1. LA VOCE DEL PD: “A LA7 SANTORO HA I GIORNI CONTATI. LUI E TRAVAGLIO HANNO TUTTI CONTRO. ALL’INDOMANI DELLO SCAZZO CON PIERO GRASSO, SONO UN CORPO ORMAI ESTRANEO. SARANNO MESSI DA PARTE COME BERTINOTTI, DI PIETRO, INGROIA” 2. E SUL RITORNO IN RAI DI MICHELE CHI?: ‘’NON SE NE PARLA. ANCHE GUBITOSI, COL NUOVO GOVERNO, SARÀ COSTRETTO A FARE LE VALIGIE. IL PRESIDENTE TARANTOLA VUOLE DIMETTERSI NON APPENA VERRÀ INSEDIATO IL NUOVO ESECUTIVO A PALAZZO CHIGI” 3. ED È IMPENSABILE CHE UN BERSANI CHE HA SEMPRE RIFIUTATO DI METTERE PIEDE A “SERVIZIO PUBBLICO” SI METTA IN MOTO PER FAR RIPRENDERE DA MAMMA RAI SANTORO E TRAVAGLIO. D’ALTRA PARTE, SIA CAIRO SIA BERNABÈ (CHE PUNTA A UN POSTO DI MINISTRO NEL NUOVO GOVERNO), HANNO NESSUNA VOGLIA DI AVER A CHE FARE CON MICHELE E MARCO

DAGOREPORT
"Santoro ha i giorni contati". Punto. La voce di un autorevole esponente del Pd, dal lieve accento sardo, è assertiva. "È ormai arrivato al capolinea. A La7, lui e Travaglio hanno tutti contro (Ruffini, Mentana, Formigli, ndr). All'indomani dello scazzo con Piero Grasso, sono un corpo ormai estraneo".

Proviamo allora ad accennare al possibile ed ennesimo ritorno in Rai di Michele Chi?, annunciato stamattina dalla prima pagina de "Il Fatto" (vedi articolo a seguire). ‘'No, non se ne parla", ribatte secco. E aggiunge: "Anche Gubitosi, col nuovo governo, credo che sarà costretto a fare le valigie. E il motivo è semplice: il presidente Tarantola vuole dimettersi non appena verrà insediato il nuovo esecutivo a Palazzo Chigi".

Non solo. Lungo i corridoi di viale Mazzini si spettegola che Gubitosi - che fu messo in sella sul cavallo Rai su indicazione a Monti di Gianni Letta - sarebbe stato abbandonato al suo incerto destino anche dal direttore di Raiuno, l'ex casiniano Giancarlo Leone che mira alla poltrona di Direttore Generale.

Ed è impensabile che un Bersani che ha sempre rifiutato di mettere piede a "Servizio Pubblico" si metta in moto per far riprendere da Mamma Rai Santoro e Travaglio. Dall'altra parte, sia Urbano Cairo sia il suo benefattore Bernabè (che punta a un posto di ministro), non hanno la minima voglia di aver a che fare con Marco e Michele.

2. LA7, I BIG SUL PIEDE DI PARTENZA, PER LA GRUBER E SANTORO POSSIBILE RITORNO IN RAI. ANCHE CROZZA POTREBBE ANDARSENE NEL CASO DELL'ARRIVO DI PIERO CHIAMBRETTI, GRANDE AMICO DI CAIRO E GRANDE TIFOSO DEL TORO
Carlo Tecce per il "Fatto quotidiano"

La notizia si può riassumere così, se non fosse complicata e articolata, ancora in fase di composizione: il prossimo autunno, spento il televisore per le vacanze, potremmo ritrovarci la Rai con Lilli Gruber, Maurizio Crozza e Michele Santoro. Per spiegare, però, ci vogliono più righe immerse in un racconto più ampio. Quando c'è un trasloco non sai mai dov'è finito quell'enorme scatolone che non volevi perdere e invece si è infilato chissà dove. Accade a La7 durante il passaggio di consegne tra Telecom Italia e Urbano Cairo.

Più che smarrire un oggetto, stavolta si sono dimenticati una scadenza: entro il 31 marzo la proprietà, nei fatti ancora la multinazionale telefonica e in teoria l'ex dirigente di Publitalia, poteva rinnovare il contratto di Lilli Gruber. Quando se ne sono accorti, proprio per dimostrare che fosse sfuggito di mente, la società ha chiesto di prolungare l'opzione: ma non si possono diluire le clausole favorevoli a una parte.

Ora c'è la classica trattativa e il classico pericolo, per Cairo, che la Gruber smonti Otto e Mezzo e ritorni in Rai. Questo benedetto scatolone fa cascare il resto. Perché una televisione con due padroni, e senza le mani sul volante, sbatte contro la concorrenza e le regala pezzi pregiati. Anche Maurizio Crozza può sfruttare una postilla scritta: può lasciare in caso di vendita. E la vendita c'è stata.

Se fosse ufficiale l'arrivo di Piero Chiambretti, grande amico di Cairo e grande tifoso del Toro, Crozza potrebbe andare via: direzione Rai o, più complicata, deviazione Mediaset. Non perché Crozza sia ostile a Chiambretti, ma perché La7 avrebbe un profilo diverso: la questione è che, per adesso, un profilo non esiste. Ci sono state riunioni informali, i palinsesti estivi vengono copiati in blocco e l'autunno non si prende nemmeno in considerazione. Due anni fa, a schieramenti opposti, La7 fu luogo di sbarco, adesso potrebbe trasformarsi in molo per le partenze. Dipende.

Il mercato, sfiancato e più povero, può consentire queste migrazioni? Viale Mazzini può richiamare quelli che - appunto, come scatoloni - aveva allontanato o ignorato? Se la Gruber e Crozza fossero destinati a Rai1, come confermano autorevoli fonti, che ne sarà di Michele Santoro? Il percorso di Servizio Pubblico, lo dice il nome, mira al traguardo Rai e La7 ancora non s'è fatta viva per bissare l'esperienza.

A Santoro non dispiacerebbe rientrare in vialeMazzini se il direttore generale Gubitosi avesse la fermezza per garantire quello che gli ex Masi e Lei negavano: l'autonomia editoriale e nuovi progetti. Un convoglio carico di Gruber, Crozza e Santoro potrebbe far salire anche Gad Lerner: la televisione pubblica sta pensando come riaccendere Rai2 e come rinfrescare Rai1.

I palinsesti sono incastri che si tengono insieme: mossa una pedina se ne muove una seconda e poi una terza, una quarta. Viale Mazzini competitiva con i volti che promettono gli ascolti e limitano i rischi farebbe svegliare Media-set e farebbe recuperare il piano per portare Giovanni Floris e la coppia Fazio-Saviano a Rai1. Cairo si deve sbrigare per non restare senza carburante. E Gubitosi avrà la forza politica per prendersi tutto?

 

 

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