meloni lerner trump

"MEGLIO TRUMP? PURE HITLER..." – GAD LERNER BASTONA LA MELONI PER LA LETTERA INVIATA A ‘IL CORRIERE’ “- PER DIFENDERE IL SUO PRESIDENTE IDEALE DALL'ACCUSA DI GOLPISMO LA LEADER DI FRATELLI D’ITALIA USA QUESTO ARGOMENTO: E SE DOVESSE RIVINCERE LE PROSSIME ELEZIONI, LO CHIAMERESTE DITTATORE? DEL RESTO CHI MEGLIO DI LEI LO SA, PURE HITLER NEL 1933 VINSE LE ELEZIONI"…

Federico Garau per ilgiornale.it

 

gad lerner

Giorgia Meloni preferisce Donald Trump a Joe Biden? Occasione perfetta per il giornalista di origini libanesi per attaccare la presidente di Fratelli d'Italia, strumentalizzando le parole da lei utilizzate nella lettera inviata a Il Corriere con lo scopo di rievocare addirittura la figura di Adolf Hitler.

 

 

 

Quando si tratta di silurare gli avversari politici il conduttore televisivo non si preoccupa certo di soppesare le proprie parole, cosa che pretende invece a parti invertite senza mai risparmiare frecciate o lacrimevoli lamentele buoniste. Gad Lerner aveva affondato già i propri colpi nei confronti di Trump quando, intervistato da AdnKronos, aveva espresso la propria opinione sul blocco del profilo social del presidente uscente degli Stati Uniti. "Dovevano farlo prima.

 

Si sarebbe evitata la convocazione di un esercito sedizioso, profondamente plasmato dalle menzogne diffuse da Trump. Se lo facessero anche in Italia con alcuni non sarebbe male". Insomma la censura non va bene in generale, ma applicata a certi individui avversi al giornalista di origini libanesi sarebbe cosa più che giusta. "Da sempre penso che i social hanno dei proprietari e degli editori che devono avere una responsabilità culturale. I social come colpa hanno quella di aver troppo poco filtrato le menzogne e le denigrazioni che ci sono state in questi anni perciò arrivano molto in ritardo", aveva aggiunto.

meloni bannon

 

Dopo gli incidenti di Washington, poi, Lerner aveva anche detto di attendere al varco le opinioni dei suoi obiettivi politici preferiti su quanto accaduto. "Donald Trump si conferma essere il criminale fomentatore di una destra golpista, fino a dare l'assalto al Congresso degli Usa. Vedremo se i suoi sostenitori nostrani Matteo Salvini e Giorgia Meloni ne prenderanno doverosamente le distanze", aveva twittato il conduttore televisivo.

 

"Non ho mai avuto timidezza nel condannarla, perché la violenza è violenza, ed è sempre una implicita ammissione di inferiorità. È stato così anche stavolta, come le tante altre nelle quali ho denunciato violenze su cui quelli che oggi pontificano tacevano colpevolmente. Davvero sono sfuggite le recenti immagini delle devastazioni prodotte dai Black Lives Matter?", si legge nella lettera della Meloni, che prende dunque allo stesso modo le distanze da entrambi gli episodi da lei citati.

MELONI TRUMP 1

 

 

"In queste ore Donald Trump viene dipinto dalla sinistra come un dittatore, un malato di mente, un uomo pericoloso da mettere al bando", spiega ancora la leader di FdI. "Qualcosa mi sfugge. Non è mai prudente entrare nelle questioni interne di uno Stato estero, a maggior ragione quando si parla delle dinamiche democratiche della prima potenza al mondo. Non mi è sfuggito, ad esempio, che il Presidente Mattarella abbia preferito un cauto silenzio sulla vicenda". Ma se il presidente uscente dovesse candidarsi nuovamente e vincere ancora cosa accadrebbe, specie in Italia dove si continua a rimandare il problema di nuove e quantomai più che necessarie elezioni democratiche, come ricorda ancora la Meloni.

 

MELONI TRUMP

"Se proprio si vuole entrare a gamba tesa, allora si deve comprendere il peso delle parole che si pronunciano, e le conseguenze che comportano. La domanda che faccio a tutti i politici italiani che oggi dipingono Trump come un mostro è: se tra quattro anni si dovesse per caso ricandidare, e dovesse vincere le elezioni, quali saranno le vostre contromisure?", si domanda il presidente di Fdi."Chiederete all’Onu che gli Usa siano dichiarati Stato canaglia? Porterete l’Italia fuori dalla Nato per non condividere le scelte con un tale, impresentabile, figuro? E se pensate questo di Trump, perché non avete reagito in questi anni, preferendo un vigliacco silenzio? Serietà signori", affonda ancora la Meloni.

 

Parole che hanno fatto trasalire Gad Lerner il quale, evidentemente punto sul vivo, non ha trovato altro da fare che creare un parallelo con la figura di Adolf Hitler. "'Preferisco Trump'. Per difendere il suo presidente ideale dall'accusa di golpismo Giorgia Meloni sul Corriere usa questo argomento: e se dovesse rivincere le prossime elezioni, lo chiamereste dittatore? Del resto chi meglio di lei lo sa, pure Hitler nel 1933 vinse le elezioni", ha twittato stamani il giornalista originario di Beirut.

LA VIGNETTA DI VAURO SU GIORGIA MELONIGIORGIA MELONI A QUARTA REPUBBLICAMATTEO SALVINI GIORGIA MELONI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?