BERTONE NON VUOLE MOLLARE: PASSA LA MANO SOLO SE BERGOGLIO GLI TROVA UN ALTRO INCARICO (ALLO IOR)

Francesco Antonio Grana per il "Fatto quotidiano"

Pranzo di fuoco per Bergoglio e Bertone. E non per le temperature estive di Castel Gandolfo. Il segretario di Stato di Sua Santità non vuole uscire di scena e ha chiesto al Pontefice un nuovo incarico. "Torno a Roma a svolgere i compiti che Papa Francesco, che è un vulcano inesauribile, ci assegna tutte le settimane per non dire tutti i giorni".

Così, qualche giorno fa, Bertone aveva salutato le montagne di Introd, in Valle d'Aosta, dove ha trascorso la sua ultima vacanza da "premier" del Papa, durata soltanto nove giorni, dopo aver accompagnato Francesco in Brasile per il suo primo viaggio internazionale. "Dopo questa ossigenazione nelle montagne della Valle d'Aosta - aveva aggiunto Bertone parlando con i giornalisti - spero di continuare il mio lavoro, il mio servizio, anche nelle calure di Roma".

Da Casa Santa Marta l'inquilino della suite 201 aveva ascoltato in silenzio le affermazioni del suo "capo del governo" ai microfoni dei cronisti convinto che quello fosse un modo per preparare la sua uscita di scena dopo 5 mesi dall'inizio del nuovo pontificato. Ma Bergoglio si sbagliava. Ritornato a Roma Bertone ha chiesto subito di poter incontrare il Papa per esporgli le sue richieste per la sua exit strategy.

Francesco, però, non ha avuto fretta di riceverlo subito. Ha cercato di allontanare il calice amaro temendo che tra i due si sarebbe arrivati alla resa dei conti, che in Vaticano chiamano con l'espressione evangelica redde rationem riprendendo una frase di Gesù ("Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore").

Bertone ha intuito e prudentemente non si è presentato né all'udienza delle nazionali italiana e argentina con il Papa, il 13 agosto, né all'indomani allo stadio Olimpico per la partita amichevole in onore di Francesco. "Dev'essergli costato davvero molto - sottolinea chi lo conosce bene - non partecipare ai due eventi sportivi".

Il Papa e il suo "premier" non hanno forzato l'agenda attendendo di vedersi, come già previsto, il 15 agosto per la messa di Francesco a Castel Gandolfo, concelebrata proprio da Bertone e dal suo predecessore Angelo Sodano. Al termine dell'Angelus Bergoglio si è congedato dalla folla con il suo consueto "buon pranzo".

A lui toccava quello con Bertone a villa Barberini, residenza estiva del segretario di Stato a Castel Gandolfo. E per Francesco le pietanze sono diventate subito indigeste. Bertone ha chiesto al Papa, una volta nominato il suo successore alla guida della segreteria di Stato, di avere un altro incarico che possa così non farlo uscire completamente di scena, ma soprattutto possa funzionare da parafulmine ai numerosi attacchi che altrimenti riceverebbe, dentro e fuori la Curia, da coloro che sono rimasti a dir poco scontenti della sua gestione e che lo reputano primo e unico responsabile delle dimissioni di Benedetto XVI.

Bertone, che il prossimo 2 dicembre compirà 79 anni, ha fatto notare a Bergoglio che il suo predecessore Angelo Sodano quando lasciò la guida della segreteria di Stato nel 2006 rimase decano del collegio cardinalizio, carica che ricopre tutt'ora all'età di 86 anni. Il porporato salesiano pensa a qualcosa di analogo per sé, ma la soluzione al problema l'ha offerta lui stesso a Papa Francesco. Benedetto XVI prima di lasciare il pontificato gli ha rinnovato per 5 anni, ovvero fino al 2018, la presidenza della commissione cardinalizia di vigilanza sullo Ior.

Per il codice di diritto canonico, però, Bertone non potrà ricoprire questa carica fino alla scadenza naturale del mandato. Esso, infatti, prevede che al compimento degli 80 anni i porporati perdono il diritto di entrare in conclave e decadono automaticamente da tutti gli incarichi nella Curia romana. Tranne, ovviamente, se il Papa non dispone in modo diverso, ma limitatamente alla seconda parte della norma ecclesiastica. Ed è ciò che vuole Bertone: lasciare la segretaria di Stato, ma non la presidenza della commissione cardinalizia di vigilanza sulla banca vaticana.

Una richiesta che ha lasciato l'amaro in bocca a Bergoglio colpevole, secondo il cardinale di New York e presidente dei vescovi Usa Timothy Michael Dolan, di non aver rimosso subito dopo il conclave Bertone e di averlo portato con sé in Brasile offrendogli una vetrina eccezionale dopo tutte le accese critiche che aveva ricevuto durante le dieci congregazioni generali che hanno preceduto il conclave di marzo.

"Sono di più gli scontri che lo hanno visto protagonista che gli interventi per tracciare il profilo che avrebbe dovuto avere il nuovo Papa", sussurra un anziano cardinale. A molti alti prelati non è piaciuta nemmeno la scelta di Bertone di trascorrere alcuni giorni di vacanza nella villetta di Introd che aveva ospitato Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. "Un gesto di pessimo gusto", lo definisce un anziano presule che aggiunge: "Non mi stupisce che sia andato a dormire nella villetta pontificia che ha ospitato il Papa santo e il Papa emerito. Per lui il pontificato rimarrà per sempre soltanto un sogno".

Proprio al suo arrivo a Introd, Bertone, rompendo mesi di silenzio, aveva affermato che la riforma della banca vaticana era stata avviata prima di Bergoglio. "Io sono presidente della commissione cardinalizia di vigilanza sullo Ior - aveva precisato il porporato - e questo processo l'abbiamo iniziato già prima dell'arrivo di Papa Francesco".

Pronta la risposta di Bergoglio che l'8 agosto, con Bertone in ferie, aveva firmato un motu proprio per il contrasto del riciclaggio di denaro che avviene proprio nella banca vaticana, rafforzando i poteri di controllo dell'Autorità di informazione finanziaria della Santa Sede presieduta dal cardinale Attilio Nicora, nemico acerrimo del porporato salesiano che lo aveva estromesso dalla commissione cardinalizia di vigilanza sullo Ior.

La domanda del cardinale Dolan è quella che si fanno tutti dentro e fuori il Vaticano: perché Francesco non ha ancora rimosso Bertone? La risposta è tutta nell'inedita presenza di due Papi in Vaticano. Bergoglio sa bene quanto il cardinale salesiano sia nel cuore di Benedetto XVI, nonostante il loro "duumvirato" abbia portato Ratzinger alle dimissioni. E Francesco, sostituendo Bertone a settembre dopo il viaggio in Brasile, pensava di rendere meno traumatica la successione alla guida della segreteria di Stato. Ma si sbagliava.

 

TARCISIO BERTONE A CASA ANDREOTTI CARDINALE TARCISIO BERTONE CAMPAGNA ELETTORALE PER IL PROSSIMO CONCLAVE TARCISIO BERTONE DA QUINK jpegTarcisio Bertone Fisichella bertone e Tarcisio Bertone Bertone e Bagnasco all Auditorium

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO