di cui tutti avrebbero parlato.

 

 

Il dibattito è positivo, te lo auguri: è costruttivo; contribuisce a migliorarci come persone e come società; serve non solo a segnalare gli errori commessi, ma soprattutto a cercare nuove soluzioni.

muccioli

 

L'intensità e la passione del dibattito che si è creata conferma che è stato giusto parlare di questi temi, persino dopo tanto tempo. Se di verità ce ne fosse stata una sola, oggi non vi sarebbe discussione.

 

Quando abbiamo pensato a tradurre la storia della comunità di San Patrignano con il linguaggio del documentario ci siamo imposti di non volere una voce narrante. Volevamo raccontare quella storia utilizzando unicamente le voci di alcuni dei protagonisti, gli articoli dei giornali, i servizi televisivi dell'epoca e gli atti dei procedimenti giudiziari.

 

 

SANPA - LUCI E TENEBRE DI SAN PATRIGNANO

Non volevamo, in sostanza, essere noi che lo stavamo realizzando a guidare per mano lo spettatore a pensarla in un modo simile al nostro. Abbiamo invece preferito permettere che lo spettatore potesse salire sulle nostre montagne russe, dove si è liberi di cambiare idea e di passare da un'opinione all'esatto opposto nel giro di due scene e, alla fine, fare la somma delle cose che si sono viste e sentite, metterle a confronto con la propria coscienza e arrivare a un risultato che è lecito sia diverso da persona a persona.

 

 

sanpa luci e tenebre di san patrignano

Eravamo perfettamente consci che le differenti esperienze vissute dagli intervistati ci avrebbero fatto raccogliere testimonianze di diverso tipo e verità spesso direttamente in contrasto tra loro. Non abbiamo ascoltato i protagonisti del racconto con la presunzione di decidere da che parte stesse la verità ma, anzi, ci siamo chiesti se la verità non potesse essere composta dalla somma di tutti quei punti di vista, a volte agli antipodi, perché ciascuno interpreta la vita e le cose della vita utilizzando gli strumenti che ha a disposizione, il proprio ruolo, la propria cultura, le proprie radici, il caso di trovarsi in un determinato posto nel momento sbagliato o in quello giusto.

 

 

Io vedo quella madre che urla al microfono: A me andava bene anche se lo inchiodava, mio figlio? Dove sarebbe stato meglio? A casa, o a Regina Coeli, dov'è adesso?, e non posso non provare empatia nei suoi confronti; non posso non immedesimarmi in lei e non capire la sua tragedia.

gianluca neri sanpa

 

 

Allo stesso modo non posso non abbracciare virtualmente il figlio di Roberto Maranzano o il fratello di Natalia Berla mentre si danno la colpa delle cose non dette e del tempo che non hanno potuto trascorrere con i propri cari prima che gli fossero strappati via.

 

 

Un documentario dovrebbe descrivere la vita utilizzando i colori che si usano nella vita: non solo il bianco o solo il nero; non solo i colori primari, ma tutta la scala Pantone delle emozioni.

 

CANTELLI

Francesca Angeleri per torino.corriere.it

 

cantelli muccioli

Magrissimo, Fabio Cantelli Anibaldi attraversa la spiaggia di Rimini e va verso il mare. Sono gli ultimi passi di Sanpa —Luci e tenebre di San Patrignano, la docu-serie realizzata da Netflix, prodotta da Gianluca Neri con la regia di Cosima Spender.

 

Con il suo volto scavato alla William Burroughs, è forse il personaggio che più ha colpito i tanti spettatori di questo fenomeno televisivo che racconta la comunità di recupero fondata nel 1978 da Vincenzo Muccioli, dagli esordi alla sua morte.

 

Cantelli vi entrò nel 1983 ventenne e ci rimase 10 anni. Fu un «tossico da vetrina», come egli stesso si è definito: uno all’ultimo stadio che poi frequentò l’università, colto, carino, intelligente. Visse a stretto contatto con Muccioli di cui era il ghost writer e gestì le relazioni esterne della struttura.

 

Se ne andò una prima volta (ricadendo nella dipendenza) quando Muccioli gli disse che era affetto da Aids molto tempo dopo averlo saputo lui tramite uno screening collettivo della comunità. «Due giorni prima che morisse me ne andai per sempre. Ero molto in crisi per le accuse di omicidio e non riuscivo più a sostenere quel ruolo pubblico».

 

fabio cantelli

È stato convocato all’ultimo sul set quando un autore lesse il suo libro La quiete sotto la pelle, scritto l’ultimo anno a Sanpa e che verrà presto ripubblicato. Si trasferì a Torino per amore e fece il primo colloquio con don Ciotti che lo accolse subito a lavorare. Da qualche mese è vicepresidente del Gruppo Abele.

 

Dove sta andando alla fine del film?

«Vado verso l’altro e vado verso l’oltre. È un concetto che ama molto don Ciotti».

fabio cantelli

 

Da Muccioli a don Ciotti. Come si è evoluta la sua vita dopo San Patrignano?

«Vincenzo stava morendo e non c’era una San Patrignano, per me, senza di lui. Ero senza un soldo: avevo lavorato gratis, anche perché maturava in me una crisi senza ritorno e sapevo che avrei voluto scriverne senza essere tacciato di sputare nel piatto in cui avevo mangiato. Volevo essere libero. Quando arrivai a Torino, due erano le cose che maneggiavo bene: la droga e la scrittura. Andai al Gruppo Abele, in via Giolitti.

 

sanpa luci e tenebre di san patrignano 2

In un attimo Luigi polverizzò ogni mia idea sui preti. Sono entrambi outsider: Luigi è un prete anomalo e Vincenzo era indefinibile, era un animale che aveva conservato quella capacità percettiva dei bambini, faceva in modo che tra noi disperati si stabilisse una comunicazione profonda e non verbale. Era magnetico.

 

Quando ci siamo rivisti con gli altri a Rimini per le interviste, dopo 25 anni, ci siamo subito abbracciati ed è divampata una sintonia come se ci fossimo visti due giorni prima. Siamo come reduci di guerra. È stata un’esperienza indimenticabile nel bene e nel male, una situazione in cui tutti ci siamo sentiti vivi come mai prima».

 

cantelli don ciotti

Qual è oggi il suo pensiero su Muccioli?

«Era straordinario, con virtù e difetti altrettanto straordinari. Qualcuno che ti salva è importante. Ma il senso della vita lo cerchi per sempre, se lo trovi e ti fermi sei sulla cattiva strada. La felicità è la ricerca della felicità».

 

C’entra l’amore con la sua figura?

«Ci abbracciava tutti come io mai ero stato abbracciato prima. Ci trasmetteva la sua forza. Erano trasfusioni di sé. Erano un’esperienza indimenticabile. Erano un dono di sé e quindi in qualche modo avevano a che fare con l’amore. Ma “L’amore non basta” come dice l’ultimo libro di Luigi. Bisogna ripensare la parola amore, quello che non porta auto trascendenza è solo possesso velato».

sanpa luci e tenebre di san patrignano 3

 

Lei ha raccontato un’esperienza atroce, il momento in cui cercò di suicidarsi e da cui venne fuori salvo dall’eroina. Qual era il metodo?

«Il metodo era Vincenzo. Finché siamo stati 300 o 400 ci ha seguiti uno per uno. Lessi Moby Dick, una volta fuori, con la splendida traduzione di Pavese. Vincenzo era Achab e noi eravamo la ciurma che lo seguiva nella sua ossessionante ricerca della balena bianca. È stato entusiasmante, ma era un’utopia. Da quella stanza in fondo non sono mai uscito. Con le dovute differenze, penso a Primo Levi, anche lui credo non sia mai andato via dal lager».

 

 

sanpa luci e tenebre di san patrignano 1ANDREA DELOGU SU MUCCIOLI - SANPA: LUCI E TENEBRE DI SAN PATRIGNANO

 

sanpa luci e tenebre di san patrignano 8vincenzo muccioli san patrignano sanpa luci e tenebre di san patrignano 2sanpa luci e tenebre di san patrignano

 

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…