diego abatantuono

ROMBO DI ABATANTUONO: "RENZO ARBORE VENNE AL DERBY A PROPORMI IL PAP’OCCHIO. MIA MADRE ERA AL GUARDAROBA. LE CHIESE DI ME. E LEI: "CHI, QUELLO? MA È UN DEFICIENTE, LASCI STARE". MI DICEVA: MA NON TI VERGOGNI A DIRE QUELLE COSE LÌ?" – LE CENE CON VILLAGGIO, POZZETTO E I GATTI DI VICOLO MIRACOLI, IL PERSONAGGIO DEL "TERRUNCELLO", IL FILM CON MATANO - "SONO L'IGNORANTE PIÙ COLTO CHE ABBIA MAI CONOSCIUTO, SUPERO ANCHE CELENTANO” – VIDEO

Stefania Ulivi per il "Corriere della Sera"

 

«Se non avessi fatto l'attore? Credo avrei aperto non un chiringuito , ma un ristorante, un locale. Mi piace stare con la gente, farla divertire, raccontare».

ABATANTUONO

 

Lo ha fatto in oltre ottanta film. Oggi in sala l'ultimo, «Una notte da dottore» di Guido Chiesa, è un dottore da aggiungere alla sua collezione di tipi poco edificanti.

«Un merdaccia, diciamolo. Un tipo burbero, la vita è andata per conto suo: la moglie sparita, un figlio problematico, vent' anni in Africa. Poi torna per mantenere nuora e nipote ma non sa esprimere i sentimenti».

 

Che tipo è Frank Matano?

«Ha talento e intelligenza. La sua partenza può sembrare, anche se l'epoca è diversa, un po' quella che ho fatto io con i film comici».

 

Girato a Roma durante la pandemia. Come si è trovato?

renzo arbore pap'occhio

«A Roma sto bene. Ci sono venuto le prime volte a 15-16 anni, quando facevo il tecnico per i Gatti di Vicolo Miracoli. Lavoravamo al Teatro delle muse o al Tenda, quando facevano spettacoli, con cena a seguire, Renato Zero, Stefano Rosso, Adriano Pappalardo, la Schola Cantorum. Dormivamo in qualche alberghetto o a casa di qualcuno. Allora era meravigliosa, era meravigliosa l'Italia».

 

Rimpianti?

 «Quella bellezza si è incrinata. E allora non c'erano ancora le zanzare. Ora vivo con due di quattordici anni: le porto a scuola, vedono la tv con me, ho fatto amicizia...».

 

abatantuono 99

È stato a quelle cene che conobbe Arbore che venne poi al Derby a proporle «Il Pap' occhio»?

«Non passavo inosservato. Il mio lavoro in realtà non era fare il tecnico: soffrivo di vertigini, ne soffro ancora, salire su una scala barcollante non faceva per me. Avevo 15 anni, avevo smesso di andare a scuola; i Gatti invece 20, appena finito il liceo. Venivano da Verona, provinciali acculturati, mentre io cittadino ero più smaliziato di loro. Cinque anni con loro, una scuola.

 

Ero il quinto del gruppo. Se tu reggi la tavolata con i Gatti, Villaggio, Renato, sei già a buon punto. Già se riesci a esserci seduto conta: al Derby mi ricordo gente che cercava di intrufolarsi e invece veniva schienata. Sono autodidatta, l'ignorante più colto che abbia mai conosciuto, supero anche Celentano».

abatantuono venier 56

 

E Arbore, dunque?

«Era venuto al Derby, mia mamma Rosa stava al guardaroba. Iniziavo a essere conosciuto, ma non facevo tv, bisognava venire a Milano. Le ha chiesto di me. E lei: "Chi, quello? Ma è un deficiente, lasci stare". Mi diceva: ma non ti vergogni a dire quelle cose lì? Io ero contento che facessero ridere Cochi, Renato, Beppe Viola, Jannacci. A me interessavano che ridessero loro».

 

Con sua madre andava al cinema.

«Papà andava al bar, non si sa se era proprio il bar, si profumava molto, la mamma chiedeva perché. E noi andavamo al cinema a vedere un bel "cappa e spada" o i Maciste, o i western. Una sera lo abbiamo trovato sotto che telefonava, la telefonata fatta al bar tutto profumato era strana. Ha provato a dire che stava chiamando sua madre. "A quest' ora?

ABATANTUONO 66

 

Mi dia un gettone. Sciura Maria, 'l gha ciama' el Matteo? No? ". (Mia nonna era trilingue, pugliese, italiano e milanese). Ha detto un "Vergogna" che ancora mi ricordo. E anche una pedata nel culo. Lui rideva, per reazione».

 

Il suo terruncello va per i 45 anni.

«Era un disintegrato che voleva integrarsi, milanese al 100%. Un'iperbole ma esisteva davvero».

ARBORE

 

Per tornare al ristorante, chi ha cucinato meglio al «Dinner club»? «Cracco, ha fatto tutto lui».

jenny tamburi diego abatantuono monica vitti tango della gelosia diego abatantuono il barbiere di rio diego abatantuono sabina guzzanti i cammelli diego abatantuonodiego abatantuono cose dell’altro mondoCARLO VERDONE DIEGO ABATANTUONO "MAGO DI SEGRATE" GRAND HOTEL EXCELSIOR - 3enrico montesano diego abatantuono grand hotel excelsior diego abatantuono laura antonelli viuuulentemente mia diego abatantuono il toro di mazzacuratidiego abatantuono chiara francini soap opera DIANA DEL BUFALO E DIEGO ABATANTUONOdiego abatantuonodiego abatantuonodiego abatantuonodiego abatantuonodiego abatantuonodiego abatantuono diego abatantuono e sabrina ferillidiego abatantuono da giovanediego abatantuono diego abatantuono un ragazzo di calabriadiego abatantuonodiego abatantuono silvio orlando diego abatantuono margherita buymauro di francesco abatantuono diego abatantuono balalaikaDIEGO ABATANTUONO IN REGALO DI NATALEAbatantuono e mauro di francesco in Attilaselvaggia lucarelli diego abatantuonoPAOLO RUFFINI E DIEGO ABATANTUONODIEGO ABATANTUONO E PUPI AVATIABATANTUONOMAGO DI SEGRATE ABATANTUONOselfie enrico ruggeri abatantuono beccalossiABATANTUONOalessandro siani diego abatantuono mister felicitadiego abatantuonogiuliano sangiorgi e diego abatantuono

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)