dopo la guerra crisi del grano ucraino 5

LA BATTAGLIA DEL GRANO - KIEV ACCUSA MOSCA DI RUBARE IL FRUMENTO UCRAINO E AGGIRA IL BLOCCO DEI PORTI DEL MAR NETO PORTANDOLO IN LITUANIA – IL LAVORO DI MEDIAZIONE DELLA CINA - LA PRODUZIONE DI CEREALI IN UCRAINA POTREBBE CROLLARE QUEST' ANNO DEL 30% - L'UE PARLA DI GRAVE RISCHIO DI CARESTIA - IN UN VIDEO DELLA CNN LE NAVI RUSSE CARICANO GRANO UCRAINO NEL PORTO DI SEBASTOPOLI...

https://www.rainews.it/video/2022/05/cnn-navi-russe-caricano-grano-ucraino-nel-porto-di-sebastopoli-2f2012a9-4122-4121-8ddf-0aab2460a700.html

 

 

 

CRISTIANA MANGANI per il Messaggero

 

russi rubano il grano

L'emergenza sulle forniture di grano sta scalzando la guerra per il gas nel conflitto tra Russia e Ucraina. Le riserve di cereali che Mosca tiene bloccate nei porti del mar Nero diventano ogni giorno di più un obiettivo della «guerra collaterale» che i due Stati stanno combattendo. Ma si cerca di correre ai ripari.

 

 

Per aggirare il blocco sul mare, infatti, si prova a spostare la merce su rotaie. Ieri è arrivato in Lituania, al porto di Klaipeda, passando attraverso la Polonia, il primo treno con un carico di grano ucraino che verrà esportato attraverso i porti del Paese baltico. Si tratta di una consegna di prova che ha lo scopo di valutare l'efficacia di rotte alternative nell'impossibilità di utilizzare i porti ucraini bloccati dalle ostilità con Mosca. Si conta in questo modo di fare arrivare in riva al Baltico fino a 1.500 tonnellate di grano al giorno.

 

dopo la guerra crisi del grano ucraino 5

Un flusso di molto inferiore a quello che può essere garantito via mare. E l'orizzonte non è roseo: la produzione di cereali in Ucraina potrebbe crollare quest' anno del 30%. Ma, in attesa che qualcosa si muova nel Mar Nero, questo viaggio rappresenta un segnale tangibile dei corridoi verdi messi in campo dall'Ue per trovare vie alternative al mare.

 

GLI SPIRAGLI Inoltre, qualche spiraglio di trattativa potrebbe aprirsi con la Russia. Al momento - è stato annunciato dal ministero della Difesa di Mosca - l'apertura di corridoi umanitari sul mare. «Le navi straniere - è la nota del Cremlino - potranno lasciare domani (oggi alle 8, ndr) il porto di Mariupol percorrendo il tratto di mare che è stato ripulito dalle mine». Il capo del Centro di controllo della difesa nazionale, il colonnello generale Mikhail Mizintsev, ha spiegato che «è stato eliminato il pericolo di mine nell'area e si stanno adottando misure per ripristinare le infrastrutture portuali». Sono 70, ha aggiunto, le navi straniere provenienti da 16 Stati che sono rimaste bloccate in sei porti dell'Ucraina. Sono navi che trasportavano merci e che dovevano riceverne, qualcuna contiene anche del grano. A fermarle era stata la guerra.

 

dopo la guerra crisi del grano ucraino 4

In questo scenario appare importante la posizione presa dalla Cina: «Serve spingere per una tregua tempestiva e fornire un corridoio verde a Russia e Ucraina sull'export del grano», ha dichiarato il ministro degli Esteri Wang Yi nel colloquio telefonico con l'omologa tedesca Annalena Baerbock. Pechino si dice «disposta a mantenere la comunicazione con tutte le parti» coinvolte nel conflitto in Ucraina. E in una nota diffusa dalla diplomazia cinese si insiste sulla necessità per «la comunità internazionale di spingere per un cessate il fuoco tempestivo e per fornire un canale verde a Russia e Ucraina sull'export di grano».

 

Il lavoro di mediazione non è facilissimo anche perché Mosca sembra stia giocando molto sporco sulla questione: un video pubblicato dalla Cnn, infatti, mostra nuove foto satellitari del porto di Sebastopoli, in Crimea, nelle quali due navi russe sembrano caricare quello che si ritiene grano ucraino rubato.

 

LE NUOVE ROTTE DEL GRANO

Nelle immagini della Maxar technologies, datate 19 e 21 maggio, si vedono le navi - la Matros Pozynich e la Matros Koshka - attraccate accanto ai silos che contengono il cereale che si riversa da un nastro in una stiva aperta. Non appena la merce è stata caricata le due navi siano dirette - in base al tracciamento navale di Marine.Traffic.com - dopo aver lasciato il porto hanno preso direzioni diverse: la Matros Pozynich sta navigando nel Mar Egeo, ed è diretta a Beirut, mentre la Matros Koshka si trova ancora nel Mar Nero. L'emittente televisiva sottolinea che è difficile sapere con certezza se le navi siano state caricate con il grano rubato, ma la Crimea, annessa alla Russia, produce poco grano, a differenza delle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhzhia, ricche di colture, immediatamente a nord.

 

IL PRECEDENTE All'inizio di questo mese, la Matros Pozynich aveva compiuto una missione simile: ha caricato grano ed è salpata dal Mar Nero per raggiungere il Mediterraneo. Inizialmente era diretta in Egitto con il suo carico, ma è stata respinta da Alessandria.

 

Alla stessa nave è stato anche impedito di entrare a Beirut e alla fine ha attraccato a Latakia, in Siria, dove la Russia da anni sostiene il regime di Bashar al-Assad.

dopo la guerra crisi del grano ucraino 3

 

In diverse occasioni il presidente Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di «rubare gradualmente» i prodotti alimentari ucraini e di cercare di venderli. E una conferma di quanto sta sistematicamente accadendo, arriva anche da Mykola Horbachov, presidente dell'Associazione ucraina del grano. «Abbiamo registrato casi di furto da parte dei russi nei territori occupati, soprattutto nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia - ha affermato -. La merce è stata caricata sui camion e portata in Crimea, da dove i russi hanno cercato di venderlo come loro grano proveniente dalla Crimea, ma tutti i trader e le organizzazioni mondiali sanno benissimo che in Crimea non c'è grano sufficiente per essere esportato, sanno benissimo che è grano rubato. Finora gli occupanti ci hanno portato via già 400mila tonnellate di grano, calcolando che una tonnellata costa 300 dollari, la cifra ottenuta dagli occupanti è decisamente cospicua».

 

dopo la guerra crisi del grano ucraino 1

Tra il grano fermo nei porti e quello che viene dirottato e venduto dai russi abusivamente, si fa sempre più drammatica la condizione alimentare di moltissimi paesi dell'Africa e non solo. Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha lanciato un messaggio chiaro: «I ladri russi - ha scritto su Twitter - rubano il grano ucraino, lo caricano sulle navi, passano dal Bosforo e cercano di venderlo all'estero. Invito tutti gli Stati a rimanere vigili e a rifiutare qualsiasi proposta di questo tipo. Non diventate complici dei crimini russi».

 

I RISCHI Parla di un grave rischio di carestia anche la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. «Stiamo assistendo a come la Russia ha trasformato in armi le sue forniture energetiche - è intervenuta a Davos -. Sfortunatamente, stiamo vedendo lo stesso modello emergere nella sicurezza alimentare. L'Ucraina è una dei paesi più fertili del mondo. Ora, quei campi sono stati bruciati. E l'artiglieria sta bombardando i depositi deliberatamente». Tutto questo mentre l'Onu continua a rinnovare il suo allarme: se l'export non sarà rimesso in moto, centinaia di milioni di persone rischieranno la fame. Cristiana Mangani

UCRAINA - LA PRODUZIONE DI GRANO

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)