fabrizio moro

MORO COLATO - LE CONFESSIONI DI FABRIZIO MORO: "VIVEVO A SAN BASILIO, IN UN APPARTAMENTO DI 25 METRI QUADRATI. NEGLI ULTIMI 6 ANNI HO CAMBIATO 4 CASE E SONO ANDATO IN ANALISI - "NON MI SONO MAI DIPLOMATO, HO INIZIATO A LAVORARE DOPO LA TERZA MEDIA. ERO UN BAMBINO UN PO' COMPLESSATO. LIGABUE? INCUTE TIMORE – RENATO ZERO? HO IMPARATO PIU' IN DUE ORE CON LUI CHE IN DIECI ANNI DI CONCERTI - ULTIMO? APRIVA I MIEI CONCERTI E ORA E' PIU' FAMOSO DI MICHAEL JACKSON..." – E SU VERDONE... - FILM+VIDEO

 

Sandra Cesarale per il “Corriere della Sera”

 

fabrizio moro

«Adrianaaa !». Rocky Balboa sul ring, battuto (ai punti) da Apollo Creed, grida il nome della moglie. «Mi vengono i brividi ogni volta che vedo Rocky . Quel film è un atto di coraggio. Stallone era come il suo eroe, non se lo filava nessuno, ha sfidato il sistema e vinto tre Oscar».

 

Si sente un pugile?

«Nel mio lavoro sì. Mio nonno materno tirava di boxe. Da ragazzino, mi svegliava nel cuore della notte per assistere agli incontri in tv. Fra tutti gli sport è quello più vicino all'arte. Ho diversi amici che lo praticano, come Giovanni De Carolis che è stato campione mondiale dei pesi supermedi, c'è tanta poesia in loro. Sul ring prendi cazzotti in faccia, sul palco ti tirano un altro tipo di cazzotti».

 

ghiaccio

Fabrizio Moro, 47 anni, tenebroso cantautore che ama i tatuaggi («Sono stato la cavia di mia sorella»), coltiva il fai da te con un'officina in casa e adora i libri di storia. La sua strada parte dalla periferia romana, attraversa i club da 300 persone («200 erano amici») arriva ai palazzetti e sconfina nel cinema, Ghiaccio è il suo primo film da regista.

 

«Ma non sarà un episodio isolato». Intanto chiuderà l'anno con due concerti a dicembre: a Milano, il 18, e Roma, il 21: «Saranno i grandi show del ritorno». È appena uscito il singolo Senza di te . «Attraverso le canzoni riesco a sentirmi meno solo. L'unica vera relazione l'ho avuta con la madre dei miei figli. La mia storia d'amore è con la musica».

 

Non è stato un percorso semplice.

«Gli artisti che arrivano dalla periferia si contano sulle dita di una mano. Per me è un punto di forza. Bisogna smettere di pensare che siano luoghi disastrati in cui crescere».

 

Invece?

fabrizio moro e alessio de leonardis

«Ho avuto una bellissima infanzia. Vivevo nelle case popolari di San Basilio, in un appartamento che era un loculo, di 25 metri quadrati: un ingressino, dove dormivamo io e mio fratello, una cucina sulla sinistra, una camera da letto e un bagno. In quel palazzetto abitava tutta la mia famiglia che si era trasferita dalla Calabria.

 

Sono cresciuto lì fino a 12 anni, con cugini e parenti. Quando ci trovavamo per Natale, Pasqua, o la domenica eravamo almeno in 15. Le difficoltà economiche c'erano. Ma ho sempre dato poca importanza ai soldi anche quando non ne avevo».

 

Non si è mai diplomato.

ghiaccio il film di fabrizio moro

«Ho iniziato a lavorare dopo la terza media, d'estate, ho frequentato fino al quarto superiore. Ho lasciato, non sopportavo la scuola con le regole, gli orari, i compiti. Ho fatto di tutto. Il primo lavoro nell'officina di mio padre, poi in una serigrafia, in un cantiere dove mettevo le guaine sui tetti e cameriere all'Hotel Parco dei Principi. Qualsiasi difficoltà, stato d'animo o fisico lo attraverso con la sana rabbia e la frustrazione che mi sono rimaste dentro».

 

 

fabrizio moro

La musica è arrivata assieme a una vecchia chitarra .

«Avevo 13 anni, la trovai in cantina, era di mio cugino, aveva solo tre corde e pure di plastica. Ero un bambino sereno ma chiuso, un po' complessato, fragile. Iniziai a mettere in musica le parole del mio diario e per la prima volta mi sentivo compreso».

 

La conserva ancora?

«No, ma da qualche parte ho la seconda, me la comprò papà: elettrica, un'Aria Pro II rossa e nera. Subito dopo formai la mia prima punk-band: suonavamo Clash, Sex Pistols, Ramones, poi passammo all'heavy metal con i Megadeth e i Metallica che ho visto per la prima volta in concerto quest' anno a Firenze. Ho pianto, mi hanno dato una potenza che stavo perdendo. Prendo forza dai grandi. Ne ho incontrati di eroi».

 

Chi?

«Gino Strada che ha sfidato il sistema per i suoi ideali. Il mio vecchio manager Biagio Pagano che non c'è più, aveva un passato poco pulito ma il tempo lo aveva reso saggio e si era messo a disposizione dei giovani. Enrico Morone, il capo del guardaroba al Parco dei Principi. Gli raccontavo che nessuno voleva investire su di me, lui mi esortava a non mollare».

 

fabrizio moro

Erano gli anni delle feste in piazza.

«Avevo iniziato molto prima, ai matrimoni, cantavo Baglioni, i Pooh. Era divertente, si mangiava e conoscevo le ragazze. Dopo il mio esordio a Sanremo andai in Puglia, il mio agente non c'era, e mi diedero tutti i soldi in mano, un anno del mio stipendio».

 

La svolta?

«Con Giancarlo Bigazzi. Ascoltò Pensa e disse: "Questo è il pezzo, lo porto a Baudo. Come si intitola?". Io, che non lo volevo cantare: "Paolo e Giovanni", l'avevo scritto per Borsellino e Falcone. Lui: "Che titolo di m... è? Ora si chiama Pensa"».

 

Gli incontri: Renato Zero a settembre l'ha invitata sul palco del Circo Massimo.

«Mi piace Renato. Ma quando abbiamo fatto le prove era pignolo, fermava l'orchestra ogni tre secondi. Ho sbroccato: "Rega' io la voce la butto un po' lì". Renato mi si è avventato contro: "Non mi far sentire queste cose. Tu devi cantare". Ho imparato più in quelle due ore di prove che in dieci anni di concerti».

 

A uno sconosciuto Ultimo ha lasciato aprire il suo tour nei Palasport.

fabrizio moro

«Era meglio se stavo fermo, è diventato famoso come Michael Jackson ( ride ). Gli dico: ti invidio, in me hai un fratello maggiore che io non ho mai avuto».

 

Con Ermal Meta ha vinto Sanremo.

«Siamo più amici che colleghi. È un nerd della musica».

Ligabue.

«Strimpellavo le sue canzoni e sono finito a girare il video della sua Sogni di rock' n'roll . Lo stimo, è uno tosto, ma incute un po' di timore. Primo giorno di riprese, l'Italia giocava la semifinale dell'Europeo. Liga entra nella stanza:"È la prima volta in vent' anni che mi perdo una partita così importante, vedi di girare un bel video". Ho pensato: speriamo bene».

 

 

Carlo Verdone.

«Gli vojo bene. L'ho conosciuto a un concerto degli Stadio. Ero nel backstage vuoto, aspettavo di salire sul palco, fumavo una sigaretta. A un certo punto si apre una porta e me lo trovo davanti: doveva entrare in scena pure lui. La sua comicità appartiene al mio quotidiano: al bar, a casa, si parla come Carlo».

 

fabrizio moro

Con un assegno Siae ha comprato casa a Guidonia.

«L'ho venduta, per 'sta storia delle case sono finito in analisi. Ne ho cambiate quattro in sei anni. Vorrei restare ma ci sono cose che mi mandano in paranoia. A Formello ho scoperto che sopra il mio tetto volavano gli aerei per Fiumicino. Un'altra volta avevo un vicino strano che rompeva quando suonavo. Ora non ci sono traslochi all'orizzonte, abito a Roma, a pochi isolati dalla madre dei miei figli, Libero e Anita».

 

Nomi importanti.

«Sono legati all'idea di libertà. Ho lavorato tanto per raggiungerla. Oggi sono un uomo libero, realizzato e molto felice».

070 – speciale renato zero 3fabrizio moro bianca guaccerofabrizio moro bianca guacceroRENATO ZERO AL CIRCO MASSIMO SOTTO LA PIOGGIA070 – speciale renato zero 1fabrizio morofabrizio moro foto di baccofabrizio moro foto di bacco (2)fabrizio morosan basilio romafabrizio moro e ultimo due romani da san basiliofabrizio morofabrizio moro ERMAL META E FABRIZIO MORO ALL EUROSONG CONTESTermal meta fabrizio moro da fazioermal meta e fabrizio morosanremo bacio fabrizio moro dj jadfabrizio moro luciano ligabue

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?