jeff bezos koningshaven de hef rotterdam

BEZOS DA ROTTERDAM – IL COMUNE DI ROTTERDAM E' FINITO NELLA BUFERA DOPO CHE È EMERSO CHE SMONTERÀ PARZIALMENTE L'ICONICO PONTE "KONINGSHAVENBRUG DE HEF", PER CONSENTIRE IL PASSAGGIO DEL NUOVO MEGAYACHT DI JEFF BEZOS – IL SINDACO DELLA CITTÀ HA NEGATO CHE "LA DECISIONE SIA GIA' STATA PRESA": "PER ORA NON ABBIAMO RICEVUTO NESSUNA DOMANDA DI PERMESSO" - LA NAVE, UNO YACHT A TRE ALBERI, NON RIUSCIREBBE A PASSARE SOTTO LA STRUTTURA A MENO CHE NON VENGA RIMOSSA LA SUA PARTE CENTRALE...

Dagotraduzione dal Guardian

 

il ponte KONINGSHAVEN DE HEF

La città portuale olandese di Rotterdam non ha ricevuto una richiesta per un permesso per smantellare temporaneamente il ponte storico Koningshaven per consentire il passaggio di un superyacht costruito per il fondatore di Amazon Jeff Bezos, secondo quanto riportato dai media locali giovedì.

 

Il sindaco della città ha negato che fosse stata presa qualsiasi decisione, il giorno dopo che un portavoce del comune aveva detto all'AFP che i funzionari avevano dato il via libera alla richiesta del costruttore navale di rimuovere la sezione centrale del famoso ponte Koningshaven, suscitando critiche diffuse sui social media.

 

Il gigantesco yacht a tre alberi di Bezos da 485 milioni di dollari – costruito ad Alblasserdam vicino a Rotterdam – è troppo grande per passare sotto il ponte, che risale al 1878 e fu ricostruito dopo essere stato bombardato dai nazisti nel 1940 durante la seconda guerra mondiale.

 

il ponte KONINGSHAVEN DE HEF

«Trovo il tumulto piuttosto peculiare. Nessuna decisione è stata ancora presa, e non è stata ricevuta nessuna domanda di permesso», ha detto giovedì il sindaco Ahmed Aboutaleb al quotidiano olandese Algemeen Dagblad.

 

Il comune prenderà la sua decisione dopo la presentazione di una domanda di autorizzazione e la valutazione dell'impatto, e dovrà garantire che il lavoro può essere fatto senza danneggiare il ponte e che Bezos pagherà il conto, ha affermato il sindaco. «Riguarda i fatti. Voglio prima conoscerli», ha detto al quotidiano.

 

Le sue osservazioni in Colombia, dove è in visita, sono state confermate dal suo portavoce all'agenzia di stampa olandese ANP.

 

il megayacht di jeff bezos

I commenti iniziali che suggerivano che la mossa fosse già stata approvata hanno fatto arrabbiare molti nei Paesi Bassi, anche perché dopo un'importante ristrutturazione del 2017 il consiglio locale ha promesso che non avrebbe mai più smantellato il ponte, noto ai Rotterdammers come De Hef.

 

Massimo Gaggi per il Corriere della Sera

 

Non c'è abbastanza spazio, al mondo, per l'ego smisurato di Jeff Bezos. Di certo non ce n'è a Rotterdam, dove il sindaco ha annunciato che farà smontare temporaneamente uno storico ponte cittadino per permettere il passaggio del nuovo, enorme yacht del fondatore di Amazon, lungo 127 metri e troppo alto - 40 metri - per passare sotto il ponte di Koningshaven.

 

il megayacht di jeff bezos

Costruito nel 1878, bombardato dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale e in seguito ricostruito, nei Paesi Bassi questo ponte di ferro che i locali chiamano De Hef è diventato un monumento nazionale, ma durante l'estate ne verrà rimossa la sezione centrale per permettere la navigazione lungo il canale dello yacht Y721 - questo il nome con cui è per ora nota l'imbarcazione - costruito nei cantieri olandesi Oceanco e costato 430 milioni di dollari.

 

La decisione ha scatenato ovvie polemiche, anche perché il ponte era stato oggetto di un importante restauro fra il 2014 e il 2017 e le autorità locali avevano promesso che non sarebbe successo di nuovo: l'ufficio del sindaco si è però difeso sostenendo che la costruzione dello yacht ha garantito posti di lavoro, e ha promesso che il ponte sarà ricostruito in modo identico entro un paio di settimane, ovviamente a spese di Bezos.

 

PORTO DI Rotterdam

«È l'unica rotta verso il mare», si è giustificato il portavoce del primo cittadino. Rotterdam, sostiene del resto il responsabile comunale del ponte Marcel Walravens, è la «capitale marittima d'Europa», e questo progetto era troppo importante dal punto di vista economico: «I cantieri navali sono un pilastro della municipalità», ha affermato al sito Rijnmond, e terminare la costruzione altrove non sarebbe stato pratico.

 

Secondo la rivista Boat International, Y721 sarà la barca a vela più grande del mondo, perfetta per le ambizioni di quello che è attualmente il terzo uomo più ricco del pianeta con un patrimonio da 175 miliardi. Soldi che il fondatore di Amazon, 58 anni, ama spendere per «assicurarsi» un posto di rilievo perpetuo nella società americana, come successo con la donazione da 200 milioni di dollari alla Smithsonian Institution annunciata nel luglio scorso.

 

PORTO DI Rotterdam

Il miliardario ha chiesto in cambio l'impegno della maggiore istituzione museale americana a esporre in più luoghi e per almeno 50 anni il suo nome. E ha voluto che fosse specificato anche, nero su bianco, dove vuole che il suo nome sia effigiato: altra occasione di sarcasmo per Elon Musk, il miliardario che ha superato Bezos nelle missioni spaziali e per ricchezza e che si diverte un mondo a prenderlo in giro sui social.

 

I dettagli della donazione, la più consistente della storia della Smithsonian, vengono fuori solo ora e sono curiosi: da sempre i ricchi benefattori di istituzioni culturali vengono celebrati intitolando a loro nome padiglioni dei musei, teatri, biblioteche, aule universitarie, ma Bezos ha preteso di più. L'accordo prevede, ad esempio, che il suo nome compaia nel Bezos Learning Center che verrà inaugurato nel 2026, sia sulla facciata che sul lato, ma anche all'interno del museo, e dovrà vedersi in trasparenza in una nuova scultura di vetro.

 

Jeff Bezos e Lauren Sanchez

Nell'accordo, votato dal board dello Smithsonian del quale fanno parte, tra gli altri, la vicepresidente Kamala Harris e il presidente della Corte Suprema John Roberts, non c'è inoltre una «clausola etica» che consenta al museo di sottrarsi all'impegno preso se in futuro i comportamenti di Bezos saranno tali da danneggiare la reputazione dell'istituzione, come è accaduto nel caso dei Sackler, cancellati da musei e università dopo che sono emerse le responsabilità della loro Purdue Pharma nella strage degli oppioidi che ha ucciso almeno mezzo milione di americani in vent'anni.

jeff bezos a st. barts

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