milizie usa not fucking around coalition

AMERICAN MILITIA – I GRUPPI ARMATI DI BIANCHI E PURE DI AFROAMERICANI NEGLI USA SONO SEMPRE PIÙ AGGUERRITI E LA SITUAZIONE STA ESPLODENDO - DA PORTLAND A LOUISVILLE ORMAI È UNA GUERRA CIVILE A TUTTI GLI EFFETTI – I "PROUD BOYS", “NOT FUCKING AROUND COALITION”, SUPREMATISTI E ANTI-FASCISTI: LEADER, SIMBOLI E RIVENDICAZIONI DEI MOVIMENTI CHE SI ARMANO E SCENDONO IN STRADA

 

 

Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

john fitzgerald johnson aka grandmaster jay, capo della milizia nera not fucking around coalition

Proteste e battaglie in Oregon per il 102esimo giorno consecutivo dall' inizio delle manifestazioni contro il razzismo innescate dalla morte di George Floyd, ucciso dalla polizia a Minneapolis.

 

Dall' interno conservatore di questo Stato democratico della West Coast sono ripartite le autocolonne delle milizie della destra nazionalista, dirottate dalla polizia fuori Portland per evitare nuovi incidenti tragici come l' uccisione, il 29 agosto, di un membro del Patriot Prayers da parte di un attivista dei gruppi Antifa, poi morto anche lui in uno scontro con la polizia. Stavolta a muoversi sono state le milizie armate dei Proud Boys.

 

miliziani della not fucking around coalition a louisville, kentucky

Arrivate nella capitale, Salem, si sono scontrate davanti al Parlamento coi manifestanti di Black Lives Matter, attaccati con spray urticanti, pallottole di vernice e a pugni. La polizia è poi riuscita a sedare i tumulti e ha arrestato alcuni miliziani.

 

Intanto anche Louisville, in Kentucky, è arrivata al 102esimo giorno consecutivo di proteste e scontri. E anche qui il rischio che le manifestazioni si trasformino in tragedia è accentuato dalla comparsa di diversi gruppi paramilitari: con l' aggravante che a quelli dei suprematisti bianchi e della destra nazionalista (dagli Oath Keepers ai 3 Percenters, passando per gli Angry Vikings e gli American Patriots, oltre alle sigle già citate) ora si contrappone una formazione di attivisti afroamericani anch' essi armati fino ai denti: la Nfac (sta per Not Fucking Around Coalition, che, slang a parte, potremmo tradurre con «coalizione di quelli che fanno sul serio»).

simbolo della milizia proud boys

 

Louisville è uno degli epicentri della protesta in America perché qui alcuni mesi fa Breonna Taylor è stata uccisa dalla polizia nel suo letto. Da mesi i manifestanti chiedono l' arresto degli agenti che l' hanno colpita. I miliziani neri sono comparsi la prima volta il 4 luglio in Georgia alle manifestazioni di Stone Mountain Park, un monumento confederato scolpito su una montagna non lontana da Atlanta che secondo gli Antifa andrebbe eliminato come le statue di personaggi storici razzisti abbattute nei mesi scorsi.

 

A Louisville hanno sfilato una prima volta il 25 luglio, una manifestazione segnata da un incidente che poteva essere tragico: un miliziano di colore, cadendo dopo aver messo un piede in fallo, ha sparato una raffica ferendo tre suoi compagni.

 

Centinaia di miliziani neri sono tornati ora in città per sostenere Black Lives Matter nella protesta contro il Kentucky Derby, una delle più importanti gare ippiche d' America che si è svolta nel week end del Labor Day: un sacrilegio secondo i manifestanti che hanno assediato l' ippodromo, difeso dalla polizia e della Guardia Nazionale.

simbolo della three percenters

 

I miliziani Nfac si sono concentrati in un parco vicino alla zona delle proteste mentre in città arrivavano gli uomini armati di varie organizzazioni di destra - dagli Angry Vikings ai Sons of Liberty - per affrontarli. La polizia all' inizio si è limitata a difendere l' ippodromo, ma quando la città è stata invasa da gruppi armati contrapposti, è riuscita a creare un' intercapedine tra i due fronti, evitando incidenti.

simbolo del movimento antifa

 

Stavolta è andata bene ma, con centinaia di uomini che si confrontano con armi semiautomatiche e il colpo in canna, le tensioni possono esplodere in qualunque momento. E, anche senza scontri cruenti, diverse città americane vivono in un clima di minaccia permanente: oltre a Portland, Louisville e le città teatro di altre violenze razziali come Kenosha, Minneapolis e Rochester, la macchina della protesta è sempre attiva anche in alcune grandi metropoli - da Seattle a Chicago - mentre scontri cominciano a registrarsi anche nelle città dell' America «profonda», da Boise in Idaho ad Albuquerque in New Mexico.

 

simbolo della not fucking around coalition

Difficile che la situazione migliori nei prossimi due mesi, coi miliziani di destra che inneggiano a Trump e ai teorici delle cospirazioni QAnon e il presidente che soffia sul fuoco. Mentre quelli neri, guidati dall' ideologo armato John Jay Fitzgerald Johnson, vagheggiano una secessione del Texas nel quale gli afroamericani dovrebbero costruire il loro Stato, indipendente dagli Usa. Anche dopo il voto del 3 novembre, qualunque sia il suo esito, è difficile che questi gruppi animati da un istinto di ribellione e dal desiderio di ostentare forza fisica anche a costo di arrivare allo scontro, svaniscano nel nulla.

dylan stevens aka angry viking, leader della milizia patriot groupscontri tra milizie in usascontri a rochester new york manifestanti black lives matter urlano contro i clienti di un ristorante a pittsburghmanifestanti black lives matter assaltano un ristorante a pittsburgh 2kyle rittenhouse scappa dopo aver sparato 1kyle rittenhouse aggredito sparaproteste black lives matter nel regno unito 8funerale george floydmaglietta george floyd 2kyle rittenhouse aggredito 1proteste e disordini a kenosha per jacob blake 10guerriglia a kenosha, in wisconsin 28proteste e disordini a kenosha per jacob blake 12cortei e proteste a kenosha, wisconsinproteste e disordini a kenosha per jacob blake 11poliziotti uccidono trayford pellerin in louisiana 3proteste e disordini a kenosha per jacob blake 13rusten sheskey 1manifestanti black lives matter urlano contro i clienti di un ristorante a pittsburgh 1

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...