giancarlo giannini 1

"MIO FIGLIO LORENZO, MORTO NEL 1987 A 19 ANNI, PER ANEURISMA, MI AVEVA CHIESTO COSA C'È DOPO LA MORTE. NON SAPEVO COME RISPONDERE, GLI RACCONTAI UNA FAVOLA” – GLI 80 ANNI DI GIANCARLO GIANNINI: "GLI PARLAI DELLA MORTE COME UNA SENSAZIONE DI CONOSCENZA. ERO DISPERATO MA NON HO PIANTO - I GRANDI ATTORI? LI HO VISTI MORIRE TUTTI: A VOLTE PER STRADA MI SCAMBIANO PER GASSMAN, MASTROIANNI, TOGNAZZI, MANFREDI, FACCIO L'AUTOGRAFO AL POSTO LORO” – GLI AMORI, I REGISTI, I CONSIGLI DI MARLON BRANDO E IL SOPRANNOME “THE KING OF PESTO” PERCHÉ...

Valerio Cappelli per il “Corriere della Sera”

giancarlo giannini

 

«Quando prendi una cipolla e cominci a rosolarla, senti come cambia l'odore». Se volete far contento Giancarlo Giannini, l'attore della grande manualità, della cura del dettaglio, di racconti a volte estremi e paradossali, aggiungete un posto a tavola e parlate di cibo. Ma gli anniversari «No, non festeggerò, non sono tipo da anniversari, non mi importa del passato, penso al futuro, alle cose che posso ancora fare», dice Giancarlo Giannini, 80 anni il primo agosto. 

 

giancarlo giannini

Una delle sue parole più ricorrenti, accanto a formule matematiche, numeri e fede, è «normale». L'elogio della semplicità. «I miei film, alla luce dei grandi temi, sono piccole cose». Trovate un altro attore che si mette a parlare prima dei colleghi e poi di se stesso Non deve essere difficile lavorare con lei «Credo di sì, una delle poche richieste è di avere una stanza d'albergo con il cucinino, mi piace prepararmi da mangiare a fine giornata sul set. Da mia nonna Luisa ho preso l'abitudine di non buttare mai gli avanzi. Una volta in America volevano intervistarmi per un film, invece ho parlato per un'ora della mia pasta al pesto, da allora mi chiamano The king of pesto. Lo considero un nettare divino».

 

E la riporta alle sue radici.

giannini 25

«Sì, mi riporta alla mia Liguria, ai contadini della mia terra, gente splendida, tenace, tosta. Hanno un motto che è anche il mio: se ho poco, devo vivere con poco. Il mio mondo, come dico nella mia autobiografia, Sono ancora un bambino (ma nessuno può sgridarmi) , è fatto di cose semplici e di sogni. Ho raccontato anche il mio più grande dolore, la perdita di Lorenzo, mio figlio primogenito, morto nel 1987, a 19 anni, per aneurisma. Voglio cancellare questa parola. Un giorno, stranamente, mi aveva chiesto cosa c'è dopo la morte. 

 

Non sapevo come rispondere, gli raccontai una favola, immagina tanti colori nello spazio, esistono ma poi finiscono, è come una montagna da scalare, raggiungi altri colori. Gli raccontai la morte come una sensazione di conoscenza. Ero disperato ma non ho pianto, mi sono fatto forza anche per gli altri familiari, ho pensato che ha raggiunto la conoscenza, che sta meglio di noi che ci poniamo domande e non era solo una luce consolatoria».

 

marcello mastroianni monica vitti giancarlo giannini

Lei ha lavorato con i più grandi attori 

«Li ho visti morire tutti. A volte, quando vengo fermato per strada e magari qualcuno riconosce il volto ma non gli viene il mio nome, e mi scambia per Gassman, Mastroianni, Tognazzi, Manfredi, faccio l'autografo al posto loro».

 

Di Vittorio Gassman era molto amico.

«Il nostro primo film insieme, nel 1987, fu I picari. Aveva un'umanità straordinaria, fragile, dolcissimo, mi aveva preso come confidente, mi parlava della sua depressione, è come se avessi la luce spenta, diceva. Aveva paura della solitudine. Lo assecondavo quando si rattristava. Aveva una memoria straordinaria, una volta gli confessai che non sapevo la parte e mi rispose: basto io per tutti e due.E mi sul set mi suggerì le battute come un ventriloquo».

giancarlo giannini

 

Lei è legato a tanti film e attori americani 

«Jack Nicholson è quello che più mi ha impressionato. L'ho doppiato non so quante volte, a volte bloccavo il doppiaggio dall'incanto con cui lo guardavo. E' uno imprevedibile, folle, l'ho detto altre volte, con lui entri in un mondo parallelo. Un amico è Dustin Hoffman, ogni tanto ci mettiamo a parlare al telefono della decadenza del cinema, ma i talenti anche da noi non mancano: Toni Servillo, Paolo Sorrentino Mi sono divertito con i miei due 007, ho inventato da zero il mio agente segreto, ma leggendo il copione non capivo se ero con James Bond o contro, produttore e regista mi dissero che dovevano ancora decidere.Con l'America è sempre stato un rapporto di amore e distacco. Dopo Pasqualino settebellezze , a me e Lina volevano tutti incontrarci».

 

LINA WERTMULLER GIANCARLO GIANNINI

Capitolo Lina Wertmüller.

«Mi ha regalato ironia, libertà, leggerezza, la felicità di fare questo mestiere anche se non ho mai avuto il sacro fuoco dell'attore. Aveva una visione grottesca della vita. E con Mariangela Melato, la sua grazia, intelligenza, intensità, ho passato i miei più importanti momenti di cinema».

 

Chi è Giancarlo Giannini?

VITTI GIANCARLO GIANNINI

«Vengo da studi scientifici, tra noi non umanisti ci riconosciamo, siamo umili. Ancora oggi mi sento un perito elettronico mancato. Sono un uomo libero che non ha mai avuto santi in Paradiso, che continua a lavorare giocando, che ama la discrezione e la solitudine. Orazio Costa, il primo maestro, mi disse: sei bravo ma non dormire mai sugli allori. 

GIANCARLO GIANNINI PASQUALINO SETTEBELLEZZE

 

Visconti, un genio, mi vedeva silenzioso e serio, mi disse: tu sei abituato a lavorare nel casino, bene, ci penso io, e chiese alla troupe di fare più rumore. Zeffirelli, un altro a cui devo dire grazie. Fellini, un grande ispiratore, a seconda dell'umore mi chiamava Giancarlino perché ero piccolo e giovane, o il pipistrello della notte perché piombavo sui suoi set di notte con la macchina fotografica. Una volta chiesi a Marlon Brando di rivelarmi il suo segreto, mi disse, urlando mentre attraversava una porta girevole: è semplice, non leggere le sceneggiature».

laura antonelli giancarlo giannini l’innocente giancarlo giannini mariangela melatoMONICA VITTI GIANCARLO GIANNINI - DRAMMA DELLA GELOSIA giancarlo giannini foto di baccoGIANCARLO GIANNINI PASQUALINO SETTEBELLEZZEgiancarlo giannini laura antonelli l'innocente 1giancarlo giannini laura antonelli l'innocentelaura antonelli giancarlo giannini l'innocentegiancarlo giannini l'innocentegiancarlo giannini sono stato io giancarlo e adriano gianninigiancarlo giannini

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?