macaluso napolitano

"EM.MA" FOR EVER – SE NE VA A 96 ANNI EMANUELE MACALUSO, STORICO DIRIGENTE COMUNISTA – DA CAPO DEL SINDACATO ALLE SFIDE AI BOSS DI COSA NOSTRA. "TOGLIATTI? PASSAVA PER UOMO FREDDO, MA ERA SOPRATTUTTO TIMIDO”. BERLINGUER? IO FUI L'UNICO CUI CONFIDÒ CHE L'INCIDENTE STRADALE DEL '73 IN BULGARIA ERA UN ATTENTATO”, L’AMICIZIA CON NAPOLITANO - NEGLI ANNI '40 FINÌ IN CARCERE PER ADULTERIO. GRANDI AMORI, MA ANCHE DOLORI TERRIBILI. UNA SUA COMPAGNA SI UCCISE DOPO CHE LUI L'AVEVA LASCIATA. UN FIGLIO È DECEDUTO A 65 ANNI, ALL’IMPROVVISO, PER UN ICTUS – I GIUDIZI IMPIETOSI SU M5s, PD, CONTE E SALVINI

https://m.dagospia.com/i-giudizi-impietosi-di-macaluso-su-m5s-conte-pd-zingaretti-dibba-sputasentenze-e-salvini-238594

 

 

 

Concetto Vecchio per repubblica.it

 

Emanuele Macaluso

Fino all'ultimo Emanuele Macaluso, morto oggi a 96 anni, ha mantenuto uno sguardo curioso sul mondo. Era sorprendentemente sul pezzo. Ogni mattina si svegliava alle sei, leggeva il pacco di quotidiani comprati all'edicola della piazza di Testaccio, quindi, dopo la passeggiata sul Lungotevere, dettava all’ex giornalista dell’Unità Sergio Sergi il commento scritto a mano sul tavolo della cucina. Sergi lo postava materialmente sulla pagina Facebook Em.Ma in corsivo. Una rubrica di successo.

 

emanuele macaluso massimo d alema

A Macaluso però non importavano i riscontri. Non aveva nemmeno un computer. “Se non scrivo i miei pensieri mi sento morire”, mi disse una volta, seduto nel salotto del piccolo appartamento ingombro di libri. “Togliatti una volta mi spiegò: un uomo politico che non scrive è un politico dimezzato”.  Il primo pezzo uscì nel 1942 sull'Unità allora clandestina: una denuncia delle condizioni di lavoro degli zolfatari nisseni. Macaluso aveva 18 anni.

 

 

Emanuele Macaluso con la moglie

Eppure, nel finale di stagione, avrebbe potuto soprattutto voltarsi indietro. Parlare solo del passato. Aveva attraversato il Novecento come dentro a un romanzo. Grandi responsabilità pubbliche sin da giovanissimo: capo della Cgil siciliana a 23 anni, leader  dei deputati regionali del Pci  a 28, con cui ideò la controversa operazione Milazzo, parlamentare per sette legislature, direttore dell'Unità, amico personale di Napolitano, Berlinguer, Guttuso, Sciascia, Di Vittorio. A sedici anni scampò per miracolo alla tubercolosi.

 

NAPOLITANO MACALUSO

Negli anni Quaranta finì in carcere per adulterio. Nel 1960 fu latitante per otto mesi in un casolare del Modenese perché per la legge di allora i figli avuti da Lina, “donna già sposata”, non potevano essere i suoi, dopo una denuncia della Dc, che pensava così di metterlo fuorigioco. Grandi amori, ma anche dolori terribili. Una sua compagna si uccise dopo che lui l'aveva lasciata. Un figlio, Pompeo, è deceduto a 65 anni, all’improvviso, per un ictus.  Ha mai avuto paura di morire?: “Qualche volta. Con Girolamo Li Causi nel settembre 1944 andammo a Villalba, uno dei feudi della mafia, a sfidare il boss Calogero Vizzini e ci spararono addosso”.

 

Macaluso

 

Ci voleva un gran fegato, negli anni di Portella della Ginestra e del separatismo banditesco, a fare opposizione in Sicilia, avendo come avversari gli agrari legati a Cosa Nostra. Macaluso, da capo del sindacato, batté l'isola palmo a palmo, occupò le terre nella zona d'influenza di Genco Russo, guidò i contadini nell'occupazione dei feudi, aprì sezioni del partito ovunque. “Non c'è paese in cui non abbia fatto un comizio, una volta con Calogero Boccadutri, il capo del Pci clandestino a Caltanissetta, andammo a Riesi percorrendo cinquanta chilometri a piedi. Con trentasei sindacalisti uccisi, la lotta alla mafia allora non si faceva a chiacchiere”. Queste esperienze, talvolta estreme, questo suo stare sempre nel cuore della lotta civile e sociale, hanno rappresentato un deposito di conoscenze che hanno fatto di lui, in questi anni di crisi della politica, un vegliardo da interpellare spesso. Uno strepitoso impasto di ruvida umanità e lucidità analitica. Più invecchiava e più il suo sguardo si faceva acuminato, specie sul presente. Leggeva in continuazione. Perito minerario aveva avuto sempre un complesso d'inferiorità verso la cultura, un gap che aveva cercato di colmare divorando letteralmente tutti i classici. Per quelli della sua generazione la politica andava nutrita di studi, di libri. Fino all'ultimo ha girato per casa con un classico in mano.

PALMIRO TOGLIATTI ENRICO BERLINGUER EMANUELE MACALUSO E ENRICO BERLINGUER.Emanuele Macaluso

 

MACALUSO E PAOLA CONCIA

All'immediato Dopoguerra risale la sua conoscenza con Togliatti: “Passava per uomo freddo, ma era soprattutto timido”. Fece con lui un viaggio con lui a Mosca. Quindi Togliatti lo chiamò nella sua segreteria nel 1963. Macaluso era già qualcuno.  A Roma, anni dopo, divise la stanza di Botteghe Oscure, la sede del Pci, con Enrico Berlinguer. “Era capace di non pronunciare una sola parola per ore: io fui l'unico cui confidò che l'incidente stradale del '73 in Bulgaria era un attentato”. Pur avendo criticato, con Giorgio Napolitano, il compromesso storico con la Dc, nell'aprile 1982 Berlinguer gli affidò il risanamento dell'Unità: il giornale vendeva ancora 150mila copie, ma era pieno di debiti. Macaluso lo svecchiò: introdusse i listini di borsa, scoprì Staino e la satira, aumento la dose di polemica, continuando a siglare i suoi corsivi con l'acronimo Emma, un'invenzione che si deve a Giorgio Frasca Polara. Quando, nel giugno 1984, Berlinguer morì toccò a Macaluso fare i titoli cubitali della prima pagina: quel “Tutti”, uscito all’indomani dei funerali, è storia.

asor rosa walter tocci emanuele macaluso

 

L'impegno antimafia, ma da posizioni garantiste, il primato della politica come stella polare, ma venato da posizioni eretiche: Macaluso è stato allo stesso tempo disciplinato e libertario, fuori e dentro la grande chiesa comunista. Era sferzante, aspro, difficile da maneggiare, ricordava più le vicende pubbliche di quelle private. E' stato un rompiscatole intelligente e libero, perché gli si potevano fare tutte le domande. Pur sentendosi estraneo a questo tempo, ha continuato a indagarne le contraddizioni. La crisi della sinistra, a cui aveva dedicato la vita, lo crucciava. I suoi corsivi mattutini, anche nella stagione sbrigativa del tweet, sono stati lampi di intelligenza. Non ha mai smesso di viaggiare, finché ha potuto. Lo chiamavi ed era da qualche parte in Italia: presentazioni di libri, commemorazioni, convegni.

ugo sposetti emanuele macaluso massimo d alema

 

Il Covid lo aveva immalinconito, reso prigioniero. Non se ne faceva una ragione. Anche la morte lo indispettiva. Soffriva per i vecchi compagni che se ne andavano, all'ultimo si è sentito anche molto solo. "Voglio andarmene nel sonno", ripeteva. Ma fino all'ultimo si è aggrappato alla vita. Se si voleva chiacchierare con lui sul suo divano rosso bisognava mettere in conto continue interruzioni per le telefonate che riceveva. Poi riprendeva il filo delle sue analisi esattamente dal punto laddove lo aveva lasciato e ogni suo ragionare aveva sempre il taglio del racconto.

emanuele macaluso foto di baccovincenzo vita saluta emanuele macaluso foto di baccoAdriano Sofri Emanuele Macaluso nilde iotti palmiro togliattiugo sposetti emanuele macalusopalmiro togliatti nilde iottiEmanuele Macaluso e moglie Emanuele Macaluso Macaluso e Reichlin Emanuele Macaluso e Nicola Mancino Emanuele Macaluso e Alfredo Reichlin Paolo Franchi Macaluso e De Mita palmiro togliatti in ospedale curato dalle suoreEmanuele Macaluso Ciriaco De Mita Paolo Franchi Emanuele Macaluso Emanuele Macaluso emanuele macaluso (3)emma bonino emanuele macaluso foto di baccoemanuele macalusolivia turco emanuele macalusoluigi berlinguer emanuele macalusoluigi berlinguer graziella falconi emanuele macalusoemanuele macaluso stefano folli foto di bacco

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