marida lombardo pijola 19

IL MONDO DEL GIORNALISMO PIANGE MARIDA LOMBARDO PIJOLA, SCOMPARSA A 65 ANNI DOPO UNA MALATTIA  – UNA VITA AL "MESSAGGERO" DA INVIATA, SI È OCCUPATA ANCHE DELLA LOTTA ALLA MAFIA - CONDUSSE UNA GRANDE INCHIESTA SULL’ADOLESCENZA VIOLATA TRA DISCOTECHE E SCUOLE DELLA CAPITALE. QUESTO LAVORO DIEDE ORIGINE AL SUO BESTSELLER EDITORIALE, “HO DODICI ANNI, FACCIO LA CUBISTA, MI CHIAMANO PRINCIPESSA”. DA QUESTO LIBRO HA POI PRESO ISPIRAZIONE LA SERIE NETFLIX “BABY”

Germana Consalvi per leggo.it

 

 

marida lombardo pijola 19

Segni particolari: bellissima. Così tanto che il suo notevole talento giornalistico sembrava quasi una benevola quadratura del cerchio del Destino, che aveva concentrato il meglio che un essere umano possa esprimere – bellezza, bravura, intelligenza, coraggio e umanità in dosi molto generose – in lei: Marida Lombardo Pijola, una vita al Messaggero da inviata, poi scrittrice di successo. Una malattia spietata contro la quale la giornalista ha combattuto a testa alta, come tutto ciò che ha affrontato nella sua vita privata e professionale, se l’è portata via ieri.

 

 

 

marida lombardo pijola 19

Aveva 65 anni e cuore ed energia da vendere. Solo pochi mesi fa invitava così i tanti amici alla presentazione rinviata causa Covid del suo ultimo libro, “L’imperfezione delle madri”: “Sarebbe bellissimo vedervi, anzi guardarvi negli occhi oltre la mascherina” . Barese, Lombardo Pijola ha iniziato a lavorare nel 1979 al Quotidiano di Puglia per poi approdare dopo sette anni al Messaggero: in circa 30 anni è stata una firma di punta in particolar modo dei retroscena della politica italiana, ma si è occupata anche della lotta alla mafia. Custodiva con affetto intenso una foto che la ritraeva insieme al giudice Giovanni Falcone, suggello di un collaudato e reciproco rapporto di stima e di rispetto.

 

marida lombardo pijola 19

 

 

Occhi da cerbiatta, fisico da mannequin, gentilezza e dolcezza indimenticabili, Marida era una giornalista ammiratissima. Ha circumnavigato questo mestiere, tuffandosi a capofitto anche nel mondo tormentato dall’adolescenza con inchieste importanti sulle pagine del Messaggero. Un’esperienza culminata nel 2007 nel libro ” Ho 12 anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa”, in cui ha documentato la doppia vita di ragazzine-lolite tra 11 e 14 anni. Da questo libro ha poi preso ispirazione la serie Netflix Baby.

 

 

 

pierluigi battista marida lombardo pijola claudio martelli foto di bacco

Famiglia, condizione femminile, femminicidi sono stati altri temi molto cari a Lombardo Pijola. Era una grande firma, ma non era a caccia di riflettori. Uno degli ultimi impegni giornalistici che svolse con buona voglia fu un concorso letterario femminile lanciato proprio dal Messaggero. Sposata con il chirurgo oncologo Carlo Vitelli, tre figli, Marida aveva affrontato con dolore il pensionamento,o meglio, il distacco dall’amato quotidiano di via del Tritone: tanto che salutò i colleghi invitandoli ad entrare nella sua stanza il giorno dopo per prendere il suo “regalo”. Aveva riempito la sua ormai ex scrivania di copie del libro dedicato al Messaggero, scritto da uno storico ex direttore, Vittorio Emiliani. Purtroppo quella uscita fu accompagnata dalla comparsa di una malattia che lei ha affrontato con forza e coraggio ammirevoli, scegliendo di mostrarsi anche sui social.

marida lombardo pijola pierluigi battista foto di bacco

 

 

 

La malattia è dura prova, non una vergogna. Innamorata della scrittura, che per Marida era vita, sul suo profilo twitter aveva dato in tempi recenti un messaggio ironico, ridimensionando il messaggio-chiave originale, “Scrivo”, manifesto del suo grande amore, in “Scrivo, più di frequente la lista della spesa”. Mancherà a tutti Marida, e la grande bellezza della sua sensibilità.

andrea garibaldi marida lombardo pijola foto di baccomarida lombardo pijolamarida lombardo pijola foto di baccomarida lombardo pijola concita borrelli foto di baccomarida lombardo pijola foto di baccopierluigi battista claudio martelli marida lombardo pijola foto di bacco

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...