kanye west david letterman

VITA DA KANYE – “STIAMO DIVENTANDO TUTTI MATTI, CI STANNO SPINGENDO NELLA FOLLIA. GLI AMERICANI SONO  BULLIZZATI DAI MEDIA CHE CI DICONO DI PENSARE CERTE COSE” - L'’INTERVISTA BOMBA A KANYE WEST DI DAVID LETTERMAN SU NETFLIX - LE DIFFICOLTÀ DI CONVIVERE CON IL DISTURBO BIPOLARE: ''TI SENTI COME SE QUALCUNO VOLESSE UCCIDERTI, NON TI FIDI DI NESSUNO'' – VIDEO

 

 

 

 

 

la messa di kanye west al coachella

 

1 – KANYE WEST È GESÙ CRISTO? LA MESSSA DI PASQUA DEL RAPPER AL COACHELLA (22 APRILE 2019)

https://www.rivistastudio.com/kanye-west-coachella/

 

KANYE WEST PARLA DI TRUMP E DEI MEDIA DA DAVID LETTERMAN

Dagonews

“Gli americani sono maltrattati, bullizzati dai media che ci dicono di pensare certe cose”. Si apre con un’intervista bomba a Kanye West la seconda stagione di “Non c’è bisogno di presentazioni”, lo show di David Letterman su Netflix e andata in streaming il 31 maggio. Il rapper ha parlato di informazione, di Trump e poi si è concesso delle confessioni sulle difficoltà di convivere con il disturbo bipolare.

kanye west da david letterman

 

“Non sono sicuro di saperlo spiegare bene, non sono un dottore. Posso dirti come mi sento. Sento una connessione maggiore con l’universo quando sono in fase ramping up. Lo so che è un problema di salute. È come un cervello che ha una distorsione”.

 

kanye west con la madre yonda

“Stiamo diventando tutti matti, ci stanno spingendo nella follia. Siamo completamente bullizzati dai media, sia le celebrità che le masse, a pensare certe cose…”. Kanye ha poi parlato della sua simpatia per Donald Trump: il rapper, tra le polemiche, ha infatti sostenuto apertamente e più volte il presidente americano, indossando anche il cappellino con la scritta Make American Great Again: “gli elettori del presidente sono trattati come ‘nemici dell’America. Sei mai stato picchiato a scuola perché indossi il cappellino sbagliato? I Liberal bullizzano i supporter di Trump, e il risultato è che non puoi rimanere calmo, non puoi semplicemente andare e indossare quel cappello. Questo è il mio interesse per Trump: non dobbiamo per forza avere gli stessi sentimenti, ma abbiamo il diritto di sentire ciò che sentiamo, e abbiamo anche il diritto di avere una conversazione, un dialogo e non una diatriba per questo. Lavoro con alcune persone che hanno votato per Trump ma si sentono in imbarazzo a dirlo”.

kanye west e trump

 

Kanye West ha anche parlato dell’impatto della morte della madre su di lui. Yonda è morta nel novembre 2007 per le complicazioni seguite a un intervento chirurgico: “Questo sarebbe stato uno dei momenti più felici della sua vita, con tutti quei bambini in casa. Lei è comunque con noi, e ci guida”.

 

 

Kanye West spiega in tv cosa significa soffrire di disturbo bipolare

Sara Sirtori per www.iodonna.it

 

kanye west da david letterman 2

Sebbene non sia un segreto, lui non ama parlarne in pubblico. Per questo quando Kanye West racconta della fatica di vivere con il disturbo bipolare, la notizia fa il giro del mondo. Il rapper ha chiacchierato con David Letterman durante una puntata dello show che l’ex conduttore della Cbs sta registrando per Netflix, My Next Guest Needs No Introduction.

kanye west

 

 

 

 

Alla domanda diretta di Letterman su cosa succeda nella sua testa, West ha fatto fatica a trovare le parole. «Non sono sicuro di saperlo spiegare bene, non sono un dottore. Posso dirti come mi sento. Sento una connessione maggiore con l’universo quando sono in fase ramping up [il termine che il rapper usa significa “accrescimento”, “aumento”, ndr]. Lo so che è un problema di salute. È come un cervello che ha una distorsione.

il tweet di kim kardashian sull'ospitata di kanye west da david letterman

 

 

 

 

 

 

È come fare una storta alla caviglia: quando capita non è che tu solleciti qualcuno a correre più forte. Con noi, quando il cervello raggiunge quella distorsione, la gente fa di tutto per renderla peggiore». Il riferimento, nemmeno troppo velato, è al ricovero coatto di qualche anno fa durante una fase paranoica.

 

kanye west da david letterman 1

«Ti senti come se qualcuno volesse ucciderti, non ti fidi di nessuno. Poi arriva il momento in cui ti mettono le manette, ti sedano, ti sdraiano sul lettino e ti separano dal tuo mondo. È qualcosa che sono contento di aver sperimentato su me stesso, così che io possa cercare di cambiare questo sistema [si riferisce ai protocolli del sistema sanitario nazionale per la cura delle malattie mentali, ndr] così crudele e primitivo. Quando sei in quello stato devi avere qualcuno di cui fidarti».

kanye west david letterman

 

Il disturbo bipolare è caratterizzato da gravi alterazioni delle emozioni, dei pensieri e dei comportamenti. Chi ne soffre passa repentinamente da una felicità estrema (fase maniacale o ipomaniacale) alla disperazione più profonda (fase depressiva) anche molto frequentemente. Kanye West aveva annunciato di soffrire di questa patologia mentale lo scorso anno durante il tour promozionale del nuovo album Ye.

kim e kanye

 

«Non mi era mai stato diagnosticato, fino ai 39 anni. Una diagnosi di disturbo mentale. Credo che tutti quelli che abbiano qualcosa di simile, come ho detto nell’album, non devono vederla come una disabilità, ma come un superpotere», raccontava allora. Il termine “bipolare” lo usa riferendolo a se stesso nel brano Yikes: «That’s my bipolar shit, n—a what/That’s my superpower, n—a ain’t no disability/I’m a superhero! I’m a superhero!».

kanye west con la moglie kim kardashian e i figli

 

Negli anni precedenti, in effetti, Kanye West, che è appena diventato padre per la quarta volta con la moglie Kim Kardashian, aveva avuto comportamenti anomali e bizzarri anche in pubblico. In un post su Instagram, per esempio, chiedeva l’abolizione dell’articolo 13 della Costituzione americana, quello, per intenderci, che abolisce per legge la schiavitù. Argomento caro al rapper, che già alcuni mesi prima aveva causato una serie di reazioni rabbiose quando aveva sostenuto che la schiavitù dei neri americani fosse stata una scelta per 400 anni («Non avete capito, mi attaccate solo perché ho idee nuove», è stato il tentativo di chiarire la sua posizione in materia).

 

il cappello pro trump di kanye west

O, ancora, quando per due volte è salito sul palco di Mtv per contestare apertamente (e in modo molto maleducato) i vincitori di premi che, secondo lui, altri avrebbero meritato di più. Nel 2006 se l’era presa con il duo francese Justice vs. Simian, reo di avergli scippato il premio come miglior video, mentre nel 2009 aveva strappato di mano il microfono a Taylor Swift sostenendo che il video di Beyoncé fosse migliore e, quindi, avrebbe certamente dovuto vincere. I deliri di onnipotenza di Kanye West si estendono anche alla famiglia.

 

donald trump kanye west

Se lui si è paragonato ai geni del calibro di Steve Jobs, Howard Hughs, Harry Ford e Walt Disney, ha anche equiparato i suoi figli a delle altezze reali «come il principe George di Inghilterra» e la moglie all’ex First lady Michelle Obama.

 

kim kardashian e kanye west

In realtà sono molti i medici che hanno avuto parole di gratitudine nei confronti di Kanye West perché avere una celebrità che parla di una patologia che colpisce molte più persone di quante si pensi, è sempre un bene. «È un male silenzioso, nel senso che le persone si vergognano a parlarne e soffrono da sole», spiega la dottoressa Tara Narula alla rete televisiva Cbs. «Inoltre, non accedono alle cure di cui hanno bisogno. E questo comporta che se non diagnosticata, questa malattia crea caos e distruzione nella vita del malato e di chi gli sta attorno».

 

kanye west come trump

Il rapporto di Kanye West con i medicinali è complicato. A volte dice che li prende, altre che non ne vuole sapere perché non gli permetterebbero di creare musica. «Sono sotto controllo medico e sto usando metodi di trattamento alternativi. Ma sono convinto che per altri che soffrono di disturbo bipolare le medicine siano la soluzione migliore», ha spiegato Kanye West a David Letterman, dove è apparso in completo controllo delle sue parole. Almeno per questa volta.

 

trump balla con kanyekanye west con il cappello di donald trump donald trump kanye westdonald trump kanye westdonald trump kanye westabbraccio fra donald e kanyemel b con stephen kanye e kimkanye west incontra trumpblexit 3

 

 

 

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…