michela murgia

OGNI PURO FINISCE EPURATO - MICHELA MURGIA CONDANNATA IN APPELLO A PAGARE 18MILA EURO PIÙ INTERESSI E SPESE LEGALI (CIRCA 23MILA EURO), PER NON AVER ONORATO IL SUO CONTRATTO CON LA CASA EDITRICE SARDA "IL MAESTRALE" - SECONDO IL GIUDICE, LA SCRITTRICE HA OMESSO DI PORTARE A TERMINE E PUBBLICARE IL ROMANZO "SPIRITO DI CORPO", NONOSTANTE FOSSE GIÀ STATO PRENOTATO NELLE LIBRERIE E PUBBLICIZZATO DURANTE IL SALONE DEL LIBRO DI TORINO NEL 2011…

Gian Paolo Serino per "il Giornale"

 

michela murgia

Michela Murgia, la Greta Thunberg della letteratura italiana, la regina del Tua culpa, la rivoluzionaria della messa all' indice, del giustizialismo social, della difesa di tutto quel che le occorre per poter attaccare qualcuno, è stata condannata da un tribunale. No, non come Strega (intendiamo il Premio, anzi «la Premia», per rispettare la sua battaglia oggi rivolta all' uso del femminile assoluto).

 

La pasionaria della televisione italiana, sempre imbronciata, continua a predicare allo specchio: qualunque polemica lei si batte per diventare una Saviana. La sua missione è essere critica per essere visibile, la sua posizione è quella di mitragliatrice di banalità sinistrate. La mitragliatrice può usarla solo Lei, come ha confessato inconsapevolmente a Di Martedì da Floris accusando il Generale Figliuolo: «Da un uomo che viene da un contesto militare non ci si può che aspettare un linguaggio di guerra. A me personalmente spaventa avere un commissario che gira con la divisa, non ho mai subito il fascino della divisa».

 

michela murgia 3

Tranne la sua: tra Rosa Luxemburg e Che Guevara in scialle e babbucce che, in barba ai suoi lettori, sottace di essere stata condannata. Perché la «difenditrice» dei poveri è stata condannata in appello, da lei richiesto, per non aver onorato il suo contratto con una casa editrice sarda. Proprio lei che dell' essere sarda ha fatto il proprio manifesto, candidandosi anche alle Regionali, e la propria fortuna esordendo con il romanzo Accabbadora che le ha dato notorietà prima di darsi al pamphlettismo, sul fascismo e sulla parità di genere nell'alfabeto, pare aver dimenticato a casa, in Sardegna, l'Abc del suo stesso predicare.

 

Dopo la sentenza di primo grado del Tribunale Civile di Nuoro del febbraio 2019, la Corte d' Appello di Sassari ha respinto il ricorso presentato da Michela Murgia in relazione alla vicenda incentrata sull' inadempienza contrattuale nei confronti della casa editrice sarda Il Maestrale. Secondo il Giudice, Michela Murgia aveva omesso di portare a termine e pubblicare il romanzo Spirito di Corpo, nonostante fosse già stato prenotato nelle librerie e pubblicizzato durante il Salone del libro di Torino nel 2011.

 

michela murgia 4

Dopo essere stata condannata a pagare 18mila euro più interessi e spese legali (circa 23mila euro), la scrittrice aveva presentato ricorso in appello. E a Sassari, la Corte presieduta da Maria Teresa Spanu ha appena confermato la sentenza di primo grado condannando Michela Murgia. Qualche accenno di scuse da parte della scrittrice?

 

Nessuno. Qualche giornale ne ha parlato? Nessuno. Mentre Michela Murgia continua a parlare di razzismo, di divieti di sbarco fascisti, perché dimenticarsi della propria condanna? Perché non dire nulla? Perché non difendere la Sardegna, terra da lei tanto amata, e non aiutare un piccolo editore che ha avuto il merito di scoprirla? Speriamo che oltre in Tribunale si inizi a fare giustizia anche nell' utopico reato di mancata coerenza.

MICHELA MURGIA

 

2 - IL MAESTRALE CITA IN GIUDIZIO MICHELA MURGIA PER UN LIBRO NON PUBBLICATO

Mauro Lissia per https://www.lanuovasardegna.it 18 Novembre 2015

 

La società editrice nuorese “Il Maestrale” ha citato in giudizio civile Michela Murgia e chiede alla scrittrice di Cabras 172 mila euro, secondo l’avvocato Paolo Raffaele Tuffu il corrispettivo dei danni per la mancata consegna di un instant book sul corso di giornalismo gratuito organizzato ad aprile del 2011 a Cagliari.

 

Pochi giorni fa la fondatrice di Sardegna Possibile si è presentata davanti al presidente del tribunale civile di Nuoro Riccardo Massera insieme agli avvocati Rita Tolu e Federico Delitala per l’udienza di ammissione dei mezzi di prova. Il giudice si è riservato la data della prossima udienza.

michela murgia alla prima della scala

 

La vicenda è più semplice di quanto si presenti la controversia giudiziaria: il 10 maggio 2011, sette mesi dopo aver vinto il premio letterario Campiello, la scrittrice s’impegnò coi responsabili del Maestrale a scrivere il libro - il titolo era “Spirito di corpo” - per un compenso di 5000 euro e ne incassò la metà come anticipo. La consegna era prevista per giugno del 2011.

 

Doveva essere il racconto dell’esperienza vissuta dalla redazione formata da venticinque aspiranti giornalisti insieme alla scrittrice e ai docenti. Ma soprattutto il resoconto di un’iniziativa importante, l’apertura di una scuola di giornalismo, che era naufragata per l’intervento dell’Ordine dei giornalisti.

 

MICHELA MURGIA

Dopo una sequenza di segnalazioni, il presidente dell’Ordine Filippo Peretti ricordò infatti alla scrittrice le regole da seguire e il rischio che avrebbe corso producendo, com’era nei progetti, una pubblicazione curata dai giovani corsisti. La notorietà della Murgia e la situazione di crisi dell’editoria, con la chiusura di Epolis e numerosi giornalisti disoccupati, alimentarono la polemica, che andò oltre i confini dell’isola.

 

Alla fine fu la scrittrice a rinunciare al libro-racconto quando erano stati scritti e in parte diffusi sul suo blog solo cinque capitoli: forse Michela Murgia si rese conto che la pubblicazione di quel volume avrebbe provocato reazioni pesanti nel mondo giornalistico sardo e problemi agli studenti, che temevano di vedersi bloccata sul nascere la possibilità di accedere alla professione.

 

MICHELA MURGIA

Così, accantonato l’instant book con dichiarazioni pubbliche piuttosto risentite, la scrittrice propose al Maestrale due alternative: il romanzo breve “L’Incontro” già uscito come racconto sul Corriere della Sera, e il testo “Altre madri” edito da Einaudi nel 2008.

 

I responsabili del Maestrale però non accettarono, anche perché si erano già accordati con Rizzoli per l’uscita dell’instant book pattuito. Non solo: l’opera era stata promossa sul mercato editoriale con notevoli investimenti economici in vista del salone internazionale del libro di Torino, dove compariva fra i volumi in uscita.

 

MICHELA MURGIA

Insomma: il Maestrale coltivava grosse aspettative editoriali e il passo indietro della Murgia fu un duro colpo anche sul fronte finanziario. A leggere il ricorso dell’avvocato Tuffu c’erano molte copie vendute ai librai ancor prima dell’uscita – nel ricorso si parla di ventimila – e guadagni certi che sfumavano, quello che in diritto viene definito lucro cessante. Cui si sarebbe aggiunto il danno d’immagine per una casa editrice piccola ma ambiziosa come quella nuorese.

 

La fitta corrispondenza che seguì alla rottura del contratto non risolse la controversia. La scrittrice offrì la restituzione dell’anticipo e cercò un’accordo ma il Maestrale restò e resta tutt’ora sulle proprie posizioni, accusandola di inadempienza del contratto. Ora a decidere chi ha ragione sarà il tribunale civile.

I PIEDI DI MICHELA MURGIAMICHELA MURGIA MICHELA MURGIA MICHELA MURGIA michela murgiaMICHELA MURGIA

Ultimi Dagoreport

trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)