adolf hitler jojo rabbit

SI PUÒ RIDERE DI ADOLF HITLER? – IL FILM “JOJO RABBIT”, CHE RACCONTA IL FUHRER COME UN ALLEGRO ZUZZURELLONE, RIAPRE IL DIBATTITO SULL’OPPORTUNITÀ DI RIDERE DEI NAZISTI - EPPURE CI SONO PRECEDENTI ILLUSTRI: DAL GRANDE DITTATORE DI CHARLIE CHAPLIN ALL’IMPERDIBILE HILTER RAP DI MEL BROOKS, FINO A LUI È TORNATO - VIDEO

 

Andrea Cuomo per “il Giornale”

 

jojo rabbit 1

C' è una domanda che in tutto il mondo ci si fa da circa ottant' anni: si può ridere del (e col) nazismo? Adolf Hitler, con quella faccia da capocomico di una compagnia di provincia, può essere un personaggio simpatico? Fino a che punto è consentito scherzare sulla più grande tragedia del Novecento, anche se gli ebrei - che ne furono le prime vittime - hanno dalla loro un umorismo nero decisamente sviluppato?

 

La domanda riaffiora ogni qual volta qualcuno osa sfidare il tabu in base al quale la più sanguinaria ideologia dell' Europa occidentale deve essere raccontata soltanto con toni lugubri di condanna, senza alcuno spiraglio di luce. Ancora di più questo accade se a «giocare» sulle svastiche e sulle camicie brune è la Disney, la multinazionale dell' intrattenimento politicamente corretto (anche se poi il suo fondatore Walt alla fine degli anni Trenta dovette fronteggiare accuse di filonazismo e antisemitismo).

jojo rabbit 8

 

Una delle controllate della Walt Disney Company, la Fox Searchlight Pictures, ha presentato qualche giorno fa al Toronto International Film Festival il film Jojo Rabbit, la storia di un ragazzino (Jojo Betzler) membro entusiasta della Gioventù hitleriana che un giorno scopre che la madre Rosie nasconde in casa una giovane ebrea di nome Elsa. Tra i due ragazzini nasce un' amicizia che mette a repentaglio i solidi princìpi nazionalsocialisti di Jojo e soprattutto entra in conflitto con il suo amico immaginario, tale Adolf Hitler. Che nel film viene raccontato come uno zuzzurellone vagamente psicotico, con cui è divertente correre, saltare e chiacchierare. Anche se i suoi discorsi sono un po' strampalati.

adolf hitler in vogliamo vivere di ernst lubitsch

 

Quando Jojo si lamenta perché i compagni di scuola a causa del suo scarso coraggio gli danno del coniglio (il «Rabbit» del titolo), Adolf gli risponde così: «Anche di me dicevano, guarda quel tipo strano, guarda quello psicopatico, finirà per ammazzare qualcuno...». A dare volto e corpo al Fürher più stralunato della storia è l' attore neozelandese Taika Waititi, per metà maori e per metà ebraico, che del film è anche regista. Il resto del cast è stellare: Scarlett Johansson interpreta la mamma di Jojo, Sam Rockwell il gerarca che gestisce il campo per «nazistini», mentre Jojo è il piccolo (e pare bravissimo) Robin Griffin Davis.

adolf hitler jojo rabbit

 

Il film è illuminato da una fotografia coloratissima e rétro che ricorda vagamente l' estetica di Wes Anderson e dai trailer appare cinematograficamente impeccabile, decisamente godibile. Eppure la critica si è divisa, naturalmente su questioni di opportunità. Se The Collider ha parlato di Jojo Rabbit come del «più tenero e divertente film sul nazismo mai visto», il critico di Indie' s Wire è meno entusiasta e parla di «operazione grossolana e tutt' altro che ingenua. I nazisti non erano solo un mucchio di stupidi drogati», mentre Variety definisce il film «una versione Mean Girls di Hitler» riferendosi a una commediola di successo di qualche anno fa. E su internet in molti si sono indignati parlando di pellicola «oscena e folle» e assicurando: «Su certe cose non si scherza».

jojo rabbit 4

Eppure su certe cose si è scherzato eccome in altre occasioni.

 

charlie chaplin adolf hitler (il grande dittatore)

Lo fece Charlie Chaplin nel Grande Dittatore ma si era nel 1940 e quindi la tragedia dell' Olocausto doveva ancora manifestarsi in tutta la sua distopica follia. Lo fece Ernst Lubitsch in Vogliamo vivere! del 1942 ma vale lo stesso discorso. Lo ha fatto più di recente Mel Brooks, che nel remake del film di Lubitsch intitolato Essere o non essere (1983) riuscì a strappare molte risate sul nazismo (guardatevi su Youtube l' imperdibile Hitler rap); lo hanno fatto pochi anni fa David Wnendt nel film Lui è tornato, tratto dal best seller di Timur Vermes, che immaginò un risveglio del Führer settant' anni dopo la sua morte; e il regista svizzero ebraico Dani Levy che in Mein Führer. La veramente vera verità su Adolf Hitler, raccontò gli ultimi mesi del dittatore con toni talmente patetici da guadagnarsi l' accusa di antistoricità. No, con certe cose proprio non si riesce a scherzare.

jojo rabbit 3jojo rabbtijojo rabbit 2jojo rabbit 6jojo rabbit 7jojo rabbit 5adolf hitler in lui e' tornatomel brooks hitler rap

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…