attacco hacker di lockbit all agenzia delle entrate

BASTA GIRARCI INTORNO: I SERVER DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SONO UN COLABRODO – GLI HACKER RUSSI DI “LOCKBIT” CHIEDONO 5 MILIONI DI EURO ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE PER CONSEGNARE I 78 GIGABYTE DI DATI RUBATI CON L’ATTACCO DI IERI: DOCUMENTI, SCANSIONI, RAPPORTI FINANZIARI ECCETERA – SOGEI NON CONFERMA L’ATTACCO, MA NON LO FECE NEMMENO QUANDO FU COLPITA LA REGIONE LAZIO (QUANDO CON OGNI PROBABILITÀ FU PAGATO IL RISCATTO). LA PROCURA DI ROMA HA APERTO UN’INCHIESTA

1 - FURTO HACKER DI DATI FISCALI SI TEME UN ALTRO CASO LAZIO

Estratto dell’articolo di Cristiana Mangani per “il Messaggero”

 

ATTACCO HACKER DI LOCKBIT ALL AGENZIA DELLE ENTRATE

Cinque giorni di tempo per pagare il riscatto e riavere i 78 gigabyte di dati rubati: documenti, scansioni, rapporti finanziari e contratti che in caso contrario saranno presto resi pubblici. Gli hacker russi di LockBit lanciano un cyber attacco all'Agenzia delle entrate.

 

La porta di accesso ai dati non sarebbe stata quella del sito ufficiale, ma sarebbe avvenuto attraverso un utente.

 

[…] Quanto gli hacker siano riusciti a sottrarre, probabilmente, si saprà nei prossimi giorni. Del resto, anche quando gli hacker hanno colpito la Regione Lazio, nessuno ufficialmente ha confermato l'attacco, tantomeno il pagamento del riscatto. Eppure per avere il sito efficiente si è dovuti intervenire ristrutturandolo completamente.

 

putin hacker russi meme

La notizia dell'aggressione cyber da parte di LockBit è diventata ufficiale dopo che i pirati della Rete hanno pubblicato una serie di screenshot che rappresentano una sorta di countdown. Ed è analizzando quelli e la tipologia di materiale che sarebbe stato sottratto, che gli investigatori e gli esperti hanno potuto ipotizzare che sia stato bucato il profilo di un utente e non l'Agenzia.

 

[…] In attesa di capire la reale portata del danno, la procura di Roma ha, comunque, aperto una inchiesta. Sul banco degli imputati resta la cyber gang LockBit, il gruppo che alcuni ritengono operi per la Russia e che è attivo a livello mondiale nelle attività di ransomware, cioè il virus che limita l'accesso del dispositivo che infetta richiedendo un riscatto per rimuovere la limitazione.

 

nicola zingaretti hacker regione lazio

Il gruppo avrebbe chiesto un riscatto di 5 milioni all'Agenzia delle entrate per rilasciare i dati, e avrebbe minacciato di pubblicarli in rete se non fossero arrivati i soldi. […] Alla luce dell'incartamento che verrà trasmesso, i magistrati potrebbero ipotizzare i reati di accesso abusivo al sistema informatico e tentata estorsione. Non è escluso che l'attività di indagine possa coinvolgere altri pool oltre ai pm che si occupano di reati informatici». […]

 

2 - ATTACCO ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE GIALLO SUI DATI RUBATI DAGLI HACKER

Fulvio Fiano per il “Corriere della Sera”

 

hacker regione lazio 2

Gli hacker sono entrati stavolta da una «porta di servizio»: un malware incuneato nel pc di un commercialista, un tributarista, una società di servizi o un Caf accreditato per impossessarsi di 78 Giga di dati tra documenti, scansioni, rapporti finanziari e contratti dell'Agenzia delle Entrate.

 

Un atto di pirateria informatica anomalo perché a differenza di casi precedenti ai danni di grossi enti pubblici o società private, non è stato preso «in ostaggio» il sito dell'Agenzia con la conseguente richiesta di riscatto per renderlo di nuovo accessibile.

 

C'è solo, per ora, la minaccia di rendere pubblici entro cinque giorni i file esfiltrati (alcuni già diffusi a scopo dimostrativo nel dark web) con un conteggio a ritroso del tempo mancante messo ben in evidenza a dare peso all'ultimatum. Possibile che in base alla risposta ottenuta i pirati avviino la trattativa per la restituzione; al momento non è stata quantificata alcuna richiesta.

hacker russia ucraina

 

L'autore dell'incursione (e della rivendicazione) è il collettivo, dichiaratamente apolitico, LockBit di cui farebbero parte a vario titolo un centinaio di persone in tutto il mondo. Le verifiche sono in corso. Secondo gli inquirenti, non è in dubbio la «qualità» dei dati sottratti, quanto il loro effettivo valore criminale, ossia la loro spendibilità, non essendo documenti di diretta provenienza dall'Agenzia delle Entrate.

 

La procura di Roma attende la prima informativa della Polizia Postale e in particolare degli specialisti del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic), e indaga ipotizzando per ora i reati di accesso abusivo al sistema informatico e tentata estorsione. L'aspetto sul quale si concentrano gli agenti è soprattutto quello del tipo di file fatti finora circolare.

Salute Lazio

 

Identità di persone straniere, estratti di fascicoli non strettamente riferibili ad attività dell'Agenzia delle entrate, scritture private. Ma non per questo viene sottovalutata la portata dell'attacco. LockBit è una «firma» nota nel mondo della pirateria e sulla credibilità delle proprie azioni si gioca molto dell'immagine che ammanta il mondo hacker all'esterno come al suo interno.

 

hacker russi

Nato nel 2019 e arrivato alla sua versione 3.0, il collettivo sarebbe responsabile di quasi un terzo degli attacchi informatici «ransomware» degli ultimi tre mesi, superando per quantità ed efficacia concorrenti che godono di nomea universalmente riconosciuta, come i famigerati hacker russi. Insomma, gli autori del furto di ieri non si sarebbero esposti così tanto senza avere delle vere carte da giocare in mano.

 

Regione Lazio

Possono aver sbagliato la valutazione delle stesse? L'Agenzia delle Entrate parla di «presunto» attacco, precisando di aver immediatamente chiesto un riscontro e dei chiarimenti a Sogei, società pubblica interamente partecipata dal ministero dell'Economia che gestisce le infrastrutture tecnologiche dell'Amministrazione finanziaria.

 

E «non risultano essersi verificati attacchi cyber né essere stati sottratti dati dalle piattaforme ed infrastrutture tecnologiche dell'Amministrazione finanziaria», afferma Sogei al termine delle verifiche preliminari.

 

hacker russi

Più netto Ranieri Razzante, consigliere per la Cybersecurity del sottosegretario alla Difesa, che alla Adnkronos parla di «un vero atto di terrorismo, molto più temibile di ingerenze politiche e fake news». Negli ultimi due anni sotto attacco degli hacker (di varie sigle ed estrazione politico-ideologica) sono finiti tra gli altri i siti della Regione Lazio (con il blocco del sistema unificato di prenotazioni sanitarie, presumibilmente per rallentare la campagna vaccinale) e l'ospedale Spallanzani (col tentativo di furto di dati utili nella corsa al vaccino anti-Covid).

 

Un furto informatico ha subito anche la Siae (vennero diffusi dati sensibili di artisti e autori), mentre più incerta è l'attribuzione alla mano dei pirati del blocco dei siti di Inps e Ferrovie. In nessuno di questi casi è stato confermato l'avvenuto pagamento di un riscatto, né in euro né in bitcoin.

Ultimi Dagoreport

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...